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Archivio per il Tag »Silvio Berlusconi«

→  giugno 6, 2018


La legge Fornero non l’ha neppure citata, il presidente Conte, nel suo lungo intervento al Senato. Eppure la sua revisione, quando non la sua revoca, era stata tra i punti centrali della campagna. Dimenticanza? Prudenza? Come che sia, non c’è dubbio che ci sarà presto chi provvederà a rimediare. D’altronde quello della riforma pensionistica è un tema che tiene banco da più di un quarto di secolo. Esattamente da 23 anni, per quanto mi riguarda.

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→  febbraio 10, 2018


Al Direttore.

Ai primi di Gennaio Bill Emmott scrive per Project Syndicate: “The Bunga Bunga Party returns to Italy”. Berlusconi, spiega, potrebbe finire per essere il salvatore politico dell’Italia, non escludetelo. Però, posto di fronte all’alternativa scalfariana, chi sceglierebbe tra Berlusconi e Di Maio, risponde che “Se fossi costretto sceglierei Di Maio”. Ieri, sul Financial Times, in un articolo intitolato “Five Star is Italy’s equivalent to En Marche in France. The trouble is it lacks an Emmanuel Macron” spiega: è vero che “manca dell’esperienza, dell’abilità, e del savoir faire di Macron”; ma se dopo il 4 marzo, il solo governo possibile sarà quello espresso da una grande coalizione con Berlusconi come kingmaker, Di Maio potrà solo dare la colpa a se stesso: “Avrà fallito l’obiettivo di soddisfare i suoi elettori affamati di cambiamento e avrà fallito quello di salvare l’Italia”. Bill Emmott è il direttore dell’Economist che nel 2001 firmò la copertina che fece il giro del mondo: “Why Berlusconi is unfit to lead Italy”. Adesso sappiamo perché Bill Emmott è unfit a capire qualcosa di questo paese. E, in generale, di politica.

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→  dicembre 14, 2017


Caro Eugenio, caro Carlo,

nulla se non la fratellanza dell’uno e la semisecolare amicizia con l’altro mi autorizza ad entrare nella querelle sorta tra voi, su quali potrebbero essere le vostre scelte elettorali, in particolare ove questa dovesse essere tra Berlusconi e Di Maio. Ad altre penne dedurne riflessioni su come le decisioni da voi anticipate si pongano in relazione al vostro passato. Per eleganza evito di annotare che voi ipotizziate scelte che si verificherebbero in una situazione affatto diversa, quella in cui referendum, da voi osteggiato e da me sostenuto, fosse stato approvato e quindi fosse chiaro, a tutti e ab initio, che la legge elettorale è a doppio turno. Mi limito a dichiarare quale sarà la mia scelta, e ad approfittare senza pudore della circostanza che mi si offre per dare risonanza alle ragioni ad essa sottese.

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→  settembre 19, 2017


Scritto da brillanti economisti italiani, pubblicato su una delle principali riviste, premiato come il migliore paper di economia applicata dell’anno: è già una notizia. Se poi tratta di Silvio Berlusconi e del conflitto di interessi, la risonanza è assicurata. Ma anche il rischio di strumentalizzazione.

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→  agosto 17, 2017


Al Direttore.

Se li ricorda i mezzi escogitati per limitare (o eliminare) il potere televisivo di Berlusconi? Le polemiche e le dimissioni contro la legge Mammì, colpevole di consentire a Mediaset di fare concorrenza alla Rai? Il progetto Bogi, dare un punteggio a ogni pubblicazione o emissione, e porre un limite invalicabile alla loro somma? E le polemiche sulla legge Gasparri e sul Sic, il famigerato sistema integrato delle Comunicazioni, colpevole di non impedire al Caimano di controllare Telecom, le ricorda? Se mai, quod Deus avertat, dessero a Bassanini la rete Tim, pagandola quel che vale, se con quei soldi Vivendi comperasse Mediaset, non trova lei che la consegna nelle mani del suo proprietario, in moneta sonante, del bene su cui per trent’anni ci si è accapigliati e combattuti e girotondati, sarebbe un esempio, di inimmaginabile perfezione, delle conseguenze inintenzionali degli atti intenzionali? Nel 2019 ricorre il 120esimo della nascita di Friedrich von Hayek: pensarci, siamo in tempo.
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Scorporo rete Tim, vale davvero la pena di rischiare?
di Francesco Vatalaro – CorriereComunicazioni, 16 agosto 2017

→  marzo 3, 2015


Caro Direttore,
oggi si tiene il Cdm nel quale il governo dovrebbe chiarire i contenuti del suo piano sulla banda larga, che molte perplessità ha destato, e nel merito delle voci che sono circolate, e sul metodo. Ci sono punti di contatto tra questa vicenda e quella RaiWays-EiTowers di cui il Ministro Padoan ha scelto di parlare nella sua intervista di domenica col Corriere. “Rientra nelle logiche del Governo – ha detto- verificare quali partecipate possano creare valore che serva ad abbattere il debito ed aumentare l’efficienza”. A dire il vero proprio la risposta che il mercato ha dato all’offerta su RaiWay, con l’immediato aumento dei valori delle aziende, sia quella soggetto sia quella oggetto dell’offerta, sta a dimostrare che la creazione di valore è possibile, non in astratto, ma proprio nel caso in esame. Questa risposta dovrebbe lusingarlo: nonostante fossero ben noti, sia il vincolo del 51%, sia, come dire?, le sensibilità politiche che vengono eccitate alla sola ipotesi di una trattativa tra un’azienda di Silvio Berlusconi e il Governo ( e non solo), il mercato evidentemente condivide gli obbiettivi di fondo del Governo, e crede che li raggiungerà, superando sia paletti posti in fase di quotazione di RaiWays, sia ostracismi pregiudiziali.

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