→ Iscriviti
→  marzo 26, 2015


Davvero la scelta di China National Chemical Corporation (Cncc) “era la migliore per la Pirelli”? Marco Tronchetti Provera, sul Corriere della Sera di martedì, non mostrava dubbi. Noi proviamo a rispondere seguendo un percorso diverso, isolando i suoi argomenti: importanti ma in qualche modo accessori.

leggi il resto ›


Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  marzo 15, 2015


Intervista di Pietro Vernizzi

Secondo l’istituto di ricerche Prometeia, nel 2015 il quantitative easing produrrà un effetto benefico sul Pil italiano dello 0,6%, pari cioè alla quasi totalità delle crescita che entro fine anno è calcolata per lo 0,7%. Stando all’elaborazione del centro studi gli impieghi degli istituti di credito aumenteranno sia verso le imprese (+20 miliardi di euro) sia verso le famiglie (+13 miliardi). L’intervento della Bce abbasserà ulteriormente il rapporto euro-dollaro, stabilizzandolo a quota 1,05-1,10, e, abbassando ulteriormente i tassi d’interesse, dovrebbe indurre maggiore propensione agli investimenti. Ne abbiamo parlato con Franco Debenedetti, commentatore politico, imprenditore ed ex senatore.

leggi il resto ›


Pubblicato In: Varie
→  marzo 10, 2015


Caro Direttore,

“se non è zuppa è panbagnato” scrive Eugenio Scalfari (I benefici che Draghi procurerà all’Italia e a Renzi, La Repubblica 8 Marzo). La “zuppa” essendo gli eurobond, e il “panbagnato” quel 20% di bond dei singoli stati, che la BCE acquisterà senza la garanzia delle banche centrali, per un valore di 240 miliardi di euro.

leggi il resto ›


Pubblicato In: Giornali, La Repubblica
→  marzo 3, 2015


Caro Direttore,
oggi si tiene il Cdm nel quale il governo dovrebbe chiarire i contenuti del suo piano sulla banda larga, che molte perplessità ha destato, e nel merito delle voci che sono circolate, e sul metodo. Ci sono punti di contatto tra questa vicenda e quella RaiWays-EiTowers di cui il Ministro Padoan ha scelto di parlare nella sua intervista di domenica col Corriere. “Rientra nelle logiche del Governo – ha detto- verificare quali partecipate possano creare valore che serva ad abbattere il debito ed aumentare l’efficienza”. A dire il vero proprio la risposta che il mercato ha dato all’offerta su RaiWay, con l’immediato aumento dei valori delle aziende, sia quella soggetto sia quella oggetto dell’offerta, sta a dimostrare che la creazione di valore è possibile, non in astratto, ma proprio nel caso in esame. Questa risposta dovrebbe lusingarlo: nonostante fossero ben noti, sia il vincolo del 51%, sia, come dire?, le sensibilità politiche che vengono eccitate alla sola ipotesi di una trattativa tra un’azienda di Silvio Berlusconi e il Governo ( e non solo), il mercato evidentemente condivide gli obbiettivi di fondo del Governo, e crede che li raggiungerà, superando sia paletti posti in fase di quotazione di RaiWays, sia ostracismi pregiudiziali.

leggi il resto ›


Pubblicato In: Corriere Della Sera, Giornali
→  febbraio 28, 2015


“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico”: a qualcuno, “antico” anche lui, l’Opa su RaiWay ha fatto tornare alla memoria il verso pascoliano della propria infanzia. L’antico è l’evocare il conflitto di interesse, il giaguaro, tutto l’armamentario di una “guerra dei trent’anni” che novità tecnologiche, gusti dei consumatori, preferenze degli elettori, hanno fatto deporre e seppellire: perché il conflitto non c’è più, e quanto agli interessi, nulla di meglio di un’Opa per regolarli. O almeno così si è pensato.

leggi il resto ›


Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  febbraio 24, 2015


di Marco Valerio Lo Prete

Ma nell’euro si può ancora fare politica di gauche? Parlano Salvati, Fassina, Debenedetti e Goulard.

In ciascun paese democratico votiamo per eleggere un governo che poi persegue una politica economica in linea con quanto annunciato in campagna elettorale. Il ragionamento è semplice e lineare, ma sempre meno realistico all’interno dell’Eurozona. Grecia docet. Il primo ministro ellenico Alexis Tsipras, a fronte di un solido mandato popolare, in queste ore ha dovuto inviare all’Eurogruppo una lista di riforme compatibili con la continuazione per i prossimi quattro mesi del programma europeo di assistenza finanziaria. Nella lista delle riforme di Atene ci sarebbero lotta all’evasione fiscale e imposta patrimoniale, ma le assenze in quella lista sono perfino più significative. Niente taglio del debito pubblico (come pure era stato annunciato in campagna elettorale), nessun passo indietro significativo sulla liberalizzazione del mercato del lavoro (idem come sopra), niente blocco totale delle privatizzazioni in corso (idem). Dunque questa volta i partner europei non si sono accontentati di vedere rispettati i saldi di finanza pubblica, hanno inciso più a fondo. Ergo: non basta più che il cittadino voti un programma di sinistra radicale – comunque lo si giudichi –, che gli assicuri consensi maggioritari, per poi vedere attuato quello stesso programma.

leggi il resto ›


Pubblicato In: Giornali, Il Foglio