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→  gennaio 7, 2006

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Caro direttore, per scongiurare il rischio che la vicenda Unipol-Bnl pregiudichi le nostre chance alle elezioni politiche, lei sembra suggerire la tattica di non rintuzzare gli attacchi, e di attestarsi su terreno sicuro. Un taglio netto e ricominciare daccapo.

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→  maggio 9, 2005

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L’eredità di Alberto Beneduce, il fondatore dell’IRI

Gli anniversari sono occasioni per fare un bilancio del passato, confrontarlo con il presente, e trarne argomenti per indicare un futuro: é quello che fa anche Massimo Mucchetti ( Lo Stato , da imprenditore a cassettista, Corriere Economia del 25 Aprile) ricorrendo il 61esimo anniversario della morte di Alberto Beneduce.

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→  marzo 31, 2005


La maggiore flessibilità ha dei prezzi: senza rigore si rischia di affondare

“Nella riforma del patto sono usciti i ragionieri ed é entrata la politica”: nel paragonare la politica alla finanza creativa, il commento di Geronimo sul Giornale é esatto aldilà delle intenzioni dell’autore. Perché ad entrare non sarà la politica di finanziare riforme che riducano il deficit del sistema pensionistico pubblico, né di ridurre le tasse in modo tale da rilanciare l’economia, né di investire per avvicinare gli obbiettivi di Lisbona. Entrerà invece la “politica” di giustificare aumenti eccessivi agli statali o il salvataggio di Alitalia, insomma l’incapacità di controllare la spesa pubblica.

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→  novembre 3, 2004

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Proposte. Invece di discettare di centro e sinistra

Nella querelle che oppone Eugenio Scalfari a Giovanni Sartori e Renato Mannheimer, e a cui il Riformista giovedì ha dedicato un editoriale (“Cercando un centro di gravità permanente”), il politologo Sartori illustra la tesi di Anthony Downs secondo cui, in un sistema bipolare, per vincere è fondamentale conquistare gli indecisi di centro; il politico Scalfari usa la tesi di Stanley Greenberg, secondo cui lo è invece ridurre l’astensionismo di sinistra.

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→  luglio 27, 2004


La public company e i suoi nemici
di Mark J. Roe
Prefazione di Franco Debenedetti
Il Sole 24 Ore S.p.a., 2004
pp. 309


Le società a proprietà diffusa sono uno strumento potente per la creazione e la distribuzione della ricchezza. Ma esse sembrano essere una caratteristica del solo mondo anglosassone. Capire quali sono le condizioni che ostacolano e quali quelle che favoriscono il loro formarsi è questione politica della massima importanza.

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→  febbraio 26, 2004


L’autodisciplina delle società quotate

Sembra proprio che molta acqua finirà nel vino delle radicali riforme annunciate da Tremonti dopo lo scandalo Parmalat, e sostenute da parte dell’opposizione: soprattutto in quelle che riguardano Bankitalia. A Berlusconi serve un clima di scontro per le elezioni, quindi non ha nessuna intenzione di chiedere l’appoggio dei “comunisti” per una riforma che può turbare gli assetti del sistema bancario. E poi, per guadagnare che cosa? Perché inimicarsi gli imprenditori aggravando pene e controlli, proprio lui che li aveva ridotti con la legge sul falso in bilancio?

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