Su Prima Pagina l’odio contro Israele, Sergio Rizzo, vice direttore di Repubblica, come se fosse al Manifesto

aprile 5, 2018


Pubblicato In: Giornali, Varie


Un autorevolissimo lettore di IC ha scritto a Sergio Rizzo, vice direttore di Repubblica, per protestare contro le sue parole contro Israele a proposito della “marcia” organizzata al confine di Gaza dai terroristi di Hamas. Rizzo ha infatti risposto all’intervento di un ascoltatore che demonizzava Israele evitando di prendere posizione.
Questo il resoconto della trasmissione che il lettore di IC ha inviato a Sergio Rizzo, vice direttore di Repubblica.


Casualmente ho ascoltato Prima Pagina. Nello spazio dedicato alle domande dei lettori, l’ultimo intervento è stato quello di Giuliano Galeazzi che, parlando dei fatti di Gaza, e con riferimento a Israele e alla Palestina, ha concluso con queste testuali parole: “perché il progetto, non illudiamoci, è quello di un genocidio, organizzato, pianificato, definito nei dettagli”. Al che lei ha risposto che “quello che l’aveva più scosso era stato l’impiego di droni per lanciare gas lacrimogeni.”

Sergio Rizzo, vice direttore di Repubblica, ha riposto al nostro autorevole lettore con queste parole, che di fatto sono una difesa del terrorismo palestinese:

“Concordo sul fatto che la storia di Gaza meritasse una risposta più articolata, e me ne scuso. Purtroppo sono convinto che nel tempo che ci era concesso ogni risposta sarebbe suonata parziale e insufficiente. L’accenno ai droni voleva servire semplicemente a evidenziare la sproporzione fra la tecnologia repressiva raffinatissima da una parte e le fionde dall’altra. Come sa benissimo, è un problema che si trascina da decenni senza alcuna soluzione accettabile e fatalmente sfocia nei drammi che abbiamo visto. Sappiamo benissimo che l’unica via d’uscita non può che essere quella di due Stati: soluzione però sempre più difficile. Credo oramai quasi impossibile, perché nessuno sta lavorando davvero per arrivarci, il che significa che non interessa a nessuno. Dunque temo che dovremo rassegnarci a vedere quelle scene ancora per chissà quanto tempo: droni contro fionde. E detto molto sinceramente, stando così le cose quando accadono fatti del genere è arduo dire da che parte stare”.

Ecco la risposta del nostro lettore: a Sergio Rizzo, vice direttore di Repubblica:

Quanto alle parti, io conosco solo quella degli Stati che hanno ufficialmente nel loro programma l’eliminazione della “entità sionista” e nel frattempo finanziano le parti palestinesi più estremiste; e quella degli Stati, tra cui Israele, che continuano a proporre la soluzione a due Stati. Certo, con le difficoltà, formidabili e oggettive che riconosce anche A.B. Yehoshua. C’è poi un’altra posizione, che Israele persegua il disegno di un “genocidio, organizzato, pianificato, definito nei dettagli”: per quanto ne so, è sostenuta solo da Giuliano Galeazzi. Non ho quindi esitazione sulla parte da cui stare.

Nostro commento:

Sergio Rizzo, ha una ben strana conoscenza del terrorismo palestinese, per questo non sa da che parte stare, altrimenti non scriverebbe “droni contro fionde”, nè ha conoscenza dello stato di Hamas che propone la distruzione di Israele. Non legge nemmeno, lui vice direttore di Repubblica, l’intervista uscita su Rep a A.B. Yehoshua, altrimenti non ripeterebbe la retorica del “due stati per due popoli” quando ormai è chiaro a chiunque non sia totalmente disinformato che il cosidetto stato palestinese così come tutti conosciamo, rappresenta un pericolo mortale per la sicurezza di Israele.
Da sempre Repubblica è ostile allo Stato ebraico, ma mai in maniera così estrema come si econce dalle affermazioni del vice direttore.

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