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→  dicembre 19, 2009

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L’ossessione di preservare l’italianità ha di fatto impedito di attuare una seria politica d’innovazione di quello che è il vero «sistema nervoso» del paese. Per la paranoia che qualcuno potesse limitare il nostro sviluppo finiamo per limitarlo addirittura due volte.

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→  settembre 12, 2006

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Pubblico e privato. L’’Esecutivo deve fare chiarezza sulle licenze concesse fino al 2012 e ottenere risposte sul servizio universale

Il doppio scorporo, quello di TIM e quello della rete, varato dal consiglio di amministrazione di Telecom, propone interrogativi sotto tre profili: economico finanziario, industriale, dell’interesse pubblico. Le risposte sui primi due sono attese dagli azionisti di Telecom e dai mercati; sul terzo dovrebbero arrivare dal Governo e dalle Autorità, c’è da augurarsi con adeguata prontezza.

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→  novembre 23, 2001


Un ribaltamento nella politica di privatizzazioni in Italia

C’è un progetto che gira nei palazzi della politica, un progetto temerario, perché significherebbe il totale ribaltamento della politica di privatizzazioni seguita finora dall’Italia, un progetto originato in una parte della maggioranza, ma sarebbe già stato illustrato anche ad altri Ministri. Si tratta nientemeno che di creare una rete pubblica di telefonia mobile. Un fatto che annullerebbe la credibilità internazionale che il Paese si è conquistato con la sua politica di privatizzazioni, che porrebbe l’Italia in contrasto con gli organismi comunitari, che potrebbe avere riflessi anche sul patto di stabilità.

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→  aprile 7, 1993


Il quesito referendario del 9 giugno sulla preferenza unica aveva il pregio della semplicità: chiedeva di por fine alla manipolazione della volontà popolare da parte delle segreterie dei partiti, ai non infrequenti brogli. Il suo successo plebiscitario è dipeso anche dalla relazione immediatamente percepibile tra obiettivo e quesito, tra fine politico e mezzo.
Questa solare chiarezza sembra invece mancare alla consultazione del 18 aprile: per il numero dei quesiti, e già quindi per la necessità di manipolare nove schede perché minore è la rilevanza politica di molti di essi e controversa l’opportunità di alcuni;. perché il quesito più rilevante, quello sulla riforma della legge elettorale, è solo la premessa di una modifica più completa che riguardi la Camera oltre il Senato.

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