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Archivio della categoria »Giornali« Segui questo argomento

→  aprile 19, 2017


Dire, come come ha fatto Luigi Zingales nella sua rubrica «Alla luce del Sole» di domenica 16 aprile, che è mancato finora un “dibattito serio” sull’Italia e l’euro, mi pare un po’ esagerato. Anzi questo giornale, secondo la sua posizione e tradizione, vi ha seriamente contribuito: solo nelle ultime settimane ricordo Bini Smaghi, Codogno, Fabbrini, Galli, e sono certo di far torto a molti. Forse il dibattito non è stato organicamente articolato e pubblicamente esposto con l’evidenza adeguata all’ampiezza che hanno conquistato le posizioni euroscettiche. Ben venga quindi l’approfondimento che egli propone. Tuttavia, prima che incominci il dibattito tra economisti, da non economista credo necessarie alcune riflessioni sul dibattito stesso: metodologiche e politiche.

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→  aprile 13, 2017


«Concorrenza sleale» è la motivazione con cui il Tribunale di Roma ha vietato l’uso delle piattaforme informatiche su cui si basano i servizi Uber. Questa motivazione fa uscire la vicenda dall’àmbito concettuale in cui il problema era stato trattato. Finora gli attacchi a Uber si erano basati sui vecchi regolamenti: quello per cui una vettura con conducente sarebbe dovuta ritornare nel garage di partenza prima di poter ripartire per un altro cliente; oppure quello che, dato che la licenza è concessa dai comuni i quali stabiliscono anche le modalità di esercizio, sono perciò stesso non modificabili le condizioni in cui la concessione viene esercitata (detto in chiaro: deve essere garantita la quota di monopolio venduta). Si restava nell’àmbito della interpretazione dei regolamenti e della valutazione delle convenienze, dei fornitori e dei clienti. Tutto diverso diventa il discorso se il Tribunale vieta in base a criteri di concorrenza sleale. Questa è associata a condotte quali l’imitazione parassitaria, l’abuso di posizione dominante, lo storno di dipendenti, la violazione di segreti industriali: ma devono esistere nel nostro ordinamento norme che lo consentono, se il Tribunale ha ravvisato nella modalità di esercizio di Uber le fattispecie della concorrenza sleale. (Devono esistere anche norme opposte, se per l’Antitrust sono i taxi a fare concorrenza sleale a Uber). Concorrenza è un termine economico non giuridico: è quindi il legislatore che deve intervenire per definire i limiti in cui essa può esercitarsi. Se illecita è la concorrenza sleale, intollerabile è che venga considerata sleale la concorrenza.

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→  aprile 12, 2017


Al direttore.

Dare ai governi il potere di imporre all’ex monopolista telefonico di vendere la sua rete, propone con un emendamento di Patrizia Toia, capogruppo del Pd a Strasburgo. Posto che l’obbligo a vendere equivale a esproprio, e questo richiede il risarcimento, chi lo paga? Investono tutti, Telecom, Enel, Metroweb, Vodafone, la 3; sta arrivando il 5G. Possibile che la sinistra stia sempre lì, a giocar con le bambole e i soldatini?

→  aprile 9, 2017


«You never let a serious crisis go to waste». Se c’è una crisi recente a cui si applica la famosa frase di Rahm Emanuel è proprio quella che ha coinvolto gran parte del sistema bancario italiano e da cui faticosamente cerchiamo di uscire. Certo, molte sono le cause di questa crisi: cause esterne, la lunga crisi dell’economia italiana dopo il 2008, ritardi e manchevolezze delle autorità di regolazione e controllo, nazionali ed europee. Ma di shock esogeni ne possono sempre arrivare altri, ed è proprio quando si presentano inaspettati che si misura la resilienza del sistema. Lo stesso, in qualche misura, può dirsi degli eventuali errori e ritardi nella sorveglianza: l’esigenza di individuare se e perché si sono verificati ritardi, non riduce in nessun modo quella di capire perché le aziende sorvegliate sono incorse in tali disastri.

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→  marzo 30, 2017


ELETTORATI & STRATEGIE

Il populismo, afferma in un suo paper la Bridgewater, il più grande hedge fund del mondo con oltre 100 miliardi di $ gestiti, è diventato un rischio politico a livello mondiale: ormai ha il consenso del 35% degli elettori delle nazioni sviluppate, un livello che non si vedeva dagli anni 30. Ma non tutti i populismi sono uguali: c’è quello di Hitler e Mussolini, e quello di Franklin D. Roosevelt che entrambi combatté e sconfisse. Il futuro della Dichiarazione di Roma dipende in modo cruciale dal risultato che otterranno i partiti antieuropei nelle elezioni politiche dei prossimi mesi.

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→  marzo 28, 2017


Intervista di Gianluca Rotondi

«Ci sono prassi e modalità consolidate per scegliere i consiglieri di amministrazione, le best practice, che valgono per tutte le aziende, quotate o no. In questo caso c’è invece una pratica sbagliatissima di una nomina basata sull’affiliazione politica».
Franco Debenedetti, imprenditore e già senatore in quota Pds e poi Ds, ha fatto parte dei consigli di amministrazione di società, enti e fondazioni e non è stupito dallo scontro intestino che si sta consumando tra renziani e orlandiani sulle nomina nel cda di Hera. Un vizio antico, che si ripete nel tempo.

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