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→  maggio 1, 1993


Forse con altri 8000 miliardi ce la caviamo. Con questo ultimo piano di ristrutturazione, dal 1975 oggi avremo bruciato negli altiforni 30mila miliardi; in lire di oggi saranno un 50 mila lire al secondo, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno: per 18 anni. La storia dell’acciaio di Stato contiene tutti gli ingredienti della nostra storia politica ed economica: la trasformazione da economia agricola ad industriale, i rapporti tra industria pubblica e privata, i partiti e í sindacati, le istituzioni europee, il ruolo delle innovazioni tecnologiche nel cambiare i parametri di un’industria.

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Pubblicato In: Varie
→  maggio 1, 1993


Abbiamo davanti agli occhi le immagini della gazzarra succeduta all’esito della notazione che assolveva Craxi: la loro pregnanza drammatica, più che al silenzio e all’immobilità delle auto bloccate in via Pani, rimanda alle immagini della fuga da Saigon assediata, al forsennato gridare e al frenetico agitarsi di chi si aggrappa ai galleggianti degli elicotteri, e spera di riuscire a farsi traghettare e a salvarsi.

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  aprile 7, 1993


Il quesito referendario del 9 giugno sulla preferenza unica aveva il pregio della semplicità: chiedeva di por fine alla manipolazione della volontà popolare da parte delle segreterie dei partiti, ai non infrequenti brogli. Il suo successo plebiscitario è dipeso anche dalla relazione immediatamente percepibile tra obiettivo e quesito, tra fine politico e mezzo.
Questa solare chiarezza sembra invece mancare alla consultazione del 18 aprile: per il numero dei quesiti, e già quindi per la necessità di manipolare nove schede perché minore è la rilevanza politica di molti di essi e controversa l’opportunità di alcuni;. perché il quesito più rilevante, quello sulla riforma della legge elettorale, è solo la premessa di una modifica più completa che riguardi la Camera oltre il Senato.

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  aprile 1, 1993


Stracciarsi le vesti per denunciare l’indegna gazzarra al senato e l’aggressione a La Malfa a Milano, rilevare la discutibilità di esternazioni ufficiali della Procura di Milano nei riguardi di un provvedimento legislativo, non saranno solo l’esibizione di civile virtù e di illuministica tolleranza? Fin quando si può cercare di tenere separata l’indignazione “buona”, quella dei civili appelli al Capo dello Stato perchè non firmasse il decreto Conso-Amato, da quella “cattiva” degli insulti e delle aggressioni?
Da più di un anno, ogni giorno una rivelazione ormai comune, gogne e ghigliottine: la civile esecrazione come alimento della coscienza inquieta.

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Pubblicato In: Varie
→  marzo 31, 1993


Sembra prevalere, in parte dell’opinione pubblica, un atteggiamento di e quindi stanza, che giudica sistema politico e sistema delle imprese private simmetricamente corresponsabili della situazione al cui disvelamento stiamo assistend9. Ci sono ragioni per ritenere tale giudizio sbagliato e dannoso. E’ necessario, premettere in modo convinto ed esplicito che ciò non significa in alcun modo prendere posizione critica’ nei riguardi delle vicende penali in corso o di quelle future: innanzi tutto perché i fatti penali sono fatti individuali, mentre qui il discorso è sul sistema delle imprese; poi perché solo i giudici hanno conoscenza piena dei fatti, competenza ed autorità per collocarli nell’insieme delle norme.

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Pubblicato In: Giornali, La Stampa
→  marzo 31, 1993


Caro direttore, sono sostanzialmente d’accordo, purtroppo, con quanto ha scritto Salvatore Tropea (Torino cerca sindaco, la Repubblica, 18 marzo). Ma vorrei provare ad aggiungere qualche approfondimento, una proposta ed una speranza.
La ritirata dei partiti, obbligati da ogni nuovo avviso di garanzia ad arroccarsi su trincee sempre meno difendibili, consapevoli della propria incapacità di indicare soluzioni, perfino di prevedere il comportamento del loro elettorato tradizionale, rispetto a quelle che vengono ventilate, ha lasciato, oltre a un vuoto politico, un vuoto di partecipazione, di senso dl appartenenza.

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Pubblicato In: Giornali, La Repubblica