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→  febbraio 7, 1993


Quanto costa un ospedale, un’autostrada, una diga? Adesso si è preso coscienza della magnitudine del nostro debito pubblico: come si è creata questa montagna di debiti, a seguito di quali decisioni, prese da chi individualmente? Come fare ad evitare il ripetersi degli errori?

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  febbraio 1, 1993


Li chiamavano “scatole da scarpe”: erano grattacieli, i templi delle grandi corporations americane. Vertiginosamente alti, le modanature verticali a sottolinearne lo slancio ascensionale. Arditi, eppure solidi. Ma soprattutto monolitici, come monolitica era l’organizzazione che racchiudevano; organizzazione verticale, da salire piano dopo piano, nell’ambizione di “make it to the top”. Autosufficienti: tutto è dentro l’organizzazione, tutto il sapere e tutto il potere di decidere: quali prodotti fare, come venderli. Pareti riflettenti; da dentro si vede il mondo, ma il mondo, il mercato resta fuori: il mercato è una realtà che si può studiare, che si può conoscere ma che resta fuori dall’azienda. L’azienda ed il mercato sono due mondi distinti, il mercato è l’altro da sé. Le decisioni, soprattutto quelle del giorno per giorno, riguardavano essenzialmente la fabbricazione, erano basate sulle conoscenze che al palazzo arrivavano dalle fabbriche, ‘su ciò clic si riteneva di sapere sui costi di produzione.

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Pubblicato In: Varie
→  gennaio 23, 1993


La proposta di privatizzare “per attività”, individuando e offrendo subito al mercato tutte le aziende e rami d’azienda, incominciando da quelli minori, secondo un percorso che proceda dalla periferia al centro (si veda «Vendiamo i bonsai di Stato», «Il Sole24 Ore» del 22 luglio 1992) conteneva chiaramente una dose di provocazione. Tuttavia le considerazioni su cui si basa la proposta, relative alla struttura del sistema industriale italiano, alla vitalità del sistema delle nostre medie imprese, alle correlazioni tra innovazione-successo-dimensione d’impresa-focalizzazione rilevabili a livello mondiale, trovano conferme straordinariamente puntuali nell’ultimo lavoro di Tom Peters, Liberation Management (uscito in novembre per Knopf, New York), 800 pagine. frutto di cinque anni di ricerca. dense di considerazioni teoriche e di esempi pratici.

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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  gennaio 13, 1993


E così il finanziamento illegale dei partiti sarebbe stato giustificato dalla necessità di mantenere la stabilità democratica in un Paese come l’Italia, che si rappresenta, all’uopo; attraversato da un suo simbolico muro di Berlino. Desta perplessità già il constatare che l’avere assicurato all’Italia il libero svolgimento della vita democratica, si è accompagnato alla creazione dell’economia più «socialista» e statalista di tutto l’Occidente; e ad un ritardo, strutturale e culturale, nello sviluppo del mercato e delle forze sociali: quali meccanismi hanno cooperato a produrre questa contraddizione?
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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  gennaio 2, 1993


Debenedetti a Citati: l’Italia del protagonismo

“Un ‘ondata di follia aggredisce l’Italia. Una specie di delirio aggredisce il paese e non accenna a placarsi. In tutti il sogno è identico: apparire in televisione, venire intervistati, glorificare il proprio ego meraviglioso, parlare male di tutti gli altri, uomini politici, scrittori, industriali, o vicini di casa, moglie o marito.” Secondo Piero Citati, che così ne scrive su Repubblica del 27 Dicembre, “probabilmente il fenomeno non ha alcuna ragione; è una semplice invenzione della nuvola vagabonda e fantastica della storia, che vuole divertirsi a nostre spese.”

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  gennaio 1, 1993


L’uomo è Oleg Mihailovic Scimanov, il business sono i biscotti. L’azienda che Schimanov dirige si chiama Bolshevik, e sarà, così pare, la prima azienda russa ad essere privatizzata. Già il complesso industriale è un pezzo di storia russa: la crescita di Mosca ha inglobato l’imponente gruppo di edifici, costruito 140 anni fa: ora si trovano in piena città, lungo una delle grandi arterie di scorrimento. La fabbrica occupa oltre 2000 persone, che producono quasi 300 tonnellate al giorno di biscotti, crackers e dolci.

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Pubblicato In: Varie