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Archivio per il Tag »telecom«

→  settembre 21, 2020


Il caso Autostrade lo dimostra: a forze come Movimento 5 Stelle e Lega mancano le basi culturali per rinnovare il Paese. Perciò è impossibile discutere con chi ha fatto ammalare la gente di reddito di cittadinanza e quota 100

È del 2003, per la precisione del 23 ottobre, il primo articolo che scrissi sul Riformista. Al governo c’era Berlusconi e noi eravamo all’opposizione. Ma se qualcuno mi avesse chiesto quali riforme avremmo voluto fare, avrei parlato per mezz’ora. Oggi non saprei che dire: perchè oggi pregiudiziale al parlare di riforme è avere in Parlamento una maggioranza e un’opposizione diverse.

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→  settembre 8, 2020


È caduto il muro di Gasparri: teneva separate telecomunicazioni e comunicazioni. E invece la Corte del Lussemburgo dichiara legittimo che un soggetto possa detenere partecipazioni in imprese e di telecomunicazioni e di televisioni. Il TUSMAR (ex legge Gasparri) che lo proibiva non è coerente con la normativa europea. La sentenza mette la parola fine a un tema che ha occupato il dibattito politico fin dalla discesa in campo del Cavaliere, quello del suo “potere esorbitante”. Oltre quindici anni dopo la legge Gasparri pone un limite ai ricavi pubblicitari che un soggetto può trarre nel Sistema Integrato delle Comunicazioni: sarà sufficiente, si chiedevano preoccupati gli antiberlusconiani militanti, per impedire a Mediaset di prendere il controllo di Telecom?

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→  febbraio 5, 2019


Se il titolo affonda ancora non è per colpa dei capitalisti privati ma per l’intesa tafazzista tra Elliotte CDP. Memento

Alla presentazione de “L’Italia: molti capitali , pochi capitalisti” il libro scritto da Beniamino Piccone per Guido Roberto Vitale, svoltasi giovedì 24 a Milano, sono risuonate le note accuse al nostro capitalismo: familistico, opportunista, incapace di grandi progetti, come dimostrato dal fatto di non aver costruito grandi imprese. Nessuno ha però indicato che le prossime settimane potrebbero segnare la fine di una delle poche che son rimaste: se TIM perderà il controllo della propria rete, rimarrebbe solo più un rivenditore di servizi con una rete di negozi, in Italia alla pari degli altri operatori, WIND, 3, Vodafone e oggi anche Iliad. E questo sarà stato ad opera della politica, alla fine di una battaglia durata vent’anni.

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→  novembre 14, 2018


Una “proxy fight” quale da noi si vedono poche, aiutata da un provvidenziale intervento dello Stato, quali da noi se ne vedono molti, spodesta l’azionista di maggioranza relativa; ma nomina amministratore delegato la stessa persona che questi aveva designato. Che però, dopo pochi mesi, non gode più del consenso della nuova maggioranza che pertanto il 13 novembre gli ritira le deleghe.. E’ possibile che si vada a un nuovo confronto da cui esca un’altra governance.

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→  agosto 17, 2017


Al Direttore.

Se li ricorda i mezzi escogitati per limitare (o eliminare) il potere televisivo di Berlusconi? Le polemiche e le dimissioni contro la legge Mammì, colpevole di consentire a Mediaset di fare concorrenza alla Rai? Il progetto Bogi, dare un punteggio a ogni pubblicazione o emissione, e porre un limite invalicabile alla loro somma? E le polemiche sulla legge Gasparri e sul Sic, il famigerato sistema integrato delle Comunicazioni, colpevole di non impedire al Caimano di controllare Telecom, le ricorda? Se mai, quod Deus avertat, dessero a Bassanini la rete Tim, pagandola quel che vale, se con quei soldi Vivendi comperasse Mediaset, non trova lei che la consegna nelle mani del suo proprietario, in moneta sonante, del bene su cui per trent’anni ci si è accapigliati e combattuti e girotondati, sarebbe un esempio, di inimmaginabile perfezione, delle conseguenze inintenzionali degli atti intenzionali? Nel 2019 ricorre il 120esimo della nascita di Friedrich von Hayek: pensarci, siamo in tempo.
ARTICOLI CORRELATI

Scorporo rete Tim, vale davvero la pena di rischiare?
di Francesco Vatalaro – CorriereComunicazioni, 16 agosto 2017

→  luglio 30, 2017


Intervista di Filippo Santelli

«La società unica delle reti mi sembra un puro “wishful thinking” da parte del governo». Franco Debenedetti, ex manager di Olivetti e per tre volte senatore, tra Pds e Ulivo, definisce una beata illusione l’ipotesi avanzata da Palazzo Chigi, per bocca del sottosegretario Giacomelli, di far confluire in un unico soggetto le infrastrutture di rete di Telecom e Open Fiber. «Sarebbe un male per Il Paese perche ci riporterebbe allo Stato padrone.”

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