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→  settembre 16, 1995


Conoscevo per letture il professor Minervini, Presidente della Fondazione Banconapoli, come equilibrato uomo di dottrina. Leggo ora che la mia proposta di privatizzazione delle banche possedute da fondazioni lo induce a paragonarmi a un persecutore di ebrei (Sole 24-Ore del 15 settembre, pagina 27). Poiché una simile qualifica rivolta proprio a me risulta paradossale prima ancora che insultante, posso solo concludere che compiti difficili, se non impossibili — riportare al Banconapoli redditività, trasparenza ed efficienza — inducono anche i migliori a disperare di sé.

Commento di Alessandro Penati
Commentando il disegno di legge sulla privatizzazione delle fondazioni bancarie, del quale sono uno degli autori, Gustavo Minervini (Il Sole-24 Ore, 15 settembre 1995) lo paragona all’obbligo di vendita dei beni che i nazisti imposero agli ebrei. Nella scala dei valori, ho sempre messo al primo posto la libertà intellettuale. Per questa ragione, rispetto qualsiasi critica, anche la più feroce. Ma proprio per questa ragione, ho trovato il parallelo con una delle pagine più opprimenti della nostra storia particolarmente ingiusto.

→  settembre 13, 1995


MILANO – Un progetto di legge sulla privatizzazione delle banche controllate da fondazioni o associazioni sarà presentato oggi a Milano da Franco Debenedetti, Alessandro De Nicola, Francesco Giavazzi e Alessandro Penati. La manifestazione sarà presieduta da Ennio Presutti, presidente dell’Assolombarda, e sarà ospitata dal Consiglio di Borsa, presso Palazzo Mezzanotte.

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→  agosto 20, 1995


Perché mai le modalità delle privatizzazioni dovrebbero essere materia di interesse solo del ministro del Tesoro, delle grandi banche, dei maggiori poteri economici? Le privatizzazioni dovrebbero diventare l’occasione per creare un mercato finanziario, in cui gli azionisti decidono con il loro voto la riallocazione dei diritti di proprietà, e sanzionano il comportamento degli amministratori. Ma allora del processo devono essere investiti anche i cittadini, che di quel mercato sono i potenziali protagonisti: questo il significato del referendum sull’abolizione della golden share, le cui firme si stanno raccogliendo.

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→  agosto 17, 1995


Le privatizzazioni di Enel e Stet slitteranno all’anno prossimo e il governo è costretto a presentare, come improvvisate sostituzioni alternative che a suo tempo da più parti erano state suggerite. Ciò riconosciuto, una stranezza colpisce tuttavia nel gran dibattito sulle privatizzazioni: ogni battuta di arresto viene enfatizzata, mentre l’importanza delle indicazioni in senso favorevole viene sminuita.

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→  agosto 4, 1995


Pensioni e privatizzazioni, due provvedimenti necessari per aumentare la fiducia dei mercati nel nostro Paese, ridurre il differenziale del tasso di interesse, migliorare i rapporti di cambio. Le pensioni sono state approvate: invece sulle privatizzazioni si sta verificando una situazione delicata. La legge sulle autorità di settore, approvata dal Senato, e discussa alla Camera per quattro mesi, è ritornata al Senato, dove incontra l’ostruzionismo di Rifondazione e critiche migliorative della maggioranza.

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→  luglio 1, 1995


Ha ragione Mario Deaglio: “Una gran parte del paese le privatizzazioni proprio non le vuole». Non si spiegherebbe altrimenti perché la legge che istituisce le Autorità di settore (condizione che le legge impone per poter procedere) passata dal Senato alla Camera, ivi pesantemente modificata, avanzi a fatica tra emendamenti e sospensioni. Ormai è evidente che le date previste dal governo per l’inizio della privatizzazione di Stet ed Enel non potranno essere mantenute. «Privatizzazioni ultima disfatta»: se ne lamenta il ministro Masera, durante il dibattito sul documento di programmazione economico finananziaria per il prossimo triennio.

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