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→  novembre 26, 2016


“Il referendum italiano ha le chiavi del futuro dell’euro”, titolava giorni fa il Financial Times. Tanto rapida e profonda è stata la rivoluzione che Donald Trump – meno di tre settimane dall’essere proclamato vincitore e più di dodici dall’essere insediato presidente, prima di aver scelto i suoi più stretti collaboratori e lungi dal potere compiere atti di governo – con le sue sole parole ha prodotto nel quadro politico mondiale. Se i banchieri centrali hanno “l’arte della parola”, come sostiene Alberto Orioli nel suo ultimo libro, i politici a volte hanno il “potere della parola”.

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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  novembre 9, 2016


La scorsa settimana il governatore di New York Andrew M. Cuomo ha di fatto precluso ad Airbnb di operare nel suo mercato più redditizio. Ma dato che negli Stati Uniti se si proibisce a un privato di affittare casa sua a chi meglio crede si perdono le elezioni, Cuomo ha imposto una multa salata a chi offre la disponibilità della propria abitazione sul popolarissimo marketplace.

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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  novembre 5, 2016


1349, 1703, 1832: sono le date di (alcuni dei) terremoti devastanti in Umbria. Quello che fa unico e prezioso iI carattere dei paesi colpiti, quello che vediamo distrutto e temiamo di poter perdere, sono le ricostruzioni che le generazioni passate fecero dopo quei disastri. Sono quelle il loro lascito. E noi, che cosa lasceremo alle generazioni future?

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  novembre 2, 2016


Al Direttore.
Questo referendum del 4 dicembre è come un fruttivendolo che offre ad una massaia un cesto di mele: ce ne sono alcune belle ed appetitose, alcune marce schifose, alcune così così. La massaia perplessa chiede quanto costa? Il fruttivendolo risponde: niente. Ma c’è una condizione: le deve mangiare tutte, nessuna esclusa.
Elio Culot.

Elio Culot non la conta tutta sul fruttivendolo, la massaia e le mele. Se compera il cesto di mele – aggiunge il negoziante – quelle più “marce e schifose” potrà trovare il modo di scartarle. Se non lo compera, dovrà per forza mangiare quest’altro cesto. Le mele “marce e schifose” sono tante, e quelle che ancora non lo sono, lo diventeranno: perché durerà almeno vent’anni.
Franco Debenedetti.


Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  ottobre 21, 2016


Nel 2015, in tutto il mondo, 60 milioni di persone hanno abbandonato la propria casa contro la propria volontà: significa uno ogni 122 abitanti del pianeta. Dall’altro lato, cioè nei Paesi verso cui si dirige, questo flusso migratorio viene a incidere sul potere di decidere a chi viene consentito di vivere all’interno dei propri confini, elemento fondante della sovranità statale ancor più per l’Europa degli Stati nazione. È necessario dotarsi di strumenti per comprendere le “Conseguenze economiche e politiche della migrazione dei rifugiati”, come recita il titolo della lezione tenuta la scorsa settimana alla Bocconi da Christian Dustmann per la Fondazione Rodolfo Debenedetti.

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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  ottobre 21, 2016


Al Direttore.

Questa è una lettera aperta al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

Caro Paolo, l’Italia si è astenuta nella votazione con cui l’Unesco ha approvato in via definitiva la risoluzione in cui i luoghi santi della Città vecchia di Gerusalemme vengono menzionati esclusivamente con i loro nomi islamici e in cui si definisce Israele “potenza occupante”. Ti conosco da anni, ho anche scritto un libretto in polemica con una tua legge, ho motivo di ritenere che la mia stima sia ricambiata. Ricordo le tue iniziative durante la sindacatura Rutelli: non devo spiegare a te che cosa significa la risoluzione dell’Unesco per Israele e per gli ebrei, perché questa venga a ragione considerata una Shoah culturale. Ma voglio sapere il come e il perché.

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio