Figli della provetta: quel no pericoloso

aprile 15, 1995


Pubblicato In: Giornali, La Stampa


L’ordine dei medici, tra i casi in cui non sarà consentito praticare la fecondazione artificiale, ha indicato anche quello delle donne sole, non legate da uno stabile rapporto di coppia.
I problemi della bioetica sono straordinariamente complessi: può succedere che le regole, necessarie per porre limiti in un campo così delicato, abbiano implicazioni di cui non è facile cogliere tutta la portata.

In questo caso, ad esempio, se si nega ad una donna sola il soddisfacimento di un desiderio di maternità tanto forte da superare gli ostacoli burocratici, economici ed emotivi di una pratica così «innaturale», implicitamente ed a maggior ragione si sanziona negativamente la donna sola che decide di avere un figlio con sistemi tradizionali. Questa decisione dell’Ordine dei medici, al di là dello specifico della fecondazione artificiale, sembra rivelare un atteggiamento negativo verso le famiglie non tradizionali tutt’altro che isolato: col rischio di trovarsi in compagnie forse non desiderate.
«America senza padri» è il titolo di un libro di David Blankenhorn: oggi 4 bambini americani su 10 vivono in famiglie senza padri. Nelle famiglie regolari molto più rare sono le violenze fisiche e sessuali verso donne e bambini. I figli di famiglie senza padri hanno più probabilità di non finire le scuole, di avere problemi emotivi, di avere a loro volta figli illegittimi, di divorziare. Meglio un padre disattento e scarsamente presente che nessun padre, sostiene Blankenhorn.
Quant’è la percentuale di figli illegittimi che una società può sopportare senza compromettere la propria coesione, ci si domandava oltre un anno fa («La bomba dei figli illegittimi», La Stampa del 17 dicembre ’93), ricordando che negli Usa nel 1991 i figli illegittimi sono il 30% di tutta la popolazione, il 68% nella comunità negra, con punte dell’80% nei centri urbani. Il fenomeno riguarda essenzialmente le classi più povere: il 68% delle ragazze madri hanno red-diti inferiori ai 20.000 $, solo Il% superiori ai 75.000 $. In America d sono 19 milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà (dati del ’90 e ’91). Il Bureau of Census americano ha trovato che questo numero è composto da uno zoccolo (forse meno della metà) per cui la povertà è una condizione cronica di vita, e da un flusso di famiglie che entrano in povertà compensato da un uguale flusso in uscita. Analizzando questi flussi, si è trovato che in un mese medio del 1990, il 35,2% dei poveri erano famiglie senza padre, e solo il 7% famiglie regolari. Solo l’1,4% dei poveri cronici fanno parte di famiglie stabili.
Sia le riflessioni sociologiche che i dati statistici vengono usati negli Usa per spingere una riforma brutale del sistema del welfare: solo chi cerca attivamente di uscire da situazioni di difficoltà merita di essere aiutato. Gli aiuti in base alla sola considerazione di indigenza, si sostiene, rischiano di essere controproducenti e di produrre una classe di persone permanentemente a carico della società. La riduzione degli aiuti alle madri di figli illegittimi è uno dei punti del «Contratto per l’America» del nuovo speaker repubblicano Newt Gingrich: è stato approvato dalla Camera insieme ad un altro, che dà una deduzione fiscale di $ 500 per ogni figlio (legittimo). In Usa, la nuova destra fa passare una soluzione punitiva al problema degli illegittimi (poveri): se le ragazze madri sono perlopiù povere, per combattere la povertà si puniscano le ragazze madri. I diritti individuali vengono discriminati per censo, per ricreare la solidarietà famigliare si taglia la solidarietà sociale.
La società americana è certo molto diversa dalla nostra, per entità e distribuzione del reddito, per sistema di valori su cui poggia. Ma sovente i fenomeni sociali si riproducono separati solo da un ritardo temporale, lunghe sono le derive delle culture dominanti. Forse la decisione dell’Ordine dei medici, come pure quanto si va ormai dicendo sulla riforma della 194, potrebbero esserne dei primi inconsapevoli indizi.
La famiglia è il luogo per eccellenza in cui si esercita la solidarietà: proteggerne l’integrità è un obbiettivo naturale della sinistra. I diritti civili, tra cui l’autodeterminazione delle donne, sono stati introdotti in Italia anche grazie all’azione delle sinistre. Nel momento in cui anche in Italia il sistema delle protezioni sociali è oggetto di (necessaria) revisione, proprio le sinistre dovrebbero avere ben presente il filo sottile che lega solidarietà e diritti individuali. Essi non sono in contraddizione; anzi, e ce lo confermano le notizie che vengono dall’America, essi stanno o cadono insieme.

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