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→  agosto 27, 2014


C’è una deriva macro, in Italia e dintorni. (Sarà perché i fattori “macro” non richiedono riforme strutturali?). L’idea che questa sia una crisi da domanda, che a provocarla siano l’austerità e l’idolatria del pareggio di bilancio; che queste abbiano prodotto anche la sopravvalutazione dell’euro, mentre solo la sua svalutazione varrebbe ad annullare lo svantaggio competitivo accumulato; che per far ripartire la crescita basterebbe che la Bce comperasse senza sterilizzarli i debiti emessi superando il 3%; che un taglio secco del debito ci permetterebbe di trovare nei bilanci pubblici le risorse per politiche espansive. In vista di Jackson Hole, interventi in questo senso si erano moltiplicati quasi ad avanzare suggerimenti e anticipare sostegno a quello che i banchieri centrali avrebbero potuto dire. È successo che invece Janet Yellen e Mario Draghi mettessero al centro dei loro interventi un tema tipicamente “micro”, la disoccupazione strutturale: come misurarne l’entità, comprenderne la cause, combatterne gli effetti.

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→  aprile 11, 2014


Siamo in deflazione? “Come sempre, la risposta di Mario Draghi è stata delfica” commenta il Financial Times: i tassi rimangono dov’erano e le nuove politiche monetarie non convenzionali restano nel cassetto, però la Banca centrale europea è unanime nel riconoscere la necessità di rispondere adeguatamente ai rischi di un periodo troppo lungo di bassa inflazione.

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→  febbraio 11, 2013


Intervista di Pietro Vernizzi

Per il governatore Ignazio Visco, la Banca d’Italia “deve poter valutare compiutamente l’idoneità dei manager delle banche, nel rispetto di criteri di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa”, fino al diritto di sostituire i manager incompetenti assunti dalle banche. Il numero uno di Palazzo Koch, intervenendo all’assemblea Assiom-Forex, ha sottolineato che via Nazionale “deve poter intervenire efficacemente nei casi in cui, sulla base di fondate evidenze, ritenga necessario opporsi alla nomina di esponenti aziendali o rimuoverli.”
Ilsussidiario.net ha intervistato Franco Debenedetti.

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→  settembre 8, 2012


Al Direttore.

Supponiamo che Draghi avesse annunciato la Outright Monetary Transaction a novembre. Sarebbe iniziato il processo volto a definire le “condizionalità”, cioè gli impegni atti a conseguire il pieno aggiustamento macroeconomico oppure ad attuare le misure correttive richieste dal programma preventivo dell’Efsf. Intanto i mercati avrebbero reagito positivamente, lo spread sarebbe diminuito, nel generale entusiasmo sarebbe migliorato anche il clima politico nella maggioranza: è ipotizzabile che le dimissioni di Berlusconi non ci sarebbero state.

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→  settembre 6, 2012


Se la polis europa non trova in sé la determinazione a cambiare, non c’è politica eccezionale che tenga per salvare l’euro.

L’euro è una moneta senza stato. Le misure atte garantire un’unica politica monetaria sono eccezionali. L’euro non ha avuto pieno successo in quanto polis. Queste affermazioni di Mario Draghi nel suo articolo – intervista a Die Zeit del 30 Agosto offrono spunto per considerazioni, rispettivamente, sulle attuali difficoltà dell’euro, sugli strumenti con cui si pensa di risolverle, sui problemi a cui così si va incontro.

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→  agosto 3, 2012

Intervento di Franco Debenedetti al programma Partita Doppia, della CNBC, sull’attuale crisi economica europea.