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→  novembre 29, 1993


Temo che, dopo l’articolo di Gianni Vattimo (“Ripensare il buon progressista” La Stampa di venerdi’), il numero di chi,come il sottoscritto, si considerava progressista si sia ridotto di molto: chi si riconosce in quella descrizione?
Progressista sarebbe colui che rifiuta le pure e semplici logiche delle leggi economiche. Il criterio rischia di produrre significative esclusioni: non vi rientrerebbe Keynes, che pur sarebbe difficile includere tra i conservatori; e tanto meno Marx, che proprio dalla ferrea logica di leggi economiche traeva la teoria dell’inevitabilità della crisi del capitale e che non risulta vedesse nella solidarietà il mezzo per travalicarne i limiti. E neppure lo stato sociale tedesco, basato su un calcolo economico rigoroso.

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→  febbraio 18, 1993


Gli schemi interpretativi dei fatti di questo «anno terribile», della crisi che si è aperta il 17 febbraio 1992, sono andati, in progressione crescente, dalla corruzione individuale alla concussione ambientale, al finanziamento illegale dei partiti, al concetto di regime corruttore e corrotto.

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