Precisazioni a proposito di Opa

dicembre 29, 2013


Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore

Botta e risposta tra Massimo Mucchetti e Franco Debenedetti sul tema dell’OPA

Caro direttore, Franco Debenedetti insiste a prendersela con il sottoscritto erigendolo a promotore unico della riforma dell’Opa obbligatoria e si compiace che la proposta sia stata respinta. Rattrista doverlo correggere, ma si deve: a beneficio dei lettori. La riforma non è mai stata votata, dunque non può essere stata respinta. Era stata accantonata in un primo tempo perché il governo aveva preso l’impegno di provvedere in tempi brevissimi e poi è stata dichiarata non ammissibile per estraneità di materia quando, di fronte all’inerzia, e dunque alla mancanza di parola del governo, la riforma è stata riproposta sotto forma di emendamento al decreto enti locali: quel capolavoro di decreto che ha fatto la fine che sappiamo.

Se questa riforma fosse stata portata in votazione avrebbe avuto buone probabilità di essere accolta, dati proponenti… Ma a Franco si può e si deve perdonare tutto. Anche la storia che l’attuale legge Opa sia fatta alla vigilia delle privatizzazioni. Il Testo unico della finanza risale al 1998, quando erano già state privatizzate Credit, Comit, Banco di Roma, Ina, Sme, Imi, le casse di risparmio, gli istituti di credito di diritto pubblico, la Terni, l’Ilva, la Seat Pagine Gialle, Telecom Italia. Con la stessa precisione il senatore Debenedetti qualifica come efficiente il passaggio del controllo dentro le scatole cinesi e commenta la riforma che ostacola questi giochetti. E che, con tanti altri, continuo a sostenere.

Massimo Mucchetti
Presidente della Commissione Industria del Senato

Che sia stata approvata prima o nel cor­so delle privatizzazioni (ringrazio l’amico Massimo per i puntuali rilievi), la legge sull’Opa è stata voluta in con­nessione al passaggio a un’economia «più privata» da quella «più pubblica» che avevamo prima. È la questione sa­liente: richiede certezza dei diritti di proprietà e contendibilità delle impre­se senza preclusioni nazionalistiche. La proposta Mucchetti questo mette a rischio: le scatole cinesi, in questo ca­so, sono una comoda matrioska.

Franco Debenedetti

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