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→  ottobre 12, 1998


Caro Direttore,

oggi arriveranno a Torino gli inviati del Comitato Olimpico Internazionale per acquisire elementi sulla nostra candidatura ad ospitare i giochi invernali del 2006. Gli organizzatori dovranno essere due volte bravi, dovranno contare sul raddoppiato impegno di autorità e cittadini: un CONI decapitato e in crisi, e per i noti motivi, non è proprio l’aiuto che Torino poteva legittimamente attendersi per l’iniziativa in cui sta investendo risorse ed entusiasmo.

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→  luglio 19, 1998


La scorsa settimana sul settimanale Liberal, autorevoli economisti criticavano il modo con cui si è privatizzato e denunciavano lo stallo in cui si troverebbe il processo. Che dire allora di quello che sta accadendo in questi giorni a Torino, nella parte più moderna del Paese, vicina all’Europa, abituata a raccogliere la sfida della concorrenza a proposito dell’Azienda Energetica Municipale? Non ci si riferisce alla polemica, ambigua e strumentale, aperta all’ultima ora da Rifondazione Comunista.

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→  maggio 24, 1998


Questa volta sarà l’ostensione della Sindone, la prossima il centenario della fondazione della Fiat: le visite ufficiali – e quella del presidente del Consiglio lunedì non fa eccezione si organizzano perlopiù intorno a un fatto, o a una ricorrenza, di rilevante valore evocativo. Ne risulta sovente un accoppiamento, e l’evento proietta la propria carica simbolica su tutta la visita.

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→  gennaio 25, 1998


Al Regio, l’altra sera, non mi sono scandalizzato per le acclamazioni a Majer e per il sostegno a Balmas: i teatri lirici da sempre vivono anche di questi scontri, ben venga se direttori artistici e sovrintendenti eccitano passioni già riservate alle dive; ma non ho partecipato ai cori. Allo stesso modo, ho letto le interviste di Giorgio Balmas e di Elda Tessore; e non pensavo di intervenire nella discussione. Ma c’è un frase del sovrintendente del Regio che apre un delicato problema politico.

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→  dicembre 7, 1997


Sull’Authority perduta

La decisione del governo di dare a Napoli la sede dell’Autorita’ delle comunicazioni, suscita a Torino comprensibile amarezza; ma, come ha scritto Lorenzo Mondo, piu’ che alzare oltremisura il livello della protesta, o gustarci gozzanianamente il sapore dell’orgoglio offeso, occorre “mobilitare intelligenza e passione” per ricordare al governo e al paese cio’ che Torino puo’ fare.

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→  settembre 19, 1997


Risposta alla lettera di Ida Vana, presidente Api Torino e Provincia.

La relazione tra ospitare la sede dell’Autorità ed acquisire per questo il titolo di «polo di svilup­po industriale delle telecomuni­cazioni» non sussiste: a meno che non si intenda trasferire per legge a Torino le sedi di Telecom, Me­diaset e Pirelli. Chiarissima inve­ce è la relazione tra le decisioni che l’Autorità assumerà e lo svi­luppo del settore: e su questo non c’è, spero, alcun dissenso con gli amici dell’Api.

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