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Archivio per il Tag »poste italiane«

→  dicembre 23, 2015


Il piano industriale 2016-2020 approvato dal nuovo cda della Cassa depositi e prestiti dedica sette righe ai 160 miliardi (32 miliardi l’anno) che in questi cinque anni verranno impiegati; e oltre una pagina a spiegare come. Inoltre: da dove vengono queste risorse? Mancando ogni indicazione si pensa che il flusso annuale sia l’analogo dei 32 miliardi di risorse aggiuntive affluite alla Cassa nel 2014 (deducibile tra le passività a fine 2013 e a fine 2014). Se così stanno le cose, Cdp dovrà ricorrere al mercato per 160 miliardi nel corso del quinquennio, e la leva finanziaria, che è già aumentata di un punto dal 2013 al 2014, sarà di 20 alla fine del piano. Senza contare che non sarà facile che l’utile dia lo stesso contributo all’incremento del patrimonio netto: infatti l’utile è costituito dal margine tra tassi attivi e tassi passivi, e Poste, quando si è quotata, ha spiegato al mercato come la nuova convenzione con Cdp fosse più vantaggiosa per Poste. Ergo meno per Cdp.

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→  luglio 6, 2014


Correva l’anno 1988, governo De Mita. Paolo Cirino Pomicino, alla Funzione Pubblica, lanciava il concorso pubblico per lo “Sportello del Cittadino”: invece della via crucis tra ministeri e procedure, i cittadini avrebbero avuto un unico strumento da cui interfacciare tutta la P.A. Naturalmente non successe nulla: le burocrazie ministeriali, ammesso che accettassero di lasciarsi così interrogare, di come scambiarsi i dati tra di loro, manco si son poste il problema. Fanno resistenza, si disse, e si disse l’ovvio: se non incontrassero resistenza, le riforme sarebbero già state fatte. Per riformare la Pa il governo Renzi ha introdotto una certa mobilità dei dipendenti e promosso un largo ricambio generazionale dal basso. Ha scelto cioè meccanismi che agiscono dall’interno: buoni per rompere dipendenze e incrostazioni, c’è da dubitare che siano adeguati a far prevalere le ragioni dell’efficienza su quelle della propria convenienza. L’efficienza si può definire solo con un riferimento esterno, alle convenienze degli altri, di quelli che stanno dall’altra parte dello sportello. Non c’è coscienza individuale, non accordo collettivo, non questionari scambiati con gli utenti che serva a fare quello che la concorrenza sul mercato fa automaticamente: scoprire quanto valgono beni e servizi. Per A. Gambardella e G. Tabellini (Il Sole 24 Ore del 22 giugno), sarebbe poco importante se a sviluppare le infrastrutture che aspettiamo dall’epoca dello “sportello del cittadino” (1988) fossero informatici di Google o di Poste Italiane.

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→  ottobre 16, 2013


Contro la vampata statalista. I vizi della gestione governativa di Alitalia, Telecom e Ansaldo
Francesco Giavazzi, Salvatore Rebecchini, Carlo Stagnaro, Giorgio Arfaras, Enrico Colombatto, Francesco Daveri, Franco Debenedetti, Ernesto Felli, Corrado Sforza Fogliani, Alberto Forchielli, Francesco Forte, Riccardo Gallo, Andrea Giuricin, Fiorella Kostoris, Mauro Marè, Alberto Mingardi, Fulvio Ortu, Riccardo Puglisi, Riccardo Ruggeri, Fabio Scacciavillani, Mario Seminerio, Chicco Testa, Francesco Trebbi, Francesco Venier

Il protezionismo industriale torna di moda a Roma. E non è un belvedere”, ha scritto il Financial Times. Il governo Letta, sostenuto da Pd, Pdl e Scelta civica, sta inviando infatti un messaggio pericoloso agli investitori internazionali ed errato a quelli domestici. Lo dimostrano le vicende degli ultimi giorni di Ansaldo Energia, Telecom e Alitalia.

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→  settembre 26, 2010


L’acquisto di Mediocredito va in direzione opposta a quanto accade nel resto del mondo: anziché uscire dalle bance, il governo ne compra una

Serve un’autorità tersa rispetto al Tesoro per evitre che la nuova posizione di forza della società diventi monopolio


Vent’anni fa iniziava in Italia il processo di privatizzazione del sistema bancario: oggi, anche se le Fondazioni hanno ancora ruoli determinanti negli assetti di controllo, il loro peso continua a diminuire e il settore bancario può considerarsi sostanzialmente privatizzato. Quindici anni fa venivano privatizzate le assicurazioni pubbliche, ma se qualcuno si ricorda della presenza dello stato nel settore, nessuno credo ne senta la mancanza.

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→  marzo 31, 2010

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da Peccati Capitali

Sarà capitato anche a voi, che le Poste vi dicano che non c’era nessuno in casa e il pacco non ve l’hanno potuto consegnare. Solo che a me non è giunto neppure il bigliettino giallo, mentre imposte multe e pubblicità mi arrivano con inesorabile puntualità. Solo che a me, sotto Natale, era capitato tre volte. Solo che a me, rintracciato il pacco giacente, ricevuta assicurazione che avrebbero consegnato in 48 ore, quando di ore ne erano passate 72, rispondono che l’avevano rispedito al mittente. Solo che io allora scrivo.

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