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Archivio per il Tag »Corriere Della Sera«

→  febbraio 15, 2019


Economia e politica

Caro Direttore,

La decisione del Commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager che ha vietato la fusione delle attività ferroviarie di Alstom e di Siemens, perché così si ridurrebbe la concorrenza nel mercato europeo dei materiali rotabili, è stata, per alcuni, una sanguinosa ferita. Ma la proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze francese, Bruno Le Maire, di dare ai Governi nazionali il potere discrezionale di disattendere le decisioni della Commissione equivarrebbe all’amputazione della principale struttura portante dell’Unione Europea. Infatti consustanziale all’idea stessa di Unione sovranazionale è l’esistenza di uno spazio economico aperto alla concorrenza, dove è vietata la costruzione di posizioni dominanti, men che mai se per consenso o volontà dei governi. Tra l’altro la Commissione aveva già fatto circolare alle Antitrust nazionali la bozza di risoluzione, e pare che anche quella francese l’avesse approvata. Non è quindi esagerato dire che abbandonare questo principio comporterebbe la fine dell’idea stessa di Europa. Si usa il condizionale perché, essendo l’indipendenza dell’Autorità antitrust scritta nei trattati ed essendo questi modificabili solo con l’unanimità dei consensi, la proposta Le Maire ha probabilità nulla di essere accettata. Per lo stesso motivo sarebbe stato quanto meno incauto averla avanzata solo per dimostrare che la Francia di Macron è in prima fila nel promuovere le riforme dell’Unione.

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→  dicembre 11, 2018


di Ferruccio De Bortoli

La nostalgia del pubblico padrone e salvatore (Alitalia, ma anche Enel-Open Fiber)fa il paio con l’incapacità governativa di seguire le catene di valore (taglio degli incentivi 4.0). Ma la piccola industria, unico soggetto di cui i gialloverdi si sentono alfieri, ora si ribella. Teme l’oblio e gli appetiti esteri, che userebbero i nostri guai per comprare a prezzi di saldo

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→  giugno 7, 2018


Intervista di Andrea Ducci a Franco Debenedetti.

L’ennesima uscita di Matteo Salvini sulla fiat tax innesca una disputa sull’evidenza che una misura fiscale del genere favorisca più che altro i ricchi. «Staremo a vedere», dice Franco Debenedetti, presidente dell’Istituto Leoni, certo è che «presenta più di un problema».

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→  maggio 22, 2018


Quanti saranno quelli che domenica mattina hanno perso il treno? Chi, per viale Monza o per Melchiorre Gioia andava verso il centro, trovava tutti gli accessi verso la Stazione Centrale bloccati da auto della Polizia municipale, a protezione di una fiumana di magliette verdi con la scritta PoliMIRun. Non so quelli che hanno svoltato: chi, come me, ha seguito verso Sud ha dovuto andare oltre il Politecnico. Già su «la» maratona di Milano ci sarebbe da ridire: quella però è una manifestazione sportiva ben nota. Ma è lecito infliggere a decine di migliaia di cittadini fastidi così rilevanti per consentire ad alcune centinaia di persone di trotterellare o di camminare stringendo in un cerchio il centro della città? Quali esternalità positive lo giustificano? Per quelle negative, esistono modi almeno per ridurle. Potrebbe essere un ottimo paretiano lasciare in funzione i semafori ad alcuni incroci: si consentirebbe ai mezzi l’accesso al centro cittadino, si offrirebbe ai “maratoneti” la pausa di cui evidentemente necessitano. Ci sono certo tecnologie per indicare tempestivamente le deviazioni necessarie, e alla peggio ci son sempre i vecchi cartelli gialli. La soluzione radicale sarebbe far svolgere la manifestazione in parchi ameni: minore visibilità, ma anche minore pubblicità negativa, proprio a quelle competenze ingegneristiche di cui abbiamo tanto bisogno.

→  aprile 8, 2018


Caro Aldo,
naturale pensare che a indurre Cassa depositi e prestiti, i cui vertici sono, com’è noto, in scadenza, a un intervento così muscolare nella contesa tra due soggetti privati, ci sia il desiderio di disporre le vele per prendere il vento del nuovo clima politico che sta dilagando nel Paese. Se il risultato sarà separare la rete dell’«incumbent», e riunirla a «Open Fiber» sotto il controllo dello Stato, avremo ricostituito il monopolio, e ridotto Tim a una catena di negozi. Chi ha demonizzato quella della telefonia come la peggiore delle privatizzazioni, potrà essere fiero di ciò che ha ottenuto: la rete rinazionalizzata, e una delle nostre poche grandi aziende dissolta.

→  marzo 24, 2018


Grazie, signora Giulia. Non sa quante volte, l’ultima ieri pomeriggio, mi son detto “ma perché non avere la vecchia Rai Radio 5 e la sua musica?”: lei invece ha scritto “la rivoglio”. Avevo sospettato qualcosa un anno fa, cercando il palinesto (allora non conoscevo Shazam): l’avevano cambiato. Perché cambiare una cosa che funziona bene e a cui il cliente è abituato?

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