→ Iscriviti

Archivio della categoria »Varie« Segui questo argomento

→  settembre 16, 2021


Signor Ambasciatore, signora Presidente, autorità, cari amici,

“Sed libera nos a malo”: stanno nello stesso versetto della preghiera di tutta la cristianità le radici delle parole “libertà” e “male”. Male il malgoverno, male i barbari alle porte, male le pandemie: i popoli chiedono ai loro governanti che li liberino da questi mali; ma chiedono anche quanta libertà ci fanno sacrificare. Un tema che ha suscitato riflessioni profonde, ma che ha anche infiammato speculazioni insensate.

leggi il resto ›

→  giugno 22, 2021


A far ripartire le aziende dopo la pandemia non basta il credito bancario: perché riprendano a investire è necessario che venga ricostituito il capitale bruciato. Per le grandi aziende, è perlopiù possibile fare il necessario aumento di capitale senza che vengano rovesciati gli assetti proprietari. Invece per le PMI sorgono problemi, rilevanti per le maggiori, le cosiddette multinazionali tascabili. I loro problemi sono problemi per il Paese: perché è grazie a loro che il Paese è riuscito a stare a galla durante la ricadute europee della bolla dei subprime, e poi a crescere sui mercati esteri. I loro proprietari o ne sono anche i gestori o ne controllano, anche gelosamente, gestione e strategie: un aumento di capitale rischia di turbare equilibri delicatissimi. Per questi motivi l’Europa raccomanda che questi avvengano con strumenti di “quasi-equity”. Pio desiderio, perché chi mette soldi in un’azienda deve a sua volta rispondere a chi glieli ha affidati, e quindi deve avere qualche potere di controllo su gestione e strategie. C’è dunque un ampio “non detto” tra vecchi e nuovi azionisti, il loro rapporto si basa largamente su fiducia, immagine, storia passata e progetti futuri.

leggi il resto ›

→  maggio 25, 2021


Il tweet del giorno

Ai nipoti che dovranno pagare l’imposta di successione sui beni che gli lascerà il nonno, i 10.000€ glieli diamo o li tratteniamo come acconto?
@pdnetwork #Agorà #Prossima

→  settembre 8, 2020


Intervista di Andrea Montanari a Franco Debenedetti

Per l’ex senatore e saggista l’ingresso dello Stato, tramite Cdp, in Autostrade, rete unica e forse Borsa non è positivo

Le reti e le infrastrutture di connessione, telefoniche o via web, sono considerate l’asse potante dell’economia di un Paese. Ma in Italia assistiamo a un’accelerazione di interventismo statale, ovviamente sempre a mezzo Cassa Depositi e Prestiti. Per la rete unica per la banda ultra larga è stata costituita una società tra Cdp e Tim i cui confluiranno la rete di Tim e Fastweb da un lato e quella di OpenFiber dall’altro. Un processo che richiederà molti mesi per diventare operativo. L’altro fronte è quello di Autostrade per l’Italia, da cui dovranno uscire i Benetton. E perfino Cornegliani, una media azienda di abbigliamento di lusso per uomo. Si parla di Cdp anche per la Borsa Italiana (vedere articolo a pagina 3) oggi di proprietà del London Stock Exchange che per motivi antitrust dovrà venderla. Sarebbe un paradosso se il luogo simbolo del mercato fosse nelle mani dell’ente simbolo della sua negazione. Dovremmo attrarre più aziende a quotarsi, a fare lo sforzo di affrontare il giudizio del mercato, e di farne fonte di f8nanziamento: ma se anche la Borsa diventa di Stato, il messaggio che si manda ad aziende e a investitori è che l’Italia è una economia socialista.

leggi il resto ›

→  agosto 21, 2020


Intervista di Gianluca Zapponini a Franco Debenedetti

Impossibile per l’ex Telecom rinunciare ad un asset che è insieme core business e garanzia del debito. Se l’esecutivo vuole la società unica faccia entrare Open Fiber in Fibercop ma accettando che la maggioranza resti a Tim, altrimenti lasci competere le due aziende in regime di libero mercato. Qualunque altra strada sarebbe un pessimo segnale all’estero

Che la questione della rete unica fosse complicata era chiaro da tempo. E che le vedute sull’operazione industriale che dovrebbe portare il Paese a dotarsi di una unica realtà infrastrutturale per la banda larga fossero profondamente diverse e varie, anche. Ma oggi lo si è capito una volta di più. Il cammino verso la rete unica è tutto in salita e non tanto perché non si voglia raggiungere il traguardo, sia Tim sia Open Fiber, la fiber company di Stato, sono concordi nella necessità di una società per la rete. Il vero ostacolo è la governance, il comando della futura società. E su questo terreno le differenze tra l’ex monopolista, oggi società privata e buona parte del governo, si confermano abissali.

leggi il resto ›

→  agosto 12, 2020


Richiedendo al cda di Tim di sospendere, in attesa di istruzioni, l’accordo con Kkr mentre lo stava approvando, il governo avanza una sorta di «ius primae noctis» societario. Che la lettera avesse le firme di Gualtieri e di Patuanelli rimanda a una questione politica: le troppe volte che il Pd cede al rosario delle questioni identitarie del M5S. Identitarie, per il Pd, sono state le riforme di Amato, Ciampi e Prodi, e tutto quello che si è fatto e cercato di fare per avvicinare il Paese all’Europa: e che oggi viene un pezzo per volta smantellato. E anche per questo che il Pd corre il rischio di perdere il Nord.