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→  aprile 18, 2015


Qual è la vera consistenza della contrapposizione tra Commissione e Consiglio Europeo da un lato e governo greco dall’altro, che venerdì è tornata a far ballare i mercati con le Borse europee in rosso e lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi che ha lambito quota 150? Si trattasse di una questione economica, in un modo o nell’altro sarebbe già stata risolta: è chiaro che nessuno, tanto meno la cancelliera tedesca Angela Merkel, può accettare di avere più fronti aperti contemporaneamente, e che Ucraina e Stato islamico (Is) hanno peso e urgenza ancora maggiori.

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  aprile 15, 2015


Sir,
No doubt, “if Greece does fall out of the euro, it will also fall out of Europe”, as Philip Stephens writes (“Europe faces more than a Greek tragedy”, April 10). No doubt, “the failure of the euro would mark the failure of Europe”. But there is no link between the two statements, namely that Greece falling out of the euro marks the failure of the euro. This would be the case should it happen for economic reasons: too high the cost, too vague the reforms, too big the risk. As a consequence the euro would not be perceived any more as a monetary union, but as a fixed exchange rate area, the markets would soon attack the weakest countries, the spread would rise, sooner or later there would be a second Greece.

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Pubblicato In: Giornali, Varie
→  aprile 11, 2015


Al direttore.

Commenti e reazioni sulla strage al Palazzo di giustizia di Milano sono tutti per le falle nella sicurezza, per la dinamica degli avvenimenti, per l’identità delle vittime. Invece Eurointelligence di ieri osserva che il fatto accade in una crisi economica lunga e non ancora finita, e ricorda che episodi simili, seppur non così drammatici, sono avvenuti anche in Germania. Leggendo che il precedente avvocato di Giardiello stava per testimoniare contro di lui, il sito di Wolfgang Munchau si domanda se quanto avvenuto a Milano non debba indurre a riflessioni più generali: come i sistemi giuridici europei si pongono rispetto al fallimento; se non sia il caso di pensare a un approccio diverso, che tenga separate le questioni civili e quelle penali.

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  aprile 8, 2015


di Franco Debenedetti e Nicola Rossi

Promuovere oggi in Italia un nuovo capitalismo di stato è paradossale. Come se un bulimico vedesse nei farmaci dimagranti l’origine dei suoi mali.

Se l’Italia avesse un’Alta Commissione Piani e Programmi, il suo presidente lamenterebbe sulle pagine dei principali quotidiani nazionali il “tradimento del capitale” e ricorderebbe che “ormai da un lustro ogni volta che viene posta sul mercato dei diritti di proprietà una grande impresa italiana nessun investitore italiano si fa avanti”. Sarebbe, anzi – come vedremo – è uno sconcerto comprensibile. L’idea che il mondo non si conformi alle prescrizioni dell’Alta Commissione Piani e Programmi deve apparire intollerabile al suo presidente.

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  aprile 4, 2015


Caro direttore,

per ricordare, con Giuseppe De Rita, quanti «per anni hanno sostenuto che la debolezza del sistema Italia (venga) dal prevalere della piccola dimensione» ( Corriere di ieri) non è necessario avere buona memoria: lo si legge ancora oggi, ogni volta che un pezzo importante del nostro sistema industriale viene «svenduto». Ultimamente la vendita di Pirelli è stata per alcuni pretesto per teorizzare la necessità del ritorno dello Stato azionista, che, per interposta Cassa Depositi e Prestiti, surroghi quello che viene giudicato un tradimento del capitale.

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Pubblicato In: Corriere Della Sera, Giornali
→  aprile 2, 2015

Cassa depostiti e prestiti investe, rileva quote azionarie, indirizza l’economia di sistema. Ma chi la controlla? E chi decide come e dove investire?
A Partita Doppia ne parlano Franco Debenedetti, Luigi Guiso, Luca Martinelli, Massimo Mucchetti e Giulio Sapelli.


Pubblicato In: Audio/Video