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→  marzo 18, 2009

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Nell’incertezza, meglio la “good bank” della “bad bank”

“E’ evidente che definire il perimetro degli asset tossici debba essere una operazione preliminare rispetto alla creazione di una bad bank. Nell’incertezza della dimensione del buco, sarebbe piuttosto da proporre l’altra soluzione, cioe’ la ‘good bank’, che e’ parente stretto di una procedura fallimentare”.

Franco Debenedetti, ex senatore ed economista, commenta con queste parole, interpellato dall’ADNKRONOS, l’ipotesi della creazione di una bad bank rilanciata dall’ex co-amministratore delegato per l’Europa di Lehman Brothers, Riccardo Banchetti, in un’intervista a ‘Il Sole 24 ore’.

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→  giugno 1, 2006

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Mario Draghi, o della chiarezza.
E’ anche grazie alla chiarezza con cui ha svolto le sue considerazioni finali, alla coerenza tra stile di retorica politica e propositi enunciati che le sue osservazioni sono apparse oggettive e incontrovertibili le sue indicazioni. Inevitabile il paragone con il discorso politico, tra eccitati comizi da un lato e voci opache o dissonanti dall’altro.

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→  febbraio 23, 2006

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da Peccati Capitali

Evitare il protezionismo «alla Fazio» senza favorire gli «invasori» stranieri: ecco la sfida per il nuovo capo della Banca d’Italia

Il primo obbiettivo, ricostituire il capitale di credibilità di Banca d’Italia, Mario Draghi l’ha centrato con poche mosse: gli averi apportati a un blind trust, l’astensione per non coinvolgere la Banca in polemiche su conflitti di interesse, un codice etico, chiusura di antiche controversie. E la bandiera al balcone. Il secondo, ricostituire il capitale umano, richiederà tempi lunghi: in Via Nazionale, se non dal vertice, si entra solo dal basso. Erano questi gli obbiettivi di quelli per cui la priorità era il mandare a casa Fazio: a Draghi è stato facile accontentarli.

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→  gennaio 17, 2006


Il neogovernatore non ha alcun conflitto di interessi

Franco Debenedetti, parlamentare dell’area liberal dei Ds, conduce da anni una battaglia per rendere il sistema bancario italiano più aperto e competitivo.

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→  gennaio 5, 2006

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«Il Tesoro governa il primo passaggio di proprietà, il mercato governerà quelli successivi. Chiedere agli azionisti di Telecom per credere». Così Mario Draghi («Il Tesoro, gli azionisti, il mercato», sul Corriere della Sera del 14 agosto 1999) sintetizzava il metodo scelto dal Tesoro nella grande stagione delle privatizzazioni del primo centrosinistra.

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→  settembre 8, 2001


Le dimissioni di Mario Draghi

«Una scelta personale, meditata e maturata prima delle elezioni», ha detto Mario Draghi delle sue dimissioni: e non è una bugia diplomatica. Perché queste dimissioni chiudono un ciclo che, per il tempo che è durato e per i tempi in cui si è svolto, si può ben dire eccezionale: polemiche e prese di distanza ne sminuirebbero il valore e impedirebbero di cogliere il senso politico di un ciclo durante il quale è cambiato il panorama del nostro capitalismo e il Paese.

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