Ora serve un atto politico

settembre 13, 2005


Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore

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La proposta

«Bisogna uscire dal muro contro muro mettendo al primo posto non la resa dei conti sul passato, ma la soluzione politica sul futuro». Franco Debenedetti, senatore Ds, ha una proposta per risolvere il caso Fazio, evitando «un braccio di ferro ed un uso della forza che non converrebbe a nessuno e lascerebbe strascichi per anni». Niente mozioni di sfiducia, che non sono accettabili dal Parlamento. Ma un documento stringato: «Il Governatore della Banca d’Italia è nominato dal Presidente della Repubblica, previa approvazione del Parlamento a maggioranza qualificata, il candidato è indicato dal Governo, dura in carica 7 anni non rinnovabili, presiede un direttorio deliberante con i criteri di collegialità e trasparenza vigenti nella Bce ed è responsabile della stabilità, in un sistema di controllo per funzioni in cui l’Antitrust ha potere su fusioni e concentrazioni anche nel sistema bancario».

È in sintesi la posizione che il centro-sinistra ha sostenuto negli emendamenti al Ddl risparmio?
L’esame del disegno di legge sul risparmio deve andare avanti, dedicandoci il tempo necessario: ma non possiamo far stare il Paese in questa situazione per mesi. Ci vuole una soluzione più rapida.

Quindi il documento: mozione, risoluzione?
Uun testo che sancisca una svolta politica: chiudere la discussione sulle colpe e ritornare alla politica, a ciò di cui il Paese ha bisogno: un controllo sul sistema delle banche con criteri diversi, adeguati alle condizioni attuali di imprese e mercati. Bankitalia avrà sei mesi di tempo per adeguare i suoi statuti. Ma è essenziale la condizione finale: entro la stessa data si dovrà rendere manifesto, credibile e immediatamente operante il cambiamento. Il Parlamento esprime la sua volontà senza un indebito vulnus all’indipendenza della banca stessa. Il Governatore non potrebbe non interpretarla.

Se ne farà promotore?
Mi sembra una proposta equilibrata. Il Governo esce da una impasse devastante per sé e per il Paese, l’opposizione che vi contribuisce è ricompensata dalla possibilità, in caso di vittoria, di indicare il successore di Fazio. C’è il principio che il Governatore è indicato dal Governo, ma non è esteso al direttorio, evitando il rischio di lottizzazioni.

Ma sull’Antitrust maggioranza e opposizione sono divise …
È vero, ma introdurre il passaggio è fondamentale per dare il carattere politico del cambiamento. Andrebbe accantonata la questione della proprietà, importante in linea di principio ma non urgente e che, a causa delle complicazioni economiche e giuridiche, avrebbe effetti dilatori.

Ma perché Fazio, che non si è dimesso finora, dovrebbe farlo?
Il Governatore non accetta di lasciare per colpe che ritiene di non avere. La sua tesi e quella di chi nel Governo lo accusa si dimostrano indecidibili. Bisogna puntare sulla politica e non sul giudizio morale: anche Maastricht riconosce il diritto dei Parlamenti nazionali di dettare indicazioni politiche. Bankitalia, nelle sua autonomia, non mancherà di rispettarlo.

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