Quale futuro per Euro e Europa?

giugno 15, 2012


Pubblicato In: Varie


Intervista di Carlo Maria Pinardi

Sono giornate decisive per il futuro dell’Euro e dell’Europa. Lagarde dice che ci sono tre mesi per salvare l’Euro…
Il maggior contributo che potrebbero dare tutti quelli che, signora Lagarde in testa, gridano al pericolo, è di dire che cosa vogliono e che cosa propongono. Credo che nessuno voglia l’euro come è oggi, e quasi nessuno non vuole più l’euro in nessun modo. Provo a suggerire un primo passo logico: dire esplicitamente quali si pensa siano, per ciascuno, le condizioni perché l’euro possa uscire da questa crisi, e quali perché non precipiti nella successiva.

I tedeschi si godono un euro debole, tassi ai minimi di sempre e buona tenuta della propria economia… una scelta miope?
Lei dà un aggettivo alla scelta, io – che sono una persona gentile - evito di darlo alla domanda. Per i primi 7 anni l’euro è andato bene a tutti gli altri, mentre Germania (e Francia) non “godevano”. “Godere” per la buona tenuta della propria economia non mi pare un peccato mortale. La Germania deve il suo successo alle leggi Hartz sul mercato del lavoro: Schroeder le ha volute, e ha pagato. Non ha vinto le elezioni e ha perso quelle successive. Proprio su quel tema, Monti ha prodotto un testo miserello, e neppure si sa quando il Parlamento lo approverà. Quanto ai tassi, di cambio e di interesse, li fanno i mercati non i governi.

Merkel sostiene che l’emissione di eurobond è come mettere il carro davanti ai buoi…
Solo perché è notoriamente angelica, e usa espressioni bucoliche. Eurobond, come la mezza dozzina di soluzioni proposte, differiscono solo per il modo in cui è impacchetta la richiesta che i tedeschi paghino i debiti degli altri paesi. Torniamo alla prima domanda: davvero risolverebbe questa crisi? E soprattutto, perché dovrebbe garantire che non succeda di nuovo? E se a quel momento la Germania non dovesse avere più il suo surplus?

Per l’Italia sarebbe più pericolosa l’uscita della Grecia dall’Euro o l’avvitamento della crisi spagnola?
Magari fossimo come Bertoldo, che aveva ottenuto di scegliere l’albero a cui essere impiccato. Proviamo a usare di nuovo il criterio iniziale. Credo che l’euro possa sopravvivere a questa crisi se esce la Grecia, non sono sicuro che non entri nella crisi futura se si evita l’avvitamento della Spagna.

Il suo giudizio sul governo Monti è assai severo. Almeno la spending review potrà dare risultati significativi?
Severo io? Ma non è lui il professore? Quanto più la spending review sarà severa, tanto meno lo sarò io che il suo governo. Gli “assai” li distribuisca come vuole.

Come giudica i movimenti verso diversi equilibri nella governance in alcuni grandi gruppi quotati?
Se la domanda è generale, rispondo in modo generale: giudico bene se i movimenti sono trasparenti e la governance si semplifica. Se la domanda sono le Generali, mi pare che ci sia mossi in questa direzione. Se la domanda riguarda il gruppetto ex-Ligresti, credo che la proposta Sator-Palladio abbia il merito di indicare questa direzione. Se invece stava pensando allo IOR, le ricordo che non è quotato: almeno in questa terra.

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