La diffidenza degli spagnoli

febbraio 4, 2010


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di Marigia Mangano

Soci da due anni, ma sempre «stranieri» in Telco. Tant’è che la diffidenza degli spagnoli di Telefonica è emersa in modo esplicito in occasione dell’ultima ricapitalizzazione della scatola che controlla Telecom Italia. Il gruppo di Cesar Alierta, primo socio di Telco, ha chiesto di essere tutelato di più, ponendo per la prima volta la questione del doppio ruolo di finanziatori e soci che rivestono Mediobanca e Intesa Sanpaolo.

Cosa succederebbe – è il ragionamento che hanno fatto gli spagnoli – se Mediobanca e Intesa Sanpaolo, soci di Telco, ma anche finanziatori, si trovassero nella situazione di dover scegliere se escutere le garanzie sul 22,4% di Telecom Italia in pegno o rifinanziare Telco?

Se pensassero da banche, sulla carta potrebbero diventare proprietari dell’intero controllo del gruppo tlc “a sconto”. Se agissero da azionisti dovrebbero riportare in bonis il gruppo tlc. In tale situazione, quale sarebbe l’interesse che prevarrebbe, quello di socio o di banca?

Qualcuno, tra i soci di Telco, avrebbe mostrato qualche perplessità difronte a tali osservazioni. Richieste legittime, certo, ma perché proprio ora dopo una convivenza in Telco che dura ormai da tempo? Fatto sta che, secondo una ricostruzione raccolta dal Sole 24 Ore, Telefonica ha chiesto al blocco italiano maggiori garanzie, poi ottenute attraverso l’inserimento di una postilla all’interno dei patti parasociali integrativi di Telco. Nella pratica, la clausola funziona così: nel caso in cui diventasse esecutivo il pegno su tutte le azioni Telecom a garanzia del nuovo prestito da 1,3 miliardi è prevista una prelazione a favore dei soci Telco che avrebbero il diritto di riacquistare le azioni in proporzione delle loro quote. Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che Telefonica ha chiesto di aggiungere una condizione in più. Non tutti i soci avranno infatti la possibilità di esercitare il diritto di opzione, ma lo stesso spetterà soltanto alle parti che non siano «dissenzienti», ovvero che si siano rifiutate di mettere a disposizione di Telco le risorse finanziarie necessarie per riportare la società in bonis. Esempio: se Mediobanca e Intesa dicessero no a una ricapitalizzazione di Telco che servisse a scongiurare l’escussione del pegno, non potranno esercitare il diritto di opzione.

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