→ Iscriviti
→  gennaio 18, 2021


L’impresa privata sotto attacco



Istituto Bruno Leoni, 11 gennaio 2021

Il capitalismo è oggi sotto attacco, tra voci critiche che vorrebbero «resettarlo» e nuove forme di responsabilità sociale attribuite alle aziende. Che fare, allora?
«Ci sono altri sistemi per aumentare i salari minimi, per ridurre le emissioni, per modificare il finanziamento della politica: la certezza della legge e le iniziative delle democrazie». Franco Debenedetti, con il suo “Fare profitti: Etica dell’impresa” (Marsilio 2021), propone un viaggio al cuore dell’impresa per definirne la natura, i soggetti, i diritti e gli interessi al tempo delle aziende Big Tech e della pandemia. Per leggere e affrontare i cambiamenti in atto, analizza la crisi della produttività, la tendenza al monopolio dei giganti del Web e le ricadute sulla politica, e riflette sul tema della diseguaglianza, tra classi sociali come tra vertici e dipendenti.
Durante il webinar è stato presentato il libro di Franco Debenedetti, “Fare profitti. Etica dell’impresa” (Marsilio, 2021).

Guarda il webinar


“Fare profitti” – presentazione con Fondazione PER e Libertà Eguale



Fondazione PER, 02 febbraio 2021

Martedi 2 febbraio alle 17.30 la Fondazione PER – Progresso Europa Riforme – e Libertà Eguale hanno presentato il libro “Fare Profitti. Etica dell’impresa”. A discuterne, oltre alla Fondazione, un panel di eccezione: Marco Bentivogli, Veronica De Romanis, Giorgio Gori, Giampaolo Galli. Enrico Morando.

Guarda il webinar


“Fare profitti” – presentazione con Fondazione Ugo La Malfa



Fondazione Ugo La Malfa, 1 marzo 2021

Lunedì 1 marzo 2021 alle 15:30 la Fondazione Ugo La Malfa ha ospitato la presentazione del nuovo volume “Fare profitti. Etica dell’impresa» di Franco Debenedetti.
Con il suo libro Franco Debenedetti propone un viaggio al cuore dell’impresa per definirne la natura, i soggetti, i diritti e gli interessi al tempo delle aziende Big Tech e della pandemia.
Sono intervenuti:
Franco De Benedetti, Presidente Istituto Bruno Leoni
Stefano Fassina, Parlamentare, Camera dei Deputati
Alessandro Penati, Economista
Ha moderato:
Giorgio La Malfa, Presidente, Fondazione Ugo La Malfa

Guarda il webinar


Fondazione Corriere della Sera, 2 marzo 2021

In questo nuovo incontro di Fondazione Corriere della Sera, Franco Debenedetti, presidente dell’ Istituto Bruno Leoni, Luca Enriques, professore di Diritto societario presso l’ University of Oxford, Francesco Giavazzi, professore ordinario di Economia politica all’ Università Bocconi e Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera, discutono dell’ultimo libro di Franco Debenedetti, Fare profitti. Etica dell’impresa pubblicato da Marsilio.

Guarda il webinar


Unione Industriale Torino, 20 aprile 2021

Il primo incontro, martedì 20 aprile 2021 alle ore 15.00, del nuovo ciclo di “Incontri di Primavera” organizzato da Unione Industriale Torino, ha visto ospite Franco Debenedetti a colloquio con Elsa Fornero e Giorgio Barba Navaretti, i quali a partire dal nuovo libro pubblicato da Marsilio Editore “Fare profitti”, hanno discusso sul ruolo dell’impresa nella società. All’incontro è intervenuta anche Anna Ferrino, Vice Presidente Unione Industriale Torino, il tutto moderato dal giornalista de La Stampa Alessandro Barbera.

Guarda il webinar


Luiss Guido Carli, 28 aprile 2021

Presentazione del nuovo libro di Franco Debenedetti “Fare profitti. Etica dell’impresa”, che si è tenuta mercoledì 28 aprile alle ore 18:00 in collaborazione con Luiss Guido Carli.
Sono intervenuti con l’autore, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Veronica De Romanis, Docente Politica Economica Europea, Stanford University di Firenze e Università Luiss Guido Carli, Marcello Messori, Professore di Economia, Università Luiss Guido Carli, Giovanni Orsina, Direttore Luiss School of Government, Paola Severino, Vice Presidente Università Luiss Guido Carli.

Guarda il webinar


Reagire per le libertà, 12 luglio 2021

Presentazione del nuovo libro di Franco Debenedetti “Fare profitti. Etica dell’impresa”, che si è tenuta lunedì 12 luglio in collaborazione con Reagire per le libertà.
Sono intervenuti con l’autore, Tommaso Romano e Antonino Sala.

Speciale diretta con Franco Debenedetti su “Fare Profitti. Etica dell’impresa” con Tommaso Romano e Antonino Sala.

→  gennaio 18, 2021


di Giuseppe Pennisi

“Fare profitti – Etica dell’impresa”, Marsilio, è il nuovo libro dell’ingegnere Franco Debenedetti che dà spunti per una nuova linfa industriale che sembra persa nel nostro Paese. Un volume che il prof. Pennisi suggerisce di leggere insieme ad altri due scritti dagli economisti Ciocca e Zecchini, per completare un messaggio forte rivolto all’imprenditorialità italiana

Il nuovo saggio di Franco Debenedetti (“Fare profitti – Etica dell’impresa”, Marsilio Editori, 2021, € 18) esce al momento giusto. In Italia si sta tentando di riprendere la via dello sviluppo che pare smarrita da vent’anni. Il documento che dovrebbe tracciarne la rotta (il Piano Nazionale di Rilancio e di Ripresa, Pnrr) è in ritardo; secondo economisti di varie “scuole” è lacunoso e carente.

Lo stesso Pnrr, già nella sua introduzione, spezza una lancia a favore del capitale e dell’investimento pubblico, dichiarandolo più socialmente efficiente di quello privato.

Spira, in generale, da qualche tempo un’aria poco favorevole all’imprenditoria privata: se ne è fatta portavoce a livello internazionale Mariana Mazzucato, docente all’Università di Essex, molto apprezzata del governo Conte (nonostante uno dei suoi ultimi libri sia stato “stroncato” su The Economist del 16-22 gennaio 2021). Questo vento è molto seguito da alcuni cenacoli intellettuali come il Forum delle Diseguaglianze composto da economisti e giuristi che hanno proposto di recente “nuove missioni strategiche per le imprese pubbliche”, in sintesi una nuova combinazione di Iri ed Efim. In effetti, la Cassa Depositi e Prestiti sta da qualche anno silenziosamente trasformando la propria finalità da quella di essere il depositario ed il custode del risparmio postale degli italiani (e soprattutto dei ceti a reddito medio-basso) in qualcosa che assomiglia ad una nuova Iri-Efim- Gepi, affiancata in questo compito da altre holding come Invitalia. Gli esempi potrebbero continuare.

In questo contesto, giunge come “un rompiscatole” ed una “voce fuori dal coro” Franco Debenedetti a rivendicare il ruolo dell’impresa ed a ricordare che il suo primo dovere – un dovere “etico” – consiste nel “fare profitti”. È una massima cardine di tutte le scuole economiche, anche di quella marxista- Ricordatevi il “compagni contadini, arricchitevi!”, slogan di Bucharin nel lontano 1925. Ma che spesso da qualche tempo chi professa di essere economista dimentica.

Franco Debenedetti non è un economista, ma un ingegnere che ha guidato e fondato importanti imprese industriali, spesso in settori innovativi. Dopo la sua carriera industriale ed imprenditoriale, si è posto al servizio del Paese in modo differente di quanto lo aveva fatto da imprenditore. È sceso in politica ed è stato senatore per tre legislature. Non nei banchi della destra o del centro ma in quelli della sinistra. Terminata questa non breve esperienza politica, presiede un think tank, collabora a quotidiani e riviste e, giovanissimo più di prima, scrive saggi in cui mette a disposizione degli altri la propria esperienza.

Il libro, di trecento pagine a stampa fitta (escludendo gli indici), si legge tutto di un fiato anche e proprio perché non è un libro di economia ma il frutto di una vita di lavoro, oltreché di studio e di riflessioni. È in cinque parti, ciascuna costituita da agili capitoletti. La prima parte è quella che più fa riferimento alla teoria economica. In essa si enuncia, prendendo il là da Milton Friedman, come “fare profitti” sia la prima, anzi l’unica responsabilità sociale dell’impresa e si passano in rassegna i “favorevoli” ed i “contrari” di questa ipotesi per poi illustrare come l’impresa nasce, cresce e funziona. La seconda parte analizza come l’obiettivo di massimizzazione del profitto debba e possa realizzarsi “nel rispetto delle regole fondamentali della società sia quelle incorporate nelle sue leggi sia quelle dettate nei suoi costumi etici”. Viene, quindi, tracciata una netta demarcazione tra il diritto/dovere dell’impresa e quello della politica che deve stabilire le regole ed assicurare che esse vengano osservate. La terza parte affronta il problema delle diseguaglianze, spesso indicate come conseguenza del “fare profitti”: circa quaranta pagine dense non di teoria ma di esempi dalla storia recente spiegano come un’impresa che massimizza i profitti è anche il miglior “ascensore sociale” come indicato che quasi il 70% delle persone considerate da Forbes come le più ricche del mondo hanno fondato e guidato la propria impresa.

La quarta parte riguarda l’impresa e le tecnologie. Solo un cenno alla «prima rivoluzione industriale» per introdurre come la società e le imprese cambiano nell’età della tecnologia dell’informazione e gli inquietanti interrogativi che essa pone sia a chi deve regolare (e vigilare) le imprese sia a chi intende crearle e condurle. Ancora più inquietanti quelli posti dal “fare profitti” dalla pandemia sia dal prender spunto da quest’ultima per un’avanzata dello Stato, e della mano pubblica nell’economia in generale.

Da un lato, ci sono i “profittatori”, come in tutte le guerra (quella in corso e contro un nemico sconosciuto, subdolo ed in continua mutazione). Da un altro, lo spirito imprenditoriale viene stimolato dalle infauste circostanze: si pensi al breve periodo in cui centri di ricerca, principalmente di impresse, hanno sviluppato e messo in produzione vaccini. La net economy e la pandemia stanno anche modificando i paradigmi d’organizzazione e conduzione imprenditoriale. Ma l’obiettivo e la finalità etica non cambiano: fare profitti.

Questo è un brevissimo sunto di un libro ricco in cui le trecento pagine, organizzate in venti capitoli scritti in stile più giornalistico che accademico, si leggono agevolmente e volentieri. Anche se il loro sottostante ha ragionamenti densi sulla base di esperienze e di studi.

Potrà contribuire a sconfiggere l’offensiva anti-impresa guidata da Mariana Mazzucato, dal Forum delle Diseguaglianze e da tanti altri in questo primo scorcio di 2021? Potrà soprattutto contribuire a forgiare una nuova migliore politica economica rispetto a quella senza bussola che pare da qualche tempo dominare l’Italia? Molto dipende da chi lo leggerà ed in quale contesto. Il saggio scritto in uno stile piacevole ed accessibile tale da essere una lettura attraente per quelle che un tempo venivano chiamate “persone colte” è chiaramente diretto a quello che veniva definito il “ceto dirigente”.

Meriterebbe di essere letto insieme a due libri recenti, ambedue pubblicati da Donzelli Editore, di autori che non possono essere definiti contigui alla destra: “Tornare alla crescita: perché l’economia italiana è in crisi e cosa fare” di Pierluigi Ciocca e “La politica industriale nell’Italia dell’euro” di Salvatore Zecchini. Ciocca e Zecchini, a differenza di Debenedetti, non provengono dal mondo dell’imprese, ma da quello di grandi istituzioni economiche sia nazionali (Banca d’Italia) sia internazionali (Fondo monetario, Ocse) ed insegnamento universitario. I tre lavori si integrano e lanciano un forte messaggio: un Paese, tendenzialmente caratterizzato da lunghe fasi di stagnazione, ha avuto periodi di crescita nell’età giolittiana e dopo la Seconda guerra mondiale e può averne nell’Europa della moneta unica perché un diritto dell’economia semplice e trasparente, certezza delle regole ed apertura dei mercati hanno stimolato e stimolano l’imprenditorialità a svolgere al meglio i propri compiti e la propria missione.
Occorre chiedersi se è ciò che è avvenuto negli ultimi anni e se è alla base delle politiche pubbliche in gestazione.

Leggi la versione originale sul sito formiche,net

→  gennaio 12, 2021


di Alberto Mingardi

Dai vaccini alle piattaforme online: le imprese orientate al profitto hanno risposto “presente”

Le case farmaceutiche che hanno prodotto a tempo di record i vaccini, i fornitori di servizi digitali che ci hanno aiutato a lavorare da casa, le catene industriali che ci hanno permesso di continuare ad avere quello che ci serviva: tutti hanno agito secondo logiche di mercato e profitto. Quelle che molti dibattiti post pandemia vorrebbero «correggere» in nome del bene comune. Non è del tutto saggio.

Un osservatore ingenuo penserebbe che, da quando la Food and Drug Administration americana ha autorizzato i vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna, il corso della pandemia sia cambiato. Ora abbiamo un’arma, che può aiutarci a ridurre in modo importante diffusione e letalità. Se l’arma, finalmente, esiste, tutti gli sforzi dovrebbero essere concentrati su come portarla su quanti più campi di battaglia possibile.

Israele a parte, i Paesi occidentali sembrano avere tutti problemi con l’organizzazione di una grande campagna di vaccinazioni. C’è però anche un problema di obiettivi e di sensibilità. Che coi vaccini si debba fare presto è il corollario di una visione per la quale l’obiettivo è tornare quanto prima alla «normalità». Cioè a una situazione in cui le persone possono esprimere quelle domande che da mesi vengono, purtroppo, compresse. Il bisogno di socialità. I viaggi: non verso mete esotiche, ma semplicemente verso una città in un’altra regione. Uscire la sera. Andare a teatro o al cinema.

Lo stato delle cose
Purtroppo, negli scorsi mesi molti governi non sono riusciti a investire su iniziative volte, appunto, a garantire quanto più possibile la vita consueta delle persone (per esempio, tamponi rapidi e test di massa). E c’è anche chi pensa che alla normalità non si debba proprio tornare. Il World Economic Forum ha per esempio inaugurato una discussione su quello che il suo fondatore, Klaus Schwab, chiama «the great reset». Reset è parola con la quale tutti abbiamo familiarità informatica e allude a un azzeramento. Mettere un punto e andare a capo, tirare una riga. La sede e il promotore del dibattito sono bastati a molti per imbastire una polemica di sapore complottista.

Il punto di partenza di Schwab e i suoi rasenta l’ovvietà: la pandemia ha esposto problemi e punti deboli dei diversi Paesi, bisognerebbe cercare di imparare la lezione del 2020. A Davos però ci si concentra su lezioni che hanno ben poco a che fare con la gestione del contagio. Si parla semmai di cambiamenti che, adeguatamente assistiti dalle politiche pubbliche, realizzino un «capitalismo sostenibile». Non è solo questione di sensibilità ambientale, ma proprio di quello che Franco Debenedetti («Fare profitti», Marsilio, 2021) chiama il «mattonino di Lego del capitalismo»: l’impresa. L’idea che essa debba fare profitti a vantaggio dei suoi azionisti è considerata una sorta di minaccia: il profitto di alcuni può mettere a repentaglio il benessere di tutti. Per questa ragione vanno imposte alle aziende metriche diverse, che le allontanino dall’ossessione del breve termine e le si rendano pienamente «compatibili» col benessere sociale. Queste metriche coincidono con un aumento della libertà d’azione del management, a spese degli azionisti (i cui interessi vanno subordinati a una qualche idea di utilità sociale) e dei consumatori (le cui esigenze possono non essere esaudite, se considerate non «sostenibili»).

La pandemia è la grande occasione per fare questo passo, non perché il motivo del profitto abbia mostrato i suoi limiti: se ne potremo uscire, è in buona misura grazie ad imprese orientate al profitto (Big Pharma). Se milioni di ragazzi hanno potuto, in qualche modo, seguire delle lezioni, è grazie a imprese orientate al profitto (Microsoft, Zoom, Cisco). Se durante il confinamento abbiamo potuto continuare ad avere certi consumi, è stato grazie a chi, facendo il proprio interesse, ci ha portato a casa ciò che desideravamo. La pandemia è la grande occasione perché sempre le crisi concentrano potere nelle mani delle autorità pubbliche, e questa concentrazione di potere non deve andare sprecata. L’impressione, fastidiosa, è che le vaccinazioni lente e che non cambiano la convivenza con il virus finiscono per fare il gioco di chi propugna azzardati esperimenti di ingegneria sociale.

L’esperimento
Questi esperimenti coincidono con una riduzione dei consumi possibili per ciascuno di noi. Come scrive Andrea Miconi («Epidemie e controllo sociale», Manifestolibri, 2020), la rappresentazione dell’emergenza ha fatto perno sulla «colpevolizzazione del cittadino». Scelte e abitudini fra le più semplici sono diventate, nel discorso pubblico, «peccati» da evitare per allontanare il male. Moralizzazione dell’epidemia e ambizioni di riforma del sistema capitalistico scommettono che il Covid ci segnerà in profondità. La pandemia ci impoverisce, e quindi potremo permetterci meno viaggi, meno cene fuori, e di cambiare l’automobile più tardi di quanto desiderassimo. Probabilmente saremo orientati a risparmiare di più che in passato, come capita quasi sempre a coloro che hanno subito uno choc molto forte.

Le conseguenze
Ma una cosa è questa ragionevole previsione, altra pensare che la forza della legge e la retorica dell’emergenza possano «raddrizzare» il presunto legno storto dei bisogni umani. E’ vero che non c’erano i social ma, con l’eccezione della peste, i grandi eventi pandemici del passato non hanno segnato la memoria collettiva proprio perché la voglia di vivere è più forte. In Cina, durante la «settimana dorata» (che coincide con la celebrazione della fondazione del regime) di ottobre, si sono spostati circa 630 milioni di persone. Non l’hanno fatto perché glielo ha imposto il partito ma perché hanno approfittato, appena è stato loro possibile, della libertà dalle misure di contenimento. Spostarsi, viaggiare, vivere la propria socialità. I bisogni dei cinesi non sono cambiati, e nemmeno i nostri.

→  gennaio 11, 2021


Il capitalismo è oggi sotto attacco, tra voci critiche che vorrebbero «resettarlo» e nuove forme di responsabilità sociale attribuite alle aziende. Che fare, allora?
«Ci sono altri sistemi per aumentare i salari minimi, per ridurre le emissioni, per modificare il finanziamento della politica: la certezza della legge e le iniziative delle democrazie». Franco Debenedetti, con il suo “Fare profitti: Etica dell’impresa” (Marsilio 2021), propone un viaggio al cuore dell’impresa per definirne la natura, i soggetti, i diritti e gli interessi al tempo delle aziende Big Tech e della pandemia. Per leggere e affrontare i cambiamenti in atto, analizza la crisi della produttività, la tendenza al monopolio dei giganti del Web e le ricadute sulla politica, e riflette sul tema della diseguaglianza, tra classi sociali come tra vertici e dipendenti.

Sono intervenuti:
Michele Boldrin (professore di economia alla Washington University in St Louis)
Franco Debenedetti (presidente dell’Istituto Bruno Leoni)
Fiorella Kostoris (senior fellow della School of European Political Economy LUISS)
Coordina:
Serena Sileoni (vicedirettore generale dell’Istituto Bruno Leoni)

Durante il webinar è stato presentato il libro di Franco Debenedetti, “Fare profitti. Etica dell’impresa” (Marsilio, 2021).

→  gennaio 7, 2021


L’altruismo del profitto



di Dario Di Vico, 7 gennaio 2021

Un pamphlet pubblicato da Marsilio prende di mira Joe Biden, Papa Francesco e il «Financial Times». Franco Debenedetti: l’impresa genera benefici sociali solo se ripaga gli azionisti.

Se ne salvano pochi. Sotto le acuminate frecce di Franco Debenedetti e del suo Fare profitti, in uscita oggi dall’editore Marsilio, cadono uno dopo l’altro assoluti protagonisti del nostro tempo come Joe Biden e papa Francesco, prestigiose organizzazioni internazionali come la Business Roundtable e il forum di Davos, studiosi à la page come Branko Milanovic, un giornale bibbia del mercato come il «Financial Times» e non vengono risparmiati nemmeno mostri sacri del pensiero riformista come Anthony Atkinson e John Rawls. La loro colpa, il minimo comune denominatore che li porta alla condanna, è quella di fare rilevanti concessioni al populismo e allo statalismo, i due mali che affliggono l’economia contemporanea e che, se preesistevano largamente al virus, ora però si stanno servendo della pandemia per fare il pieno di potere e di consensi.

Leggi il resto


Reset del capitalismo? Attenti, ci ha salvato



di Alberto Mingardi, 11 gennaio 2021

Dai vaccini alle piattaforme online: le imprese orientate al profitto hanno risposto “presente”

Le case farmaceutiche che hanno prodotto a tempo di record i vaccini, i fornitori di servizi digitali che ci hanno aiutato a lavorare da casa, le catene industriali che ci hanno permesso di continuare ad avere quello che ci serviva: tutti hanno agito secondo logiche di mercato e profitto. Quelle che molti dibattiti post pandemia vorrebbero «correggere» in nome del bene comune. Non è del tutto saggio.

Leggi il resto


Profitti ed etica. I doveri dell’impresa secondo Debenedetti



di Giuseppe Pennisi, 18 gennaio 2021

“Fare profitti – Etica dell’impresa”, Marsilio, è il nuovo libro dell’ingegnere Franco Debenedetti che dà spunti per una nuova linfa industriale che sembra persa nel nostro Paese. Un volume che il prof. Pennisi suggerisce di leggere insieme ad altri due scritti dagli economisti Ciocca e Zecchini, per completare un messaggio forte rivolto all’imprenditorialità italiana

Il nuovo saggio di Franco Debenedetti (“Fare profitti – Etica dell’impresa”, Marsilio Editori, 2021, € 18) esce al momento giusto. In Italia si sta tentando di riprendere la via dello sviluppo che pare smarrita da vent’anni. Il documento che dovrebbe tracciarne la rotta (il Piano Nazionale di Rilancio e di Ripresa, Pnrr) è in ritardo; secondo economisti di varie “scuole” è lacunoso e carente.

Leggi il resto


Le aziende e il mercato funzionano, giù le mani dal capitalismo



Estratto da “Fare profitti. Etica dell’impresa”, di Franco Debenedetti, Marsilio, 2021

È tornato di moda attribuire tutti i mali del mondo alla struttura delle imprese, tanto che si invoca un cambio di paradigma e uno stravolgimento della missione aziendale. Il nuovo saggio di Franco Debenedetti, edito da Marsilio, spiega perché queste critiche sono sbagliate

Il viaggiatore che, sceso dall’aereo a Londra di prima mattina mercoledì 18 settembre 2019, avesse preso la sua copia del «Financial Times», avrebbe strabuzzato gli occhi: a racchiuderla, una copertina giallo canarino recante un solo titolo, a caratteri cubitali, come l’ormai famoso Fate presto del «Sole 24 Ore», quando lo spread era a 575: Capitalism. Time for a reset.

Leggi il resto


Le aziende e il mercato funzionano, giù le mani dal capitalismo



di Massimiliano Panarari, 22 gennaio 2021

Gli attacchi radicali al capitalismo – dice Franco Debenedetti – sono ciclici come le sue crisi. E oggi circolano in stile “contenuti virali”. L’imprenditore e saggista, che dell’elogio dell’economia del mercato ha fatto una ragione di vita, dedica quindi questo libro alla difesa delle imprese finanziarie. E lo fa prendendo ile mosse da uno dei “manifesti” intellettuali di quello che sarebbe diventato neoliberismo. Ovvero il famoso articolo di Milton Friedman, uscito nel 1970 sul New York Times Magazine, nel quale asseriva “l’unica vera responsabilità delle imprese è fare profitti”.

Leggi il resto


Un capitalismo migliore esiste ed è quello che tutela l’ambiente ed investe nella sostenibilità



di Antonio Calabrò, 31 gennaio 2021

[...] Proprio grazie a riforme e cambiamenti, si può rilegittimare la cultura del mercat e fare vivere, appunto, un capitalismo migliore. Un dibattito aperto, quanto mai stimolante. Cui contribuisce, con scienza ed esperienza, Franco Debenedetti con il
nuovo libro per Marsilio, “Fare profitti – Etica dell’impresa” (pagg. 320, euro 18), per fare intendere che “perseguire gli utili, in un mondo sconvolto da crisi ambientali e pandemia” non sia affatto “immorale” ma invece “l’unica vera responsabilità delle imprese”. Debenedetti, uomo d’azienda, con esperienza politica, sostiene che la tendenza a voler “resettare il capitalismo” sia “la più grande battaglia ideologica dei nostri tempi”. Ricorda la lezione di Milton Friedman. E,

Leggi il resto


Tutte le strade verso il capitalismo del futuro



di Antonio Calabrò, 31 gennaio 2021

[...] Consapevole dell’importanza dei temi ambientali e sociali, insiste che proprio per affrontarli siano necessarie imprese che diano battaglia per mercati aperti ed efficienti, limitando l’invadenza dei monopoli e abbiano come primato la creatività, l’innovazione, gli investimenti. I profitti, dunque.

Leggi il resto


Il capitalismo non è un nemico (anche se c’è la pandemia)



di Giuseppe Colombo, 01 febbraio 2021

Nel saggio “Fare profitti” di Franco Debenedetti un’analisi sugli utili come ascensore sociale. E sui danni dello statalismo Covid

Se pensate che i buoni per eccellenza (leggere Papa Francesco) e i buoni del momento (il riferimento è al neo presidente degli Stati Uniti Joe Biden) possano salvarsi dalla penna arguta di Franco Debenedetti, allora siete costretti a premere il tasto “reset” prima di leggere il suo ultimo lavoro. Perché il saggio “Fare profitti. Etica dell’impresa” (Marsilio, pp.320) ha un’idea precisa e questa idea – il capitalismo è il capitalismo e le aziende devono fare profitti, sempre e comunque – viene portata avanti dall’inizio alla fine. E per arrivare al capolinea, per renderla credibile e soprattutto attuale oggi che la pandemia ha innalzato lo Stato imprenditore e guida a totem, compie una doppia operazione.

Leggi il resto


Leggere allarga la vita



di Davide Giacalone, 01 febbraio 2021

Sono sicuro che molti leggeranno in queste pagine un’arringa pro liberismo o neoliberismo [...] io ci leggo una requisitoria contro l’ipocrisia.
C’è chi lo leggerà come un libro che si occupa di economia; io l’ho letto come un libro che si occupa di politica: Franco Debenedetti “Fare profitti. Etica dell’impresa” pubblicato da Marsilio nel 2021.

Ascolta il resto


Risposte liberali di sinistra agli ultimi difensori del neoliberismo



di Emauele Felice, 05 febbraio 2021

Il liberalismo è un’ideologia che nasce sui diritti dell’uomo. Diritti che nel tempo sono stati considerati in modo sempre più ampio e inclusivo: non più solo la vita, la sicurezza e la proprietà privata, come era nell’Ottocento, ma i diritti sociali, quelli civili di prima e poi di secondo generazione (la libertà di amare), quindi i diritti ambientali (che sono anche i diritti umani delle persone che vengono dopo di noi), fino ai cosiddetti diritti “allargati”, che coinvolgono le altre specie sensibili otre a quella umana. Su questa basi, il liberalismo si è contaminato pria con il pensiero democratico quindi, dopo la Seconda guerra mondiale, con il pensiero socialista riformista, più di recente anche con ambientalismo e movimenti per i diritti civili. L’intervento pubblico, attuato nell’ambito della democrazia liberale, è indispensabile per bilanciare fra loro i diversi diritti, che ovviamente possono confliggere.

Leggi il resto


Il populismo sparirà davvero solo quando la politica tornerà a difendere il profitto



di Stefano Cingolani, 25 febbraio 2021

Perché la società per azioni resta l’elemento costitutivo della struttura granulare del capitalismo e della democrazia. Un libro di Franco Debenedetti

Con il tramonto del nazional-populismo anche il profitto ritrova il suo posto in società. Messa così, la soluzione è fin troppo facile. In realtà, si fa strada da anni, ben prima della pandemia, un nuovo paradigma basato su alcuni capisaldi: l’impresa non deve pensare ad arricchire solo gli azionisti, bensì la più ampia comunità, non gli shareholders, ma gli stakeholders; deve essere socialmente responsabile; deve avere una scopo più ampio, deve puntare sul lungo termine enon sul breve. Sono i pilastri di una nuova saggezza che si sta affermando non dall’esterno del sistema, ma dall’interno, non da chi rifiuta il capitalismo, ma da chi lo pratica, dalla grande finanza, dagli uomini che muovono colossali fortune, dai fondi di investimento, dalle gigantesche multinazionali. Quanto è solido questo modello? Quando è coerente e fino a che punto è praticabile? Franco Debenedetti si è messo a separare il grano dal loglio e nel suo libro “Fare profitti. Etica dell’impresa” appena pubblicato da Marsilio, rimette in discussione quello che rischia di diventare “il pensiero unico” dell’era post Covid.

Leggi il resto


Il populismo sparirà davvero solo quando la politica tornerà a difendere il profitto



di Ernesto Auci, 26 febbraio 2021

Nel suo recente libro “Fare profitti – Etica dell’impresa”, edito da Marsilio, l’ex senatore della sinistra ed ex manager Franco Debenedetti sostiene che il compito di un’impresa non è quello di distribuire dividendi sociali ma di fare correttamente il mestiere di generatore di profitti

La crisi dei subprime nel 2008 e più ancora l’esplosione della pandemia del Covid hanno provocato un diffuso senso di sfiducia nei confronti del mercato, del capitalismo, del modo di operare delle grandi imprese. È diventato quasi un luogo comune criticare il mercato quale responsabile di eccessi speculativi ed incapace di autoregolarsi, contrariamente a quello che sostengono i liberisti. Si moltiplicano gli studi che invocano un cambiamento radicale del capitalismo, che secondo alcuni deve essere salvato dall’avidità degli stessi capitalisti e secondo altri imbrigliato da una più penetrante presenza dello Stato anche nella gestione diretta delle imprese. È stato in particolare messo sotto accusa quello che viene definito il “mito” basato sul famoso articolo di Milton Friedman del 1970, secondo il quale il fine esclusivo della società per azioni deve essere quello di creare profitti per i soci.

Leggi il resto


Il Vangelo capitalista




Il Commento Politico, 27 febbraio 2021

Nella seconda lettera ai Tessalonicesi, San Paolo è al tempo stesso tacitiano e chiarissimo: Quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi. Il messaggio è eloquente: occorre lavorare, intraprendere, fare quindi utili da impiegare anche tramite carità a favore di coloro che non possono lavorare, creare intraprese, generare quanto è necessario per sé e per la famiglia ed avere anche un sovrappiù da poter destinare ad altri meno privilegiati.
È bene ricordarlo a margine della pubblicazione del saggio di Franco Debenedetti Fare profitti – Etica dell’impresa (Marsilio, Venezia 2021), perché per decenni in Italia ha dominato una lettura dei Vangeli in chiave pauperista ed ultra-socialista che sembra voglia dare “un etica sociale” all’impresa, a prescindere dalla sua missione principale di “fare utili”.

Leggi il resto


Viaggio alla scoperta della vera natura del business




di Alessandro De Nicola, 11 marzo 2021

«The business of business is business » , con questa frase icastica il Nobel Milton Friedman riassunse la missione delle imprese: fare affari, punto e basta. Il libro Fare profitti. Etica dell’impresa di Franco Debenedetti, imprenditore, parlamentare per tre legislature e oggi presidente dell’Istituto Bruno Leoni, prende le mosse proprio dal famoso saggio di Friedman, pubblicato circa 50 anni fa il cui titolo era Le responsabilità sociale delle aziende consiste nel far crescere i profitti.

Leggi il resto


Profitto, Dio del mercato, e l’eresia della responsabilità sociale (dimenticando Olivetti)




di Furio Colombo, 29 marzo 2021

Franco Debenedetti, imprenditore, investitore, colto e cauto conservatore e – per un periodo – senatore Pds-Ds, pubblica un libro (Fare profitti, etica dell’impresa, Marsilio Editore) che è come un manuale di navigazione.
Non offre norme, ma ambienta il lettore nei grandi e continui pericoli del mare e – come nei viaggi di Ulisse – delle sue seduzioni: l’imprenditore si deve far legare all’albero maestro della sua unica vocazione e missione, fare profitto, stando alla larga dalla contagiosa illusione secondo cui la ricchezza può tutto, anche invadere spazi vuoti e abbandonati dallo Stato, provvedendo a tutti i bisogni (salute, cultura)..

Leggi il resto


Azionisti e stakeholder: la torta può crescere per tutti



di Fracesco Vella, 07 aprile 2021

[...] ci sono invece i critici di questa posizione, che difendono a spada tratta il paradigma del profitto e ritengono che quello che viene definito stakeholderism “sarebbe dannoso per shareholder, stakeholder e per la società tutta”, secondo le parole di Franco De Benedetti, che ha di recente pubblicato un volume, decisamente controcorrente e significativamente intitolato “Fare profitti. Etica dell’impresa”.

Leggi il resto


L’etica del profitto. Confronto fra Marcello Messori e Franco Debenedetti



di Marcello Messoni e Franco Debenedetti, 10 maggio 2021

Parafrasando Milton Friedman, Franco Debenedetti sostiene che l’impresa capitalistica adempie al suo compito sociale e soddisfa i propri principi etici solo se persegue la massimizzazione del profitto. Di conseguenza il suo originale e articolato volume, Fare profitti. Etica dell’impresa (Marsilio: Venezia 2021), mira a provare la dominanza analitica e fattuale della cosiddetta shareholder value rispetto alla stakeholder value, ossia la dominanza del principio della massimizzazione del valore attuale per gli azionisti di ogni data impresa rispetto al principio della composizione fra i contrastanti interessi propri dell’eterogeneo insieme di quanti partecipano alla vita di quella stessa impresa. [...] (Messori)
[...] “Le clausole contrattuali – scrive Messori – lasciano un reddito residuo e quindi occorre definire una regola per l’attribuzione di tale residuo.” Ognuno dei contratti di cui consta l’impresa, anche se basato su una norma di legge, lascia un largo margine di interpretazione oltre che di integrazione, e non solo da parte del management. Pensiamo ai contratti nazionali del lavoro dipendente: sono le organizzazioni sindacali dei lavoratori ad opporsi ai contratti aziendali, anche se questi prevedono, oltre al salario fisso, una parte variabile legata alla produttività, che solo a livello aziendale può essere misurato con precisione e attribuito con giustizia. [...] (Debenedetti)

Leggi il resto


Franco Debenedetti: capitalisti, non vergognatevi del profitto



di Stefano Lepri, 30 maggio 2021

Una stranezza italiana è che si discuta aspramente di neoliberismo in un Paese che i suoi Reagan e Thatcher non li ha avuti mai (Silvio Berlusconi per un po’ fece finta). La sinistra tende a dare del neoliberista a tutti gli avversari, compreso Matteo Salvini che proprio non c’entra. I neoliberisti veri, sapendo di essere pochi, reagiscono con vivacità all’assedio.
Franco Debenedetti, colto capitalista e manager, in passato aveva tentato di predicare alla sinistra le virtù del mercato, come senatore nelle liste del Pds dal 1994 al 2006; poi ha perso le speranze. Nel suo ultimo libro (Fare profitti. Etica dell’impresa, Marsilio, pp. 320, € 18) se la prende soprattutto con i capitalisti, esortandoli a non vergognarsi del profitto.

Leggi il resto


“The business of business is business”



Sono intervenuti: Maria Pierdicchi, Alessandro De Nicola, Franco Debenedetti, Eric Ezechieli, Ugo Loeser, Stefano Micossi e Marco Ventoruzzo.
Apertura lavori: Alessandro De nicola


Stato e mercato. Intervista a Franco Debenedetti



di Lorenzo Benassi Roversi, 29 settembre 2021

Lorenzo Benassi Roversi intervista Franco Debenedetti su alcuni aspetti del dibattito politico ed economico attuale. In una situazione nella quale da più parti il liberismo è oggetto di critiche sotto molteplici punti di vista la posizione di un economista come Franco Debenedetti si pone invece a difesa di questo approccio. Per contribuire al dibattito e fornire elementi di valutazione al lettore, presentiamo, oltre a diverse voci critiche, anche il punto di vista di chi argomenta a favore di questo approccio economico e culturale. Questo dibattito assume particolare rilevanza in un momento in cui le necessità sanitarie dettate dalla pandemia e l’attesa dei fondi del PNRR riportano lo Stato e il suo ruolo economico al centro della scena. La visione di Debenedetti si concentra sul mercato, il cui dinamismo intrinseco sarebbe animato dalla ricerca del profitto. Quanto al rischio di un ruolo troppo invasivo dei poteri pubblici, emerge una visione meno negativa rispetto a precedenti occasioni.

Leggi il resto

→  gennaio 7, 2021


di Dario Di Vico, 7 gennaio 2020

Un pamphlet pubblicato da Marsilio prende di mira Joe Biden, Papa Francesco e il «Financial Times». Franco Debenedetti: l’impresa genera benefici sociali solo se ripaga gli azionisti.

Se ne salvano pochi. Sotto le acuminate frecce di Franco Debenedetti e del suo Fare profitti, in uscita oggi dall’editore Marsilio, cadono uno dopo l’altro assoluti protagonisti del nostro tempo come Joe Biden e papa Francesco, prestigiose organizzazioni internazionali come la Business Roundtable e il forum di Davos, studiosi à la page come Branko Milanovic, un giornale bibbia del mercato come il «Financial Times» e non vengono risparmiati nemmeno mostri sacri del pensiero riformista come Anthony Atkinson e John Rawls. La loro colpa, il minimo comune denominatore che li porta alla condanna, è quella di fare rilevanti concessioni al populismo e allo statalismo, i due mali che affliggono l’economia contemporanea e che, se preesistevano largamente al virus, ora però si stanno servendo della pandemia per fare il pieno di potere e di consensi.

leggi il resto ›