→ Iscriviti
→  giugno 8, 2024


Da Putin ad Hamas. Caro Rovelli, ecco i veri criteri per scegliere chi votare

Era già stato nel gennaio 2023 per la mobilitazione “Natale in tempo di pace” a Verona; poi, nell’aprile 2024 per la traduzione del rapporto “Arming Europe” sugli effetti della spesa militare in Italia e in Europa. Figuriamoci se Carlo Rovelli poteva resistere alla tentazione di scrivere, alla vigilia delle elezioni, una disamina delle posizioni dei partiti politici italiani in merito a quello che è il suo chiodo fisso: una riduzione bilanciata globale delle spese militari, come mezzo di risoluzione dei conflitti e dei massacri in corso.
leggi il resto ›


Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  maggio 14, 2024


Aldo Cazzullo risponde a un lettore sulla questione carta o contante. In coda la lettera di Franco Debenedetti inviata a Cazzullo, non pensata per la pubblicazione.

Lettera di un lettore ad Aldo Cazzullo.
Caro Aldo,
ho chiesto il conto in pizzeria ieri sera e mi è stato portato a tavola il pre-conto con la richiesta esplicita del cameriere «pagamento in contanti o con carta»? Dopo aver visto che era il pre-conto mi sono recato alla cassa pagando con la carta. Ho dovuto chiedere lo scontrino fiscale perché anche con il pagamento elettronico il cassiere mi ha salutato senza rilasciare lo scontrino fiscale. Ma prima di rispondere al saluto del cassiere ho dovuto chiedere lo scontrino. Non sarebbe più facile se l’Agenzia delle Entrate eliminasse dalle attività commerciali i dispositivi che emettono il pre-conto? Si farebbe anche meno spreco di carta chimica. Si è mai trovato in questa situazione?
Luca Barretta, Firenze

leggi il resto ›


Pubblicato In: Corriere Della Sera, Giornali
→  maggio 13, 2024


Al direttore.

Lei vuol farci credere che Putin abbia invaso l’Ucraina per ricostruire l’impero russo e sbaragliare l’occidente; che il pogrom del 7 ottobre volesse dimostrare la vulnerabilità di Israele e quindi la possibilità di scacciare tutti degli ebrei dal fiume al mare. Si sbaglia, sostiene Carlo Rovelli nella sua prefazione alla traduzione italiana del rapporto di Greenpeace sugli effetti della spesa militare, pubblicata nei giorni scorsi come editoriale sul Corriere della Sera. Questo “scenario da brivido” sarebbe invece dovuto “all’immensa scellerata pressione esercitata dai fabbricanti di armi di tutto il mondo”. America, Canada, Europa, Australia e Giappone, perduta la loro gigantesca supremazia economica, hanno ormai praticamente solo la supremazia militare. “Gli smisurati proventi dell’industria militare, secondo Rovelli, generano un potere che spinge all’incremento degli armamenti e al loro uso per il solo motivo che qualcuno ci guadagna”. Perfino In Italia, “un personaggio che ha giocato un ruolo centrale per la potente industria militare italiana è ora ministro della Difesa e ha fra le sue priorità l’aumentare, per lucro, la vendita di armi italiane”. L’illustre scienziato avrebbe potuto aggiungere che è per aumentare i profitti della IG Farben con la produzione del Zyklon B che si costruirono i campi di sterminio, e della J.A. Topf und Söhne con la fabbricazione dei forni. E che da noi fu forse per sostenere l’industria delle spade che si chiese agli aratri di tracciare il solco. Cordialmente.

leggi il resto ›


Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  maggio 12, 2024

Lezione di Franco Debenedetti, Presidente Fondazione IBL, e Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi.


Pubblicato In: Audio/Video
→  aprile 28, 2024


Caro Aldo,
il 25 aprile risalendo il corteo per raggiungere la brigata ebraica (ero arrivato un po’ in ritardo), era veramente fastidioso doversi sorbire gli insulti e le grida antisioniste inneggianti ai nipoti e posnipoti di quelli che, seguendo il Gran Mufti, combatterono fianco a fianco delle SS.


Pubblicato In: Corriere Della Sera, Giornali
→  aprile 24, 2024


La necessità di adottare dispositivi idonei a tutelare la stabilità del governo era evidente fin dalla nascita della nostra Costituzione: anche Paesi di antica tradizione parlamentare si sono orientati per rafforzare i poteri del Primo Ministro. L’obbiettivo che si è posto il Governo Meloni è quindi condividibile, e l’occasione è da cogliere. Ragionevole è anche lo strumento caratterizzante della proposta Meloni, l’elezione diretta del Capo del Governo.
I problemi vengono dalla pratica attuazione: legge elettorale, scheda elettorale, nuova distribuzione dei poteri tra parlamento, capo dello Stato, capo del Governo, gestione delle crisi di Governo. Attorno ad essi si esercitano costituzionalisti, fondazioni politiche, think tank: anche L’Istituto Bruno Leoni ha dato il proprio contributo.


Pubblicato In: Giornali