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→  dicembre 12, 1997


Un aspetto importante dell’a­nomalia italiana è caduto: da oggi infatti chiunque vo­glia svolgere attività di collocamen­to, di mediazione tra domanda e of­ferta di lavoro potrà farlo alla luce del sole, e non nella semiclandesti­nità finora consentita dalla tolle­ranza dei giudici. La Corte di Giusti­zia del Lussemburgo, massimo or­gano giurisdizionale dell’Unione Europea, ha decretato che assicura­re il monopolio al collocamento pubblico, in quanto inefficiente, co­stituisce* abuso di posizione domi­nante: e ha condannato l’Italia per violazione della libertà di iniziativa garantita dal trattato di Roma.

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→  settembre 25, 1997


Tre proposte per due obiettivi: migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e ridistribuire in modo più equo le protezioni tra tutti i lavoratori

Ci sono cinque paesi – Cina, Indonesia, India, Russia e Brasile – che rappresentano la metà della popolazione del pianeta: a seguito degli accordi presi in sede Wto, la loro quota nel commercio mondiale, oggi pari al 9 per cento, tra 20 anni arriverà al 22 per cento; e di conseguenza quella dei paesi industrializzati dal 77 per cento di oggi scenderà al 52. Potremo averne grandi vantaggi, vedremo diminuire i costi dei prodotti che consumiamo, se saremo capaci di sostituire con servizi quasi tutti i lavori ad alta intensità di manodopera: in meno di una generazione.

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→  settembre 12, 1997


Secondo Francesco Giavazzi ( Liquidazioni, una proposta, sul “Corriere della Sera” del 10 Settembre), bisognerebbe che le imprese avessero il coraggio di rompere la fossilizzazione dell’istituto del TFR, e ne versassero spontaneamente l’intero stock, pari a 200.000 miliardi, ai lavoratori che ne sono titolari, in anticipo rispetto al momento della loro maturazione.

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→  luglio 25, 1997


L’economista Richard Freeman avrebbe sostenuto in un convegno che le statistiche sulla bassa disoccupazione americana sono false, perché non considerano il milione di carcerati e gli otto milioni in libertà vigilata, il dieci per cento della forza lavoro maschile; includendoli, il tasso di disoccupazione americano sarebbe vicino al 12% dell’Unione Europea.

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→  luglio 22, 1997


Il piu’ definitivo e’ stato Cremaschi che, sulla proposta da me depositata in Senato in tema di licenziamenti, ha chiuso la discussione proponendo di radiarmi dalla maggioranza. Ma anche Trentin non scherza: mi accusa di “perfidia, volontaria o involontaria”.

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→  luglio 9, 1997


Sulla minimizzazione degli interventi politico-giudiziari nelle questioni legate ai licenziamenti

” Ma l’hanno almeno letto?” questa la domanda che vien da farsi dopo le reazioni – da parte dell’ala estrema del sindacato, ma anche di alcuni colleghi in Senato – al disegno di legge sui licenziamenti, che insieme a Pietro Ichino, ho presentato martedi’ a Milano. Sarebbe una conferma che quello dei licenziamenti e’ in Italia un argomento talmente tabu’ da non potere neanche essere oggetto di discussione.

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