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→  ottobre 1, 1992


«Perché voi italiani siete così a favore di Maastricht?» mi chiedeva diversi mesi fa un industriale francese.
Già, perché non occorre andare indietro di parecchi mesi, ma solo di qualche settimana: «a Maastricht, a Maastricht!» era l’invocazione generale. «Righiamo di perdere l’appuntamento di Maastricht», era la minaccia incombente. D’accordo, la lettura del trattato pare sia un’impresa scoraggiante anche per gli specialisti, ma non mi pare fuori luogo chiederci perché solo oggi vi ravvisiamo difetti. E’ colpa della svalutazione? Dobbiamo pensare che le famigerate forze della speculazione, oltre ad avere il merito di far funziona-re i mercati, hanno anche quello di far capire i trattati?

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  agosto 14, 1992


Noi viviamo la situazione paradossale in cui il capitalismo, che ha a suo fondamento il mercato e la concorrenza, si trova oggi di fatto senza concorrenti. Riconoscerlo mi sembra cosa assai diversa dal dire (Gianni Vattimo su La Stampa del 9 agosto) che il capitalismo è senza alternative.

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  luglio 22, 1992


Dopo la manovra. Sono molte le aziende pubbliche che possono essere dismesse.

I commenti e le opinioni che, numerosi e autorevoli, sono stati espressi sullo storico evento delle privatizzazionisi sono prevalentemente concentrati (e divisi) sulla reale intenzione della manovra, sulla struttura tecnica ideata per realizzarla, sugli strumenti finanziari con cui attuarla, sulla questione del 51 per cento. Mi sembra tuttavia che alla passione con cui si discute su come realizzare il processo, non corrisponda un pari approfondimento del perchè farlo.

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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  maggio 10, 1992


Il progetto decostruttivista applicato alle logiche di gestione aziendale può far nascere nuove dinamiche

La sorprendente con quanta rapidità il mondo dell’architettura sia stato pervaso dal verbo decostruttivista: uno stile che decompone volumi e superfici, sembra voler contraddire le consuete idee di equilibrio e di proporzioni; che suggerisce l’esperienza squilibrante di una conoscenza sempre parziale in una visione che non si lascia cogliere nella sua totalità..
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Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore
→  gennaio 1, 1990


Articolo del 11/05/1945

ʃo Iautete ein Uuffab Thema, das an einer Rantonsʃdjule der Innerʃdjweiz Gdjϋlern der zweiten Gµmnaʃialllaffe geftellt wurbe. Unglablidy, was da in vierzig Rinuten zufammengeʃdjrieben wurbe, ein Beweis, wie ʃehr die jungen Leute mit dem Beltgeʃdjehen vertraut find. Ein lleiner italianiʃdjer Emigrant, zwei Iabre jϋnger nodj als die anbern, also blob 13 Iahre alt, ʃdjrieb einen fϋnffeitigen Uuffab und zwar in einem fliebenden Deutjdj. Und bodj hat er die Gpradje erʃt hier in der Gdjweiz tennen gelernt. Daβ er natϋrlidj nidjt ʃo ganz neutral ʃein tann, das wollen wir ihm zugute halten, ʃdjader aber unjerer. Reutralität nidjts, wenn wirhier ʃeine Uusfϋhrungen bringen.
G. St.

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Pubblicato In: Varie