È giusto multare chi non accetta il bancomat?

agosto 17, 2017


Pubblicato In: Corriere Della Sera, Giornali


“Il pagamento elettronico è l’unico strumemto per combattere l’evasione degli esercenti”, sostiene il giornalista televisivo. “Lo Stato non deve intervenire sul modo in cui i negozi conducono i propri affari: saranno i clienti a scegliere”, ribatte l’imprenditore ed economista.

Qualche giorno fa mi trovavo a Salisburgo e mi sono seduto al famoso Caffè Tomaselli. Al momento di pagare il conto mi hanno rivelato che non accettavano la carta di credito. Nonostante avessi con me i contanti, ho protestato e annunciato che avevano appena perso un cliente. Per me solo in questo devono consistere le “sanzioni”: nella scelta dell’avventore di non frequentare più un certo esercizio. Lo Stato non deve intervenire sul sistema con cui un commerciante conduce i suoi affari.

Tra l’altro, ritengo che i negozianti abbiano l’obbligo di accettare pure i contanti, nonostante per me personalmente bancomat e carte di credito siano gli strumenti più comodi e probabilmente anche per loro. Decidere come pagare, se con metodi antichi oppure più moderni sta ai clienti, e il negozio o prestatore di servizio sceglierà quali opportunità offrire in base alle loro esigenze. Imporre sanzioni è sbagliato. Per quanto riguarda la lotta all’evasione, non sono un esperto, ma ho l’impressione che il problema non stia nei bar e nei piccoli esercizi: il tema è molto complesso, lo Stato stesso ha parecchie responsabilità e non penso sia multare chi rifiuta il pagamento elettronico la modalità giusta per combattere il nero.

La replica di Luca Talese

Io sono assolutamente favorevole alle sanzioni. Al di là di tutte le favole che possono raccontarci, il pagamento elettronico è l’unico modo per obbligare davvero l’esercente a emettere fattura. Anche perché, se lo scopo non è evadere le tasse, il bancomat non penalizza i negozianti: anzi, li aiuta. Posso dirlo per esperienza diretta: mio padre ha gestito per 12 anni una libreria e io l’ho aiutato spesso. Ricevere i pagamenti in formato elettronico solleva dal problema di gestire il contante. Se è vero che i numeri delle transazioni elettroniche stanno già crescendo, va benissimo incentivarle ulteriormente. Installare un Pos oggi richiede cinque giorni. L’unica controindicazione possono essere i costi delle commissioni, ma il nuovo decreto dovrebbe agire anche su questo aspetto. La mia impressione è che i commercianti, in realtà, già lo mettano a disposizione. A non installarlo sono più che altro studi professionali e liberi professionisti, e non si capisce per quale ragione: non è meglio che la signora anziana paghi il dentista con il bancomat, piuttosto che si porti dietro migliaia di euro? È con le sanzioni che si combatte la guerra totale all’evasione.

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