Gli attacchi di Tremonti? Un segnale a Draghi (e al Pd)

gennaio 28, 2009


Pubblicato In: Giornali, Vanity Fair

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da Peccati Capitali

“Congetture” sono, per Giulio Tremonti, le previsioni di Bankitalia, secondo cui il PIL italiano scenderebbe del 2% nel 2009. Inducendo a “congetturare” sul perché il Ministro del’Economia insista nel cercare la polemica con il Governatore. Che il margine di incertezza insito nelle previsioni economiche si dilati al dilagare di una crisi economica che pochi avevano previsto, dovrebbe saperlo per primo chi ha inventato la Robin Hood tax poco prima che il petrolio crollasse da 140 a 40 $ e le banche, anziché spremute, dovessero essere aiutate.

Dato che quelli a cui vendiamo i nostri prodotti, o perderanno più di noi (Germania e USA), o dimezzeranno la loro crescita (Cina), un calo del 2% potrebbe essere perfino ottimistico. Tremonti sa bene che, dovendo rifinanziare il nostro debito pubblico, non possiamo permetterci interventi di proporzioni americane, e neppure tedesche, che pure sono considerate insufficienti. C’è il rischio che gli aiuti finiscano o in parte in risparmio – e quindi siano inutili – o in sprechi – e quindi siano dannosi -, come succede al Sud con i fondi europei.
Ci sono ragioni personali se Tremonti, che nel 2001 era per tagli alle tasse e condoni, oggi é per il rigore: segue una dieta di pane e polemica e vede in Draghi l’unico che potrebbe contendergli il posto in caso di incidenti di percorso.
C’é soprattutto calcolo politico: obbliga al silenzio il PD, paladino del rigore, ed evita la corsa a mille richieste particolaristiche, che finirebbero per spaccare una maggioranza che si scopre più litigiosa del previsto. Lasciando noi a “congetturare” fino a quando l’interesse del partito sarà in sintonia con le sue inclinazioni personali.

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