Demonizzarsi non è obbligatorio

giugno 10, 2000


Pubblicato In: Giornali, La Stampa


Il Presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, è stato eletto all’unanimità alla guida della Conferenza delle Regioni: ci sono molti motivi per rallegrarsene.
In primo luogo perché è vantaggioso per il Paese che nello scegliere i vertici dell’assemblea dove per la prima volta siedono i nuovi «governatori» delle Regioni si sia seguito un criterio istituzionale e non di parte. Il Polo ha, in questa assemblea, la maggioranza, ed è positivo che abbia lavorato a questo risultato.

Ci sono almeno le premesse — ed è questo il secondo motivo di soddisfazione — perché questo spirito istituzionale continui anche quando si tratterà di darsi norme fondamentali, giustamente indicate di importanza quasi costituzionale. Ci sarà da dare attuazione alle ampie devolution previste dalle leggi Bassanini; si dovrà provvedere a rafforzare il patto di stabilità interna, posto che le Regioni hanno possibilità di finanziarsi in deficit, mentre il Tesoro è responsabile verso Bruxelles del disavanzo delle pubbliche amministrazioni nella loro totalità e il Paese intero è soggetto alle sanzioni che sarebbero comminate a chi tali limiti dovesse non rispettare. C’è poi da attendersi che, al primo contrasto, si verifichi una inevitabile tensione tra presidenti delle Regioni, forti della loro investitura diretta, e Governo nazionale eletto indirettamente dalle Camere (dato che le possibilità di una riforma che porti an-che solo all’indicazione del premier sulla scheda sembrano ormai remotissime). Nessun problema di legalità — come a volte Berlusconi si è lasciato andare a sostenere — ma certo un problema di rapporti istituzionali da istituire.
Che poi a Presidente dei «Governatori» — ed è il terzo motivo —, sia stato eletto il Presidente della Regione Piemonte non può che far piacere a tutti i piemontesi. Solo che si pensi alle molte partite aperte che il Piemonte ha in campi che vanno dai trasporti a tutto ciò che deve aiutare la crescita della new accanto alla old economy.
Ad altri candidati portatori di una linea politica più connotata e aggressiva il Polo ha preferito Ghigo, che ha dimostrato di saper gestire situazioni complesse nella Regione e di dar vita ad una buona collaborazione con il sindaco del capoluogo, come si è visto in occasione della battaglia per le Olimpiadi. E ciò induce a una riflessione politica più specifica. L’unanimità con cui è stato eletto è per lui un buon viatico e un prezioso patrimonio, ma Enzo Ghigo ben sa che la contrapposizione sarà netta e che l’oppo-sizione è la salute della democrazia. Ma altra cosa è la demonizzazione o il tentativo di delegittimazione dell’avversario: in proposito centrosinistra e Polo hanno entrambi non poco da rimproverarsi. L’elezione di Ghigo dimostra che, nonostante tutto, non è un percorso obbligato.

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