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→  gennaio 24, 1994


Quanti posti di lavoro sarebbero sufficienti per fare i beni che oggi vengono prodotti, applicando il mas­simo livello di tecnologia di­sponibile? Il calcolo, per la Germania, porterebbe ad una disoccupazione del 38%: e per l’Italia non sa­rebbe probabilmente molto diverso. L’assurdità sta nel metodo o nell’impostazione concettuale con cui viene af­frontato il problema della di­soccupazione?

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→  giugno 24, 1993


Lo spettro si aggira per l’Europa: la crescente disoccupazione. 18 milioni di persone, il 10 per cento della popolazione attiva, sono esclusi dal diritto al lavoro: il problema è stato al centro del vertice della Comunità Europea a Copenaghen.
Il fenomeno presenta in Europa caratteristiche particolarmente inquietanti, anche perché, mentre in Usa la disoccupazione diminuisce alla ripresa del ciclo economico, in Europa essa cresce costantemente: dieci anni fa era del 2 per cento, nel 1979 era del 5,4 per cento, nel 1990 era dell’8,3 per cento. E’ un fenomeno chi cui anche le cause restano sfuggenti.
Certo gli sviluppi della tecnologia e dell’automazione hanno ridotto il numero dei posti di lavoro: ma l’Europa è cresciuta proprio grazie alla introduzione di nuove tecnologie. Se questa fosse la causa, la disoccupazione dilagherebbe in Europa da un secolo.

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