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Archivio della categoria »Huffington Post« Segui questo argomento

→  febbraio 3, 2021


Se per “tecnico” si intende una personalità indipendente dai partiti, dotata di competenze specialistiche e di prestigio, Monti è stato un tecnico, e anche Draghi lo è. Ma da questo dedurre che “Draghi è uguale a Monti” è, kantianamente, un paralogismo, cioè un assurdo logico.

Parlare della diversità delle persone sarebbe poco utile e del tutto inappropriato: rilevano i contesti in cui sono stati chiamati ad operare, contesti italiano ma soprattutto, e determinanti per entrambi, i contesti europei. Quando Giorgio Napolitano nominò Mario Monti senatore a vita, lo spread aveva raggiunto 528: quando Sergio Mattarella affida l’incarico a Draghi lo spread era appena sopra 100 . Allora in Germania c’era Wolfgang Schaeuble e la virtù di bilancio era la Schwarze Null, il disavanzo a zero: oggi si parla di modificare la Costituzione per eliminarlo. Col Covid, il patto di stabilità è stato sospeso, e quindi anche il famigerato 3%. Noi continuavamo a proporre l’emissione di eurobond, gli cambiavamo nome, ma l’Europa li respingeva uno dopo l’altro; adesso il bilancio dell’Unione finanzia i 1800 miliardi della Recovery and Resilience Facility. E’ vero, ci sono voluti i colpi della pandemia per scoprire che la solidarietà è necessaria per tutti: ma un tabù che cade non risorge più.

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→  gennaio 22, 2021


In risposta a Luciano Floridi sulle regole dei social network

La decisione presa da Twitter e da Facebook di bloccare gli account di Donald Trump che, durante l’assedio a Capitol Hill, buttava benzina sul fuoco incitando i suoi sostenitori con la falsa affermazione che le elezioni erano state truccate, ha aperto discussioni e suscitato prese di posizioni.

Per sostenere che gli Stati debbano “riprendersi la sovranità digitale”, ad Angela Merkel bastano poche parole (come quando con il “wir schaffen das” autorizzò l’ingresso in Germania di 2 milioni di siriani). Luciano Floridi, l’illustre filosofo di etica del digitale, lo spiega in un’intervista ad Adele Sarno su HuffPost del 13 gennaio: che si presta a osservazioni anche radicali.

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→  dicembre 4, 2020


di Franco Debenedetti e Alessandro Penati

Analisi paradossale e sarcastica di due economisti

Il piano di Mustier è stato finalmente smascherato. E ora è possibile il passo avanti che sani il vulnus delle privatizzazioni e del mercatismo all’origine di tutti i problemi dell’economia italiana – stagnazione, disoccupazione, debito pubblico, diseguaglianze e disagio sociale. Mercato e capitalismo hanno fallito. Fortunatamente lo Stato ha resistito alle pressioni di chi voleva costringerlo a vendere ai privati gioielli come Eni, Snam, Saipem, Terna, Fincantieri, Finmeccanica, Italgas, Enel, Rai, Fs, Anas, o come tutto il patrimonio delle aziende ex municipali per fortuna rimaste nelle mani degli Enti Locali, e che costituiscono la punta di diamante della nostra green economy quali Iren, A2A, Acea Acsm-Agam, Hera, Ascopiave.

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→  agosto 6, 2020


È appena uscito in libreria “Contro il sovranismo economico” di Alberto Saravalle e Carlo Saravalle che ci sarebbe da aggiungere un nuovo capitolo: infatti da ieri siamo entrati nel feudalesimo economico. Con i tribunali del popolo presieduti da Danilo Toninelli e il seguito della vicenda autostrade, era stato chiaro a tutti che il sovrano dispone degli asset di una società privata come meglio crede, se del caso espropriando, designando il nuovo proprietario (pubblico), riservandosi il diritto di approvare i soci che questi sceglierà. Ieri, con la lettera a firma dei Ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli in cui si chiede a TIM di sospendere la firma dell’accordo con il fondo USA KKR, si segnala che il vassallo deve non solo rispettare la volontà del feudatario, ma attendere finchè questi abbia avuto il tempo per formare la sua volontà: una sorta di jus primae noctis societario.

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→  luglio 16, 2020


Cdp non dispone di risorse specialistiche sulla gestione del rischio e anzi viene ad avere lo stesso conflitto di interessi tra fare profitti e fare manutenzione che veniva imputato ad Atlantia

Roma locuta, causa finita? Non proprio, anzi c‘è il rischio che nella “soddisfazione generale” per l’accordo su Autostrade, resti insoluta la questione principale, che non è più quella economica, su cui pare si sia raggiunto l’accordo.

Di grandi disastri, non dovuti a cause naturali, ne sono capitati altri, penso alla Exxon-Valdez, o alla Deepwater Horizon, e prima al Bhopal. Tutti sono riconducibili a una inadeguata valutazione del rischio: ormai si è imparato che la prima cosa da fare, oltre a contenere o rimediare ai danni, è rivedere come e da chi nell’azienda viene accertato il rischio, e a che livello delle strutture gestionali e societarie vengono portate le relative segnalazioni. Questo è quello che l’azionista avrebbe dovuto fare e il governo pretendere da subito.

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→  luglio 14, 2020


Stasera il Consiglio dei ministri dovrebbe prendere le sue determinazioni sulla vicenda del crollo del ponte Morandi. Se lo faranno, sarà il punto finale di una catena decisionale, fatta di anelli uniti l’uno all’altro, dove ogni anello rappresenta una decisione, una scelta. La catena (per adesso) è fatta da tre anelli, tre passaggi, ciascuno con scelte binarie (bianco o nero), ciascuno con il suo potenziale responsabile (in buona o cattiva fede), ciascuno con il suo giudice competente (a Roma o a Strasburgo).

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