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→  ottobre 10, 2013


Da professori, davano voti; da ministri credono di impersonare lo stato pedagogo. Aveva cominciato Tommaso Padoa Schioppa a prendersela con i ragazzi “bamboccioni”, poi Elsa Fornero li aveva trovati un po’ “choosy”, adesso Enrico Giovannini li bolla come “inoccupabili”. Questa volta l’occasione la dà un rapporto dell’Ocse da cui risulta che molti ragazzi italiani “non hanno le conoscenze minime per vivere nel mondo in cui viviamo e non costituiscono capitale umano su cui investire per il futuro”. E giù con le polemiche. Che però sono tutte sul merito delle affermazioni, non sul fatto di farle. Tutti a chiedersi se il “voto” sia giusto, nessuno a chiedersi se sia giusto che diano il voto.

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→  ottobre 2, 2013


Troppa grazia Sant’Antonio! I liberisti (e i liberali) d’Italia non possono che registrare con soddisfazione che in un passaggio molto difficile del Paese, e cruciale per la sua sorte politica, Enrico Letta abbia iniziato e finito il suo discorso citando i due padri del pensiero liberale italiano, Luigi Einaudi e Benedetto Croce.

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→  settembre 26, 2013

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Sono in prevalenza negativi i commenti giornalistici sulla vicenda Telecom-Telefonica. Si va dal diffidente “questo presepe non mi piace” al perentorio “questo matrimonio non s’ha da fare”. Sono valide le ragioni contrarie all’operazione? Esistono strumenti per impedirla? Con quali le conseguenze?

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→  agosto 31, 2013


“Chi devo chiamare se voglio parlare con l’Europa?” Di tempo ne è passato da quando Henry Kissinger avrebbe detto la famosa battuta. Oggi potrebbe chiamare l’Alto Commissario dell’Unione Europea per le relazioni estere, Lady Ashton: ma una volta c’è la Libia, l’altra il Mali, poi l’Egitto, oggi la Siria, e le bollette del telefono aumentano sempre. Il premier Letta ha avuto un’idea brillante: se non possiamo dargli un numero di telefono unico, diamogli un numero di canale unico. Fare la Radio Tv europea (e, ça va sans dire, pubblica), ha annunciato, sarà la proposta politica qualificante del semestre europeo a guida italiana.

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→  luglio 25, 2013


25 firme su documenti per un totale di 37 facciate, fitte di sezioni, articoli, commi. Le ho dovute apporre per avere dalla banca dove ho un conto da 10 anni, una carta di credito prepagata. L’impiegato allo sportello mi passava i fogli salmodiando “questa per la privacy, questa per l’antiriciclaggio, questa per la banca”, e io firmavo alla cieca: ci avrei messo almeno un’ora a leggere le 2500 righe dei 30 articoli del “contratto”.

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→  maggio 28, 2013


Chi sostiene l’ineleggibilità di Berlusconi si appoggia a una motivazione giuridica: per una legge del 1957 sono non eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese risultino vincolati con lo Stato per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica.”

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