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→  maggio 11, 2005

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Non si può passare da un´Autorità di regolamentazione a un´altra senza che passi un congruo lasso di tempo. E´ quanto sostiene il senatore Franco Debenedetti che ha presentato un disegno di legge al Senato per frenare quello che lui definisce il tentativo di «ministerializzare» le Autorità che regolano il mercato.

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→  aprile 21, 2005

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In Senato

«Il Senato rappresenta anche quegli italiani che non riconoscono come propria guida spirituale il pontefice della Chiesa e a maggior ragione quelli che non ritengono di dover derivare da essa la definizione della propria identità». Franco Debenedetti, senatore diessino, ricorda al presidente Marcello Pera che nell´aula di Palazzo Madama e nel paese non tutti si riconoscono nel magistero della Chiesta cattolica.

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→  settembre 21, 2004

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Giorgio Ruffolo scrive (“La rotta dell’economia e gli scogli del Mercato”, 14 settembre): «Di qui l’ovvia priorità: accelerare le ricerche e…

Giorgio Ruffolo scrive (“La rotta dell’economia e gli scogli del Mercato”, 14 settembre):

«Di qui l’ovvia priorità: accelerare le ricerche e gli investimenti necessari a rendere economicamente praticabile una economia delle risorse praticamente rinnovabili (sole, idrogeno) senza riguardo agli interessi delle grandi compagnie petrolifere».

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→  giugno 18, 2003

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Lettera a La Repubblica

Caro Direttore,

l’opposizione è unita nel denunciare il progressivo controllo del Governo sulla Rai: l’ oligopolio televisivo assomiglia sempre più a un monopolio. C’è chi vi vede una minaccia allo sviluppo di un settore vitale per l’economia, chi un pericolo per il pluralismo, chi i prodromi di un regime. Gli accenti sono diversi, ma il problema e’ unico. E va risolto.

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→  luglio 16, 2002

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La risposta all’articolo di Marco Travaglio (La Repubblica – 13 luglio 2002)

Caro Direttore,

“Date un partito a Debenedetti”, chiede Marco Travaglio (Stoccata e fuga, La Repubblica del 13 Luglio). Il partito a cui sono iscritto c’è, sono i DS. Non c’è, formalmente come partito, l’Ulivo, nel cui nome ho conquistato il seggio al Senato.
C’è invece lo spazio per il partito di una sinistra moderna, che governi il Paese guardando alle libertà e agli interessi degli individui.

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→  maggio 24, 2002

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Il Senatore risponde a Michele Salvati

La crisi Fiat non è sistemica, comune cioè all’intero settore industriale in cui opera, e neppure conseguenza di comportamenti dolosi o criminali come nel caso Enron: é’ una crisi dovuta a decisioni manageriali. Su questo sono assolutamente d’accordo con Michele Salvati. Ma, per discuterne, egli deve fare un premessa “ideologica”: nel capitalismo ci sarebbero “ragioni di illegittimità”, “ragioni profonde intimamente legate a quelle che ne assicurano la straordinaria efficacia nel produrre benessere”; esse discendono dalla proprietà, dato che questa conferisce ad alcuni il potere di prendere decisioni di cui molti pagheranno le conseguenze. Dissento radicalmente.

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