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Archivio della categoria »Giornali« Segui questo argomento

→  novembre 14, 2018


Una “proxy fight” quale da noi si vedono poche, aiutata da un provvidenziale intervento dello Stato, quali da noi se ne vedono molti, spodesta l’azionista di maggioranza relativa; ma nomina amministratore delegato la stessa persona che questi aveva designato. Che però, dopo pochi mesi, non gode più del consenso della nuova maggioranza che pertanto il 13 novembre gli ritira le deleghe.. E’ possibile che si vada a un nuovo confronto da cui esca un’altra governance.

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→  novembre 6, 2018


Al Direttore.

Alla riuscita della giornata dell’Ottimismo hanno certo contribuito le interviste “provocate” da Claudio Cerasa: lo slancio, inaspettato e liberatorio, di Vincenzo Boccia; la sicura fermezza di Marco Bentivogli; perfino i distinguo di Tria sono parsi rassicuranti. Ma sotto sotto, a rovinar la festa, anche quando si parlava d’altro, si aggirava sempre la preoccupazione per il nostro debito.

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→  novembre 3, 2018


La rischiosità di un debito, pubblico o privato che sia, è data dalla probabilità che il debitore paghi regolarmente gli interessi e, alla scadenza, rimborsi il capitale, o con mezzi propri, o, come è sempre il caso se il debito è pubblico, rifinanziandosi sul mercato. Per avere un metro con cui valutare l’entità del debito, e per paragonare tra loro debiti diversi, si suole parametrarlo al PIL. Questo misura l’attività economica di cittadini: si assume che essa venga svolta con un profitto, su cui si possano prelevare imposte con cui pagare, oltre alle spese dello Stato, anche gli interessi sul suo debito. Altre parametrazioni sono possibili, o a scopo scientifico per trovare nuove correlazioni, o come nel nostro caso, stante l’enormità del nostro debito pubblico, per trovare ragioni atte a convincere i mercati della sua sostenibilità.

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→  ottobre 27, 2018


La cessione di Marelli

Come non è lo Stato ad avere ricchezze proprie ma sono i cittadini a possederle, così non è lo Stato ad avere interessi propri ma le strutture che essi creano per gestirle, tipicamente le aziende. Sono loro che possono decidere che cosa fare dei propri beni, vendere o comprare, tutto o parte: primo perché questo è il significato di diritto di proprietà, secondo perché il proprietario dispone di maggiori informazioni di chiunque altro per decidere sul da farsi. Sembra dimenticarlo chi giudica operazioni societarie sulla base di un astratto, perché ideologico, interesse del Paese, senza neppure capire quali sono gli interessi concreti delle parti in causa. A volte, può bastare un minimo di analisi: come nel caso Marelli.

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→  ottobre 22, 2018


La crisi politica che attraversiamo potrebbe risultare la peggiore che abbiano visto gli italiani viventi. E sì che di drammatiche ce ne sono state. Andando a ritroso: nel 2011, quando sull’Europa si abbatté lo tsunami originato dal terremoto dei subprime; nel 1990-92, quando la crisi, politica, economica, morale, fece crollare il sistema che aveva governato l’Italia per più di mezzo secolo; la guerra civile negli anni di piombo. Perfino nel 1943, quando l’Italia fu teatro di guerra guerreggiata.

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→  ottobre 15, 2018


Il governo ha convocato alla cabina di regia per gli investimenti, oltre Cdp, solo le aziende di cui è azionista di riferimento, e di cui nomina i vertici. Quando lo Stato entra direttamente nella gestione di imprese, scatta il conflitto di interessi

C’era mezzo Governo – Luigi Di Maio, Paolo Savona, Danilo Toninelli, Barbara Lezzi, Giulia Buongiorno, Giancarlo Giorgetti – martedì scorso nella sala verde di Palazzo Chigi, ad ascoltare dalla viva voce del premier Conte quello che si sta facendo per favorire gli investimenti: codice degli appalti, riforma del fisco, riforma del codice civile, massiccio piano di semplificazione burocratica. A precisare l’entità degli Investimenti pubblici era Giovanni Tria medesimo: 15 miliardi nel triennio oltre ai 5,7 miliardi già stanziati, quindi in totale 20,7 miliardi.

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