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Archivio della categoria »Miei scritti e prefazioni« Segui questo argomento

→  marzo 30, 2016


Scegliere i vincitori, salvare i perdenti.
L’insana idea della politica industriale

di Franco Debenedetti
2016, Marsilio

Protezionismo, autarchia, keynesismo, programmazione, strategie, italianità: tutte variazioni su uno stesso tema, l’idea che lo Stato, per governare l’economia, debba intervenire e sappia farlo imboccando le strade giuste.
È la politica industriale: lo Stato si sostituisce al mercato e sceglie i vincitori della gara concorrenziale. Salvo poi, quando l’«insana idea» non ha successo, dover correre ai ripari salvando i perdenti.

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→  maggio 20, 2015


Presentazione del libro
Popolari addio?
Il futuro dopo l’abolizione del voto capitario.

di Franco Debenedetti e Gianfranco Fabi
2015, Guerini e Associati


20 Maggio 2015 – ore 18.00
Centro Studi Americani e Formiche – Via M. Caetani 31 – Roma

Ne parlano con gli autori:
Michele Arnese – Direttore formiche.net
Lodovico Festa – Giornalista e direttore della collana Si Si No No

Modera:
Paolo Messa

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→  febbraio 4, 2013

Il problema di chi entra in politica è la definizione della propria identità. Nel pensiero di Mario Monti è presente una singolare rappresentazione, per cui sarebbe preferibile se le forze politiche si allineassero secondo la loro maggiore o minore propensione alle riforme piuttosto che sull’asse tradizionale destra-sinistra. Di questa semplificazione il Professore si serve per far coincidere la difesa delle azioni del suo governo passato con l’adozione dell’”agenda Monti”, il programma della sua coalizione. Ma se un programma lo può scrivere chiunque, l’identità politica, in base a cui si formano le volontà dei cittadini, non si può improvvisare. Franco Debenedetti individua nel proposito di Monti di cambiare radicalmente il discorso politico in Italia il suo vero Peccato Capitale, e lo mette a nudo in questo libro. Per comprendere la radice ideologica di questo peccato l’autore ripercorre la vita e le opere di Monti e del suo governo nel 2011-2012 in relazione a fenomeni più complessi e alle loro radici storiche: l’Europa, origine e fine del governo Monti; l’ambivalenza che noi europei sentiamo tra libertà e giustizia, tra democrazia e vita morale; la contrapposizione tra euroentusiasti ed euroscettici, i quali, con grossolana approssimazione, vengono fatti coincidere con i sostenitori e gli avversari del governo Monti; una ricostruzione inedita del vertice di Bruxelles di giugno 2012, l’episodio più significativo di politica europea del governo Monti.

ARTICOLI CORRELATI
La presentazione del libro di Franco Debenedetti
07 febbraio 2013

La presentazione del libro a Zapping 2.0
12 febbraio 2013

L’astratta rigidità dell’utopia europea
di Angelo Panebianco – Il Corriere della Sera, 06 febbraio 2013

La rivoluzione del mandarino Monti
di Marco Valerio Lo Prete – Il Foglio, 06 febbraio 2013

Perché le élite italiane temono la “meritocrazia elettiva” di Monti
di Marco Valerio Lo Prete – Il Foglio, 12 febbraio 2013

Come Monti ha stravolto (in negativo) il rapporto tra élite e democrazia
di Paolo Cirino Pomicino – Il Foglio, 14 febbraio 2013

Altro che risanatore il Prof sa solo tassare. Parola di Debenedetti.
di Franco Debenedetti – Il Giornale, 17 febbraio 2013

Bipolarismo vista Monti
di Stefano Folli – La Domenica del Sole 24 Ore, 17 febbraio 2013

Franco Debenedetti: tasse, “Il peccato del prof. Monti”
blitz quotidiano, 18 febbraio 2013

Il peccato capitale di Mario Monti
di Federico Rampini, La Repubblica, 21 febbraio 2013

L’Europa nella crisi alla prova della democrazia
di Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 21 febbraio 2013

Il peccato capitale di Monti (secondo Franco De Benedetti)
di Gianfranco Sabattini, Pensalibero, 17 marzo 2013

→  dicembre 20, 2012


Contributo di Franco Debenedetti a:
Pensare la sinistra.
Tra equità e libertà

di Pietro Reichlin, Aldo Rustichini
Editori Laterza, 2012
pp. 279


Constatato che nell’ultimo trentennio “le scelte pubbliche hanno sacrificato la crescita economica e l’equità intergenerazionale, provocato una lievitazione incontrastata della pressione fiscale e prodotto una crisi del patto sociale” (pp. 5-6), Pietro Reichlin e Aldo Rustichini chiedono alla sinistra di riconoscerlo e di tornare “a discutere di come migliorare le politiche e le istituzioni pubbliche” (p. 6).

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→  ottobre 1, 2012


Prefazione di Franco Debenedetti a:
La mente servile.

Come la democrazia erode la vita morale

di Kenneth Minogue
IBL Libri, 2012, pp.470
ISBN: 978-88-6440-081-5
Prezzo: 24,00€
Amazon.it
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Book Republic


È raro che un ponderoso saggio di politica diventi attuale come un instant book: due anni dopo la stesura originale, la traduzione italiana esce nel momento in cui la crisi della democrazia europea sembra giunta al suo acme. È singolare che il libro di un filosofo della politica, che espone tesi così esplicitamente conservatrici, così marcatamente britanniche, contenga riflessioni pertinenti a un dibattito sorto e sviluppato su un terreno culturale affatto diverso, sul tema di una moneta che l’Inghilterra non ha voluto far propria. Se lo si dice, non è per aggiungere una ragione di interesse al libro, che non ne ha bisogno tanto è ricco di idee, di provocazioni, anche di arguzie; al contrario, è per indicare come gli strumenti che il libro ci offre possano servire per leggere la crisi in cui si trovano le istituzioni europee, per vedere i pericoli a cui stiamo andando incontro, per allargare la visuale a possibili alternative.

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→  febbraio 21, 2012


Sudditi.
Un programma per i prossimi 50 anni.

a cura di Nicola Rossi
Istituto Bruno Leoni
di prossima pubblicazione


1. Un contro – senso.

Il diritto è un insieme di norme che regolano i rapporti dei cittadini tra di loro e del cittadino con lo stato. La sovranità è del popolo, il Parlamento fa le leggi, il governo le fa applicare: ma nonostante la struttura istituzionale preveda la formale separazione dei poteri, nonostante la Corte Costituzionale vigili sulla coerenza delle leggi al dettato costituzionale e la magistratura sulla loro imparziale applicazione, rimane un’irriducibile asimmetria: nella piramide del potere, in alto stanno sia coloro che fanno le leggi sia coloro che le fanno applicare, in basso sta il cittadino. Sicché  quando si sente la parola “abusi”, subito si pensa ad atti compiuti a danno di quelli che stanno nella parte bassa della piramide da parte di quelli che stanno nella parte alta. E quando essi compiono l’abuso avvalendosi delle norme di diritto che essi stessi hanno scritto, allora il cittadino sente di essere stato privato di quella sovranità che teoricamente è sua e di essere ridotto a suddito. Quando l’abuso è abuso a mezzo di diritto, non resta più neppure l’illusione del mugnaio prussiano che invocava “un giudice a Berlino”.

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