→ Iscriviti
→  marzo 8, 2008

sole24ore_logo
Globalizzazione. Analisi e critiche

Nel suo ultimo saggio l’ex ministro dell’Economia prende di mira le politiche del capitalismo asiatico, ma dimentica il benessere generato in pochi anni.

È un messaggio o un saggio? Ne “La paura e la speranza” di Giulio Tremonti la pars destruens, in cui si descrivono le ragioni della paura, è un messaggio da leader politico, con buone radici populiste. La pars construens, in cui disegna un cammino per la speranza, è il saggio politico, di techné politiké , che traguarda problemi globali su orizzonti planetari.

leggi il resto ›

→  febbraio 28, 2008


a cura di Luca Ricolfi

Negli ultimi dieci anni la nostra economia ha cominciato a perdere di competitività, e da allora il distacco dalle altre economie europee è rimasto identico. Tutti gli squilibri sociali denunciati alla fine degli anni Novanta ci sono ancora; le nostre imprese sono sempre le più tartassate d’Europa; idem per quanto riguarda la lentezza della giustizia, lo stato delle carceri, il funzionamento delle ferrovie, il costo dell’energia. Dopo gli anni spensierati della Prima repubblica, che ha visto la crescita senza freni del debito pubblico, abbiamo assistito al tentativo di risanare i conti dello Stato, ma con un unico strumento, e cioè la pressione fiscale.

leggi il resto ›

→  febbraio 20, 2008


di Marco Alfieri

Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la “questione settentrionale” è diventata uno dei trailer mediatici più di successo della seconda repubblica. Ma la sinistra, nel profondo nord, ha sempre perso. Nord terra ostile, appunto.
Attraverso un’analisi acuta e disincantata – a metà tra pamphlet di scenario e reportage sul campo – il libro racconta in presa diretta la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del ‘posto fisso’, il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l’emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto.

leggi il resto ›

→  gennaio 16, 2008


di Alberto Arbasino

Gadda che, com’è noto era un «celibatario solo come uno stecco», non ha mai proliferato né intrattenuto progenie alcuna, neppure in senso lato. Chi, d’altra parte, potrebbe immaginarlo organizzare un cenacolo in pizzeria o fondare una rivista di tendenza o piazzare rampanti discepoli nella redazione di un giornale o alla Rai?
Eppure il destino letterario sembra averlo, per vie misteriose, risarcito. Negli anni Cinquanta, quando ancora non aveva pubblicato il Pasticciaccio e molti critici lo consideravano solo un «eccentrico» o un umorista «cincischiato», Gadda trova improvvisamente, in una piccola schiera di scrittori ‘irregolari’ e ‘sperimantali’ che hanno adorato L’Adalgisa, dei giovani ammiratori disinteressati ed entusiasti. Fra quei ‘nipotini’ c’è soprattutto Alberto Arbasino, che, come provano L’Anonimo Lombardo e poi Fratelli d’Italia, dal grande macaronico sembra avere ereditato non solo la derisoria violenza della scrittura, ma anche la cultura cosmopolita ed eclettica, lo humour travolgente, l’insofferenza per il «tritume delle correnti obbligative».

leggi il resto ›

→  ottobre 25, 2007


di Luca Ricolfi

Da attento studioso della realtà del Bel Paese e dei suoi orientamenti, Ricolfi ne traccia un profilo degli ultimi quindici anni, vale a dire una storia economico-sociale al tempo del bipolarismo e dell’alternanza.
Il problema è che in Italia, come l’autore ha dichiarato in un’intervista, nonostante “l’aspirazione di tutti a vivere in un Paese normale, la realtà del dibattito politico è ancora quella della guerra fredda”. Da noi ben pochi riescono a vedere le cose per quello che sono. Quasi tutti le guardano sempre accompagnate dalla loro ombra ideologica: con il sole del mattino l’ombra si allunga verso destra, con il sole del tramonto si allunga verso sinistra. Ricolfi, invece, racconta l’Italia della Seconda Repubblica come se fosse il Paese delle ombre corte.

→  ottobre 8, 2007


di Paul Davies

Per millenni gli uomini hanno osservato il cielo pieni di meraviglia, chiedendosi: perché siamo qui? Come ha avuto origine l’universo? E che senso ha la nostra esistenza nel cosmo? Fino a tempi recenti, la risposta a questi grandi interrogativi è stata appannaggio di preti e filosofi, ma oggi gli scienziati stanno cominciando a intervenire nel dibattito, con idee che sono insieme sorprendenti e profondamente controverse. Come ci racconta con chiarezza Paul Davies, le recenti scoperte scientifiche mettono in luce un fatto che lascia perplessi: molte caratteristiche fondamentali dell’universo fisico – dalla velocità della luce alla struttura dell’atomo di carbonio – sembrano calibrate in modo apparentemente miracoloso per permettere l’esistenza della vita.

leggi il resto ›