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→  gennaio 7, 2006

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Caro direttore, per scongiurare il rischio che la vicenda Unipol-Bnl pregiudichi le nostre chance alle elezioni politiche, lei sembra suggerire la tattica di non rintuzzare gli attacchi, e di attestarsi su terreno sicuro. Un taglio netto e ricominciare daccapo.

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→  maggio 26, 2005

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Otto anni dopo

Ciò che non si riesce a scacciare, nella vicenda innescata dallo “strappo” della Margherita sulla lista unitaria, è la sensazione di un passato che, irrisolto, ritorna. La si potrebbe perfino leggere come il riproporsi di un’antica questione: fu Bertinotti o fu Marini a provocare la caduta di Prodi nel 1998?

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→  giugno 20, 2003

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Lettera al Direttore de L’Unità

Caro Direttore,

Che il mio “consiglio pratico” alla nostra parte politica di fronte alle “anomalie” di Berlusconi consista in un “meglio far finta di niente”, non corrisponde al vero. Tutto il contrario: il mio é un ragionamento proprio sulla strategia vincente per mandare a casa Berlusconi, e tu stesso così mi citi poche righe prima.

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→  febbraio 28, 2003


Così, pian piano, l’ex leader della Cgil sta cambiando il volto dell’Ulivo

“Le accuse scatenate contro chi ha votato anche la mozione di Rifondazione sono una polemica priva di ragione, scatenata all’interno dell’Ulivo. Francamente, trovo che i liberal DS abbiano usato parole sgradevoli e offensive”. Così Sergio Cofferati nell’intervista a l’Unità di domenica 23 Febbraio. Che sull’Irak 31 senatori abbiano rotto l’unità dell’Ulivo, non è per lui motivo di preoccupazione. E che l’abbiano fatto votando due documenti, di cui uno dice il contrario dell’altro, è per lui solo “un corollario”.

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→  novembre 29, 2002

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Il desiderio dei militanti di votare non rende il metodo né efficace né democratico

Se scommettete su quale ragazza vincerà il concorso di bellezza, ammoniva John Maynard Keynes, non puntate su quella che vi piace di più, ma su quella che ritenete piacerà di più agli esaminatori. Il ragionamento si applica anche quando si deve scegliere non “la più bella del reame”, ma il candidato alle prossime elezioni politiche. Il metodo delle primarie, che gode di grande popolarità nella sinistra soprattutto in quella ulivista, passerebbe il test di Keynes o no?

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→  luglio 19, 2002


Il timore di perdere è il vero guaio dei DS

“Non si potendo ottenere le cose grande senza qualche pericolo, si debbono le imprese accettare ogni volta che la speranza è maggiore della paura”.

La frase di Guicciardini offre qualche spunto di riflessione ai partiti dell’Ulivo, e in particolare al mio partito, i DS. Prima di tutto: quali sono “le cose grande”.

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