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→  agosto 12, 2020


Richiedendo al cda di Tim di sospendere, in attesa di istruzioni, l’accordo con Kkr mentre lo stava approvando, il governo avanza una sorta di «ius primae noctis» societario. Che la lettera avesse le firme di Gualtieri e di Patuanelli rimanda a una questione politica: le troppe volte che il Pd cede al rosario delle questioni identitarie del M5S. Identitarie, per il Pd, sono state le riforme di Amato, Ciampi e Prodi, e tutto quello che si è fatto e cercato di fare per avvicinare il Paese all’Europa: e che oggi viene un pezzo per volta smantellato. E anche per questo che il Pd corre il rischio di perdere il Nord.

→  aprile 23, 2020


di Michele Fusco

Al vero liberale la frase “Se non hai niente da nascondere…”, che direbbero tutti quelli per cui qualunque forma di controllo sociale non è mai un pericolo, fa semplicemente ribrezzo. Il liberale difende esattamente quelli che hanno qualcosa da nascondere, perché è nel segreto di una stanza, di un caveau, di un qualcosa insomma che abbia qualche privatezza, che è disegnata la linea immaginaria di ogni libertà. Noi che indaghiamo vite altrui, non saremmo dunque liberali in purezza, almeno secondo i canoni classici, perché in qualche modo ci facciamo gli affari degli altri. La grandezza del giornalismo è dare una patina di credibilità, quando si può, alle nostre illiberalità. Tra quelle personali, ne confesso una piccola, ma sincera.

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→  marzo 24, 2020


PER IL SOLE 24 ORE, NON PUBBLICATO

di Franco Debenedetti e Francesco Vatalaro

The Hammer and the Dance è il titolo di un articolo di Tomas Pueyo su Medium, in cui spiega le strategie contro il Coronavirus. Il martello è la strategia che ormai i paesi occidentali hanno abbracciato per invertire la curva dell’epidemia: distribuire gli ammalati su tempi più lunghi per evitare che il sistema sanitario ne sia stritolato. Il “martello” comporta il distanziamento sociale per tutti, l’isolamento domiciliare dei casi sospetti e la quarantena anche dei conviventi, la chiusura di scuole e università e via restringendo.

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→  marzo 13, 2020


Intervista di Gianluca Zapponini a Franco Debendetti

Il problema non è fare o non fare la banda ultralarga, ma a chi affidare il controllo della futura società. Difficilmente la telco guidata da Gubitosi e il campione pubblico rinunceranno alla guida. E del partner scelto da Tim, Kkr, non si può fare a meno. E allora, perché non fare due reti, magari in concorrenza tra loro?

Tim spinge forte sulla rete unica. Ma la partita con Open Fiber è apertissima. Ieri il ceo della compagnia telefonica, Luigi Gubitosi, ha presentato alla comunità finanziaria le linee strategiche aggiornate al 2022, imperniate sulla nascita di una società per la rete unica, con cui portare la banda ultralarga in tutto il Paese.

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→  novembre 18, 2019

Caro,
Ti chiedo 5 minuti del tuo tempo e un click di consenso.
Di che si tratti lo spiega mia figlia Domenica.
Se vuoi sentire che cosa ha da dirti clicca qui.

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→  agosto 14, 2019


Philip Stephens is correct: there is certainly no bigger mistake than to confuse cause and effect (“Europe must set its own digital rules”, August 9). But if Europe lags behind the US in the knowledge economy, and now in the race for artificial intelligence, that is the cause of its lacking “companies of sufficient scale to compete with the Americans”, of its struggling “to nurture a culture of innovation”, and of not producing “enough top-flight computer scientists”; in no way can it be the effect. Companies don’t grow, and people don’t choose, in a vacuum.

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