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→  dicembre 12, 1992


Scrivendone quindici anni fa, il processo della politica economica italiana appariva, a Piero Barucci, così schematizzabile: “due protagonisti ed una grande, immensa provetta. Dei due protagonisti, uno era costituito dal gruppo degli economisti che rifletteva sulle cose che eleggeva a oggetto della propria analisi; l’altro era dato dalla classe dirigente che faceva le sue scelte in base ad imperscrutabili motivazioni. Il primo, isolato dalla seconda, finiva per non avere con questa canale alcuno di comunicazione; la classe dirigente sembrava alla ricerca di adattare le proprie decisioni alle reazioni che il mondo dei fenomeni economici concreti (la grande provetta appunto) provocava.”

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  dicembre 1, 1992


Mesi orsono ricevetti un libro da un amico, Harry Figgie, un industriale che ha costruito un’azienda da 1300 milioni di dollari e che, lavorando con la commissione Grace sotto Reagan, aveva avuto modo dí rendersi conto dei meccanismi che gonfiano i deficit federali. A gennaio decise che doveva fare qualcosa prima delle elezioni, e, in collaborazione con un economista, entro agosto pubblicò un libro, “1995 Bankruptcy”.

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Pubblicato In: Varie
→  novembre 16, 1992


I raid antisemiti: sono un polverone». E’ il titolo di un articolo della leghista Irene Pivetti sull’Indipendente, all’onore della cronaca perché oggetto di una contestazione dell’onorevole La Malfa al senatore Bossi in pieno congresso repubblicano.
Si prova più stanchezza che indignazione nel rileggere falsità antiche e malafedi presenti; ci si sente più avviliti che disgustati nel dover confutare ignoranza e idiozia.

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  novembre 11, 1992


Il documento Barucci sulle privatizzazioni, se le indiscrezioni verranno confermate, ha elementi di novita’ e di positivita’ che sarebbe sbagliato non riconoscere e sottolineare. Novita’ perche’ qualifica il processo di privatizzazione come la “pietra miliare” della politica economica di questo e dei futuri governi; positivita’ perche’ istituisce un nesso tra privatizzazioni ed eliminazione di vincoli alla concorrenza; perche’ lascia ampio spazio alle collaborazioni internazionali; perche’ prevede di allargare e potenziare il mercato mobiliare (anche utilizzando le tecniche dell’underpricing) ; perche’ fa spazio al metodo del price-cap per coniugare contenimento delle tariffe, miglioramento dell’efficienza e reperimento dei fondi per lo sviluppo.

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  novembre 1, 1992


Le discussioni intorno agli alti tassi di interesse, ed alla tempesta finanziaria che ci ha colpiti, hanno portato in primo piano e divulgato i problemi macroeconomici legati alla ristrutturazione dei neue Bundeslaender, come viene chiamata l’ex-DDR. Ho avuto l’occasione di visitare alcune aziende recentemente privatizzate, e così soddisfare la mia curiosità di avere alcune impressioni di prima mano sulla realtà microeconomica, sul concreto operare delle aziende e degli uomini che in esse lavorano. La prima azienda da cui inizio il mio giro si trova in una cittadina del Brandeburgo, 100 chilometri a nord di Berlino. Che fosse sede di una guarnigione dell’esercito prussiano sí deduce dalle grandi caserme allineate lungo la strada di accesso: ora sono vuote, dopo che i russi che vi erano acquartierati sono partiti.

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Pubblicato In: Varie
→  ottobre 27, 1992


Sul fronte delle privatizzazioni, grande e’ la confusione. Dopo un periodo fervido di spunti e proposte, ora alcune operazioni dimostrative ( Credit e Nuovo Pignone) si snodano tra incertezze ed ambiguita; passa l’incredibile operazione STET-Finsiel; il disastro EFIM aggiunge ulteriori elementi di complicazione. Alla rottura dell’attuale equilibrio si oppone il blocco politico-sindacale su cui esso si regge; forse perfino una parte dell’imprenditoria privata ha tiepidi interessi, in momenti cosi’ difficili.
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Pubblicato In: Giornali, La Stampa