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→  marzo 1, 1994


intervista di Paolo Trombin

Come si sente un capitalista a chiedere voti agli operai?

«A 25 anni ho cominciato a lavorare nell’azienda di mio pa­dre. I dipendenti erano in tutto 85 con pochissimi impiegati: la­voro con gli operai da sempre. E gli operai torinesi mi conosco bene».

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→  febbraio 27, 1994


intervista di Ettore Boffano


C’è un operaio, un o­peraio in tuta blu nelle fantasie e­lettorali di Franco Debenedetti, 61 anni, ingegnere, ex manager dell’Oliveti; e fratello di Carlo, l’Ingegnere di Ivrea. Un operaio torinese che, la mattina del 27 marzo, dovrà decidere se sce­glierlo come senatore progressi­sta scartando Valerio Zanone, I’ ex sindaco liberale passato al Pat­to di Segni, e Gipo Farassino, l’ex chansonnier
oggi luogotenente di Bossi all’ombra della Mole.

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→  febbraio 24, 1994


intervista di Pier Giorgio Betti

«Io sono con i progressisti in quanto im­prenditore perché ritengo che solo uno Stato giusto sia legittimato a chiedere sa­crifici e che solo l’intelligente collabora­zione di tutti sia la strada dell’efficienza». Così Franco De Benedetti spiega la sua decisione di impegnarsi in prima perso­na, come candidato, nella campagna elettorale. E il programma di Berlusconi? «Come è possibile che gli italiani creda­no ancora alla letterina di Natale in cui si può chiedere tutto e si spera di trovare tutto, la mattina dopo, ai piedi del letto? Queste promesse verranno mantenute solo per alcuni e faranno stare peggio tutti gli altri».

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→  febbraio 22, 1994


intervista di Adalberto Falletta

Sospira: «Si, è stata una decisione sofferta». Precisa: «Nessuno mi ha costretto, si capisce. Ho valutato la si­tuazione in cui versa il no­stro Paese. E ho accettato di scendere in campo». Si accalora: «Macché anti-Berlu­sconi! Io non ho televisioni, né giornali. Sono un im­prenditore che farà la sua campagna elettorale in un ufficio di duecento metri quadrati, mica il leader di un’agguerrita formazione politica». L’ingegner Fran­co Debenedetti, 61 anni, fra­tello dell’ingegnere per an­tonomasia, ovvero l’im­prenditore rosso protagoni­sta di una rivalità quasi mi­tica con il Cavaliere di Arcore, è lusingato dal confron­to. Ma non ci sta.

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→  febbraio 21, 1994


intervista di Alberto Papuzzi

«Io sono soltanto me stes­so. Non sono l’aanti Berlu­sconi. Come potrei?». Il gran borghese Franco Debenedetti rifiuta le etichette e si irrita garbatamente se la sua candidatura nel polo progressi­sta – collegio senatoriale numero 1 a Torino – viene messa in rela­zione con la rivalità tra Carlo Debenedetti, suo fratello, e Silvio Berlusconi, sua emittenza. Non è l’interprete di una guerra tra l’Ingegnere e il Cavaliere. «Però è vero – ammette – che la scesa in campo di Berlusconi mi ha dato ulteriori ragioni per essere nello schieramento progressista».

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→  febbraio 21, 1994


intervista di Massimo Gagliardi

Franco Debenedetti. 61 anni, non è più presidente della Sasib. Si è dimesso per scendere in politica. È il candidato di Allean­za democratica nelle file dei progressisti a Torino. Mantiene la carica di consigliere di amministrazione in Cofide, Cir, So­gefi e anche in Sasib.

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