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→  novembre 29, 2018


“Occorre evitare l’idea, puramente speculativa e cinica, di vendere a pezzi TIM: i servizi, senza la rete, renderebbero TIM sempre più soggetta alle incursioni degli OTT.” Sono rimasto molto sorpreso nel leggere questo appello: io lo condivido pienamente, chi lo firma sono sette illustri professionisti, sette manager che hanno ricoperto ruoli apicali nell’ex- monopolista Telecom – e prima -, con i quali ebbi, proprio su questo giornale, contrasti assai vivaci negli anni della sua privatizzazione – e dopo. Vi vedo la conferma che, nella decisione sull’assetto strutturale della rete a banda ultra larga, sono in gioco principi che vanno oltre lo specifico della materia in questione, e che vanno considerati, perché toccano gli interessi generali del Paese.

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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  novembre 27, 2018


Libertà dei mercati, in cui le lobby non la facciano da padroni; mobilità del lavoro e, invece della protezione ad infinitum di imprese decotte, spostamento di risorse da settori e imprese meno produttivi a quelli più produttivi; premi al merito per favorire la mobilità sociale; una tassazione che non penalizzi chi lavora; blocco dei trasferimenti a pioggia a questa o quella categoria che riesce ad alzare la voce più di altre. Dieci anni fa era alla sinistra che bisognava insegnare che liberalizzare fa bene all’economia, e non solo. “Il liberismo è di sinistra”, il libro di Alesina e Giavazzi del 2007, voleva dimostrare che le ricette liberali sono coerenti con i principi cardine della sinistra, anzi sono i soli che li possono inverare.

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio
→  novembre 19, 2018

Italy is, according to David Folkerts-Laundau (“Europe must cut a grand bargain with Italy”, FT November 13, 2018), a “frugal country”: and not because of its private savings, but because of its legacy debt predating the euro, and of its long history of primary budget surplus. Is it really?

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Pubblicato In: Giornali
→  novembre 18, 2018


IBL, cena annuale, Milano 12 Novembre 2018.

Consegna della “fiaccola della libertà”, il Premio Bruno Leoni, a Canan Arin, per la sua battaglia per i diritti delle donne nel suo Paese, la Turchia.

Questo premio arriva in un momento particolare. Neppure in una serata come questa, che vuole essere festosa e affettuosa, è possibile dimenticare che viviamo tempi difficili, probabilmente i più difficili che ciascuno di noi ha vissuto.
Non mi riferisco ai fatti singoli: di quelli l’Istituto si occupa con i mezzi di cui dispone, conferenze, blog, articoli, libri. Penso a qualcosa di più generale, e che tutti ci riguarda, una cosa su cui l’alleanza che ci governa è unanime: il rifiuto delle élite, la disintermediazione dei corpi intermedi. Se credere che le discussioni, e ancor più le deliberazioni, debbano avvalersi di dati strutturati e di logica analitica, basarsi su storia ed esperienza, e che cultura e studio siano valori, allora noi, voi, siamo élite, e non nel senso di una superiorità che sarebbe tutta da verificare.

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Pubblicato In: Convegni
→  novembre 14, 2018


Una “proxy fight” quale da noi si vedono poche, aiutata da un provvidenziale intervento dello Stato, quali da noi se ne vedono molti, spodesta l’azionista di maggioranza relativa; ma nomina amministratore delegato la stessa persona che questi aveva designato. Che però, dopo pochi mesi, non gode più del consenso della nuova maggioranza che pertanto il 13 novembre gli ritira le deleghe.. E’ possibile che si vada a un nuovo confronto da cui esca un’altra governance.

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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  novembre 6, 2018


Al Direttore.

Alla riuscita della giornata dell’Ottimismo hanno certo contribuito le interviste “provocate” da Claudio Cerasa: lo slancio, inaspettato e liberatorio, di Vincenzo Boccia; la sicura fermezza di Marco Bentivogli; perfino i distinguo di Tria sono parsi rassicuranti. Ma sotto sotto, a rovinar la festa, anche quando si parlava d’altro, si aggirava sempre la preoccupazione per il nostro debito.

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio