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→  novembre 23, 2005

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Il Senatore Debenedetti sull’Authority delle Tlc

I soldi per appalti, studi e consulenze. Quelli per pagare gli stipendi e finanche la bolletta elettrica o il telefono. Dal 2006, se la Finanziaria passerà senza correzioni, l’Autorità per le Comunicazioni ricaverà la sua benzina, i soldi cioè per andare avanti, da una sola fonte. A versarli saranno le aziende stesse – telefoniche e televisive – su cui l’Autorità vigila, per un esborso che supererà i 58 milioni (a voler citare solo le aziende maggiori).

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→  luglio 23, 2005

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Replica a Giuliano Amato sulla libertà scientifica

Preoccupato di ritagliare per la scienza uno spazio di libertà, Giuliano Amato ricorre alla distinzione che fa Hans Jonas tra la scienza, “volta esclusivamente a conoscere la realtà che ci circonda”, e la “non scienza ma tecnica, volta invece a introdurre mutamenti nella realtà”; o a quella tra homo sapiens e homo faber, che il filosofo tedesco vede distinti pur riconoscendo che primo “lavora in genere in funzione” del secondo.

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→  maggio 11, 2005

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Non si può passare da un´Autorità di regolamentazione a un´altra senza che passi un congruo lasso di tempo. E´ quanto sostiene il senatore Franco Debenedetti che ha presentato un disegno di legge al Senato per frenare quello che lui definisce il tentativo di «ministerializzare» le Autorità che regolano il mercato.

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→  aprile 21, 2005

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In Senato

«Il Senato rappresenta anche quegli italiani che non riconoscono come propria guida spirituale il pontefice della Chiesa e a maggior ragione quelli che non ritengono di dover derivare da essa la definizione della propria identità». Franco Debenedetti, senatore diessino, ricorda al presidente Marcello Pera che nell´aula di Palazzo Madama e nel paese non tutti si riconoscono nel magistero della Chiesta cattolica.

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→  settembre 21, 2004

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Giorgio Ruffolo scrive (“La rotta dell’economia e gli scogli del Mercato”, 14 settembre): «Di qui l’ovvia priorità: accelerare le ricerche e…

Giorgio Ruffolo scrive (“La rotta dell’economia e gli scogli del Mercato”, 14 settembre):

«Di qui l’ovvia priorità: accelerare le ricerche e gli investimenti necessari a rendere economicamente praticabile una economia delle risorse praticamente rinnovabili (sole, idrogeno) senza riguardo agli interessi delle grandi compagnie petrolifere».

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→  giugno 18, 2003

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Lettera a La Repubblica

Caro Direttore,

l’opposizione è unita nel denunciare il progressivo controllo del Governo sulla Rai: l’ oligopolio televisivo assomiglia sempre più a un monopolio. C’è chi vi vede una minaccia allo sviluppo di un settore vitale per l’economia, chi un pericolo per il pluralismo, chi i prodromi di un regime. Gli accenti sono diversi, ma il problema e’ unico. E va risolto.

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