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→  marzo 8, 2008

il_riformista
Simboli. Ultimi fuochi a Palazzo Chigi

I conti di Ciampino, come i non più giovanissimi ricorderanno, sono quelli fatti da Umberto II sulla scaletta dell’aereo che lo portava a Lisbona dopo il referendum. Mi sono venuti in mente a proposito degli ultimi provvedimenti del Governo Prodi: sembrano anche loro “conti”, conti che si vogliono regolare per non perder l’occasione di farsi ricordare come un Governo centralista, costruttivista, pregiudizialmente sospettoso verso i cittadini. Naturalmente cavalcando il populismo delle virtuose intenzioni, in modo che nessuno possa eccepire che si esorbiti dai limiti dell’ordinaria amministrazione.

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→  gennaio 19, 2008

il_riformista
Fino a che punto, nel governare, durare è un valore?

Il problema del nuovo e del vecchio, e del loro succedersi nel tempo, era presente nel progetto del PD fin da quando fu concepito. Proprio perché esso è una vera innovazione politica, come lo fu l’Ulivo nel 1996, come lo fu la discesa in campo di Berlusconi nel 1994.

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→  novembre 8, 2007

il_riformista
Geronzi e i “piani alti”

C’é un problema Geronzi? Lo sostiene, senza punto interrogativo, “Report” di domenica scorsa. Secondo la sua conduttrice Milena Gabbanelli, dopo la condanna in primo grado per insider trading, con le nubi delle vicende legate al crac Cirio, da quanto emergerebbe da indagini interne sull’uso di fondi per iniziative promozionali, Cesare Geronzi non dovrebbe sedere sulla poltrona di Presidente del Comitato di Sorveglianza di Mediobanca.

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→  novembre 25, 2006

il_riformista
Devo all’ex Ministro Pietro Lunardi l’unica onorificenza ricevuta in 12 anni di onorata militanza nel centrosinistra, la “fascia rossa” dell’Unità tutta dedicata a me. Fu – la data è scolpita nella memoria – il 2 agosto 2001: in un pezzo, per giunta su Panorama, avevo scritto che Lunardi mi sembrava personificasse il conflitto di interessi in sé, il conflitto allo stato puro, la sua platonica idea.

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→  novembre 22, 2006

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Ministri. Quando la concorrenza è un pericolo

Una delle prime decisioni dell’ing. Pietro Lunardi, appena diventato ministro, fu di mandare a casa i vertici dell’Anas, liquidando tutti i membri: del Consiglio di Amministrazione (cosa per cui ora lo Stato gli chiede 2,7 milioni di euro). Per “arrotondare” la buona uscita del presidente Giuseppe D’Angiolino, scrive La Stampa, gli riconobbe 154.000 € come “riconoscimento per il patto di fedeltà che impone all’ex presidente di Anas di non esercitare nei tre anni successivi lavori in concorrenza con il gestore della rete stradale”.

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→  ottobre 16, 2006

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Il 3 ottobre la Finanziaria iniziava il suo percorso in Parlamento. Il 6, a Orvieto, i leader del centrosinistra avviavano il Partito democratico verso la tappa decisiva, i congressi in cui Dl e Ds decideranno il loro scioglimento. La coincidenza temporale invita a riflettere sulla contiguità tra un provvedimento che definisce il futuro dell’azione del governo, e un avvenimento che definirà il futuro dell’assetto della coalizione.

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