Fisco e multe progressive

settembre 20, 2002


Pubblicato In: Giornali, Panorama


“Quattromila franchi, capisci, quattromila franchi perché andavo a 80 chilometri l’ora mentre il cartello diceva 50!” Peter é svizzero, era mio compagno nelle medie, a Lucerna, dove eravamo scappati nel novembre del ’43. E svizzeri, naturalmente, sono anche i franchi. “Sai, mi spiega, se l’infrazione era grave, mi levavano la patente. Il fatto é che la multa non é proporzionale all’entità dell’infrazione, ma all’entità del patrimonio e del reddito.

Non lo sapevo neppure io – Peter é un noto avvocato – ma in quel cantone é legge”. La trovata di incrociare lettura dell’autovelox e lettura del modello unico la trovavo esilarante, ci mettemmo a cazzeggiare. “Se Bill Gates passa col rosso/ ride il fisco a più non posso./ Se il sultan va contromano/ tutto il deficit ripiano”. Peter ormai vede la cosa con distacco. L’obbiettivo é quello di far rispettare il codice? E allora bisogna che la sanzione costi qualcosa, perché sia efficace. Un po’ come dallo psicanalista, se quello che paghi non ti pesa un poco, non serve a niente. E’ solo pragmatismo e buona amministrazione. Che mira al pareggio di bilancio cantonale non aumentando le entrate con l’esosità delle multe, ma riducendo le spese con la loro efficacia.

Neppure il richiamo alle – ora alquanto neglette – virtù di bilancio riesce a convincermi. E non per solidarietà di automobilista. Se la multa sanziona un illecito, una multa di importo progressivo contraddice il principio della legge uguale per tutti. Il mio spirito legalitario trova intollerabili tanto i favori giuridici “ad personam”, quanto le punizioni “ad personam”. E il mio animo libertario si ribella contro questa rapacità ammantata da rigorismo, questo calvinismo imbastarditosi nelle valli dell’Appenzell.
Progressive sono le imposte personali. Anche lì quasi ovunque la progressività esasperata é stata abbandonata: perché si é constatato che solo con la redistribuzione non si riesce ad ottenere l’eguaglianza; perché disincentiva a guadagnare di più e quindi finisce per essere controproducente; e anche perché essa viene sentita come punitiva. Punizione é pagare una multa; invece chi paga le imposte fa il suo dovere di cittadino. Per tener alto lo spirito civico del paese, guai a confondere le due cose. E quindi la progressività o nelle multe o nelle tasse. Mai entrambe, come invece in quel pezzo di Svizzera sono progressive entrambe.

La superiorità del sistema capitalistico, insegna Hayek, sta nel fatto che non é necessario avere tutte le informazioni per prendere decisioni corrette. In Italia, si sa che i “comunisti”, al governo, la progressività fiscale l’hanno ridotta. Non hanno avuto bisogno di prendersi una multa progressiva i tanti italiani che, questa primavera, hanno deciso di rimpatriare i capitali che avevano in Svizzera.

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