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Archivio per il Tag »covid-19«

→  marzo 20, 2021


Caro Direttore,

“Elisir di sì perfetta,/di sì rara qualità,/ne sapessi la ricetta,/conoscessi chi ti fa!”
Pfizer o AstraZeneca? Turbati, già se lo chiedevano Felice Romani e Gaetano Donizetti.

→  febbraio 12, 2021


Logico che non ci sia giornale o televisione che non descriva, tra l’ammirato e lo stupefatto, come Draghi, con la sua sola presenza, prima ancora di essere ufficialmente insediato, abbia scompaginato il quadro politico, dato nuova vita ai riti un po’ sclerotizzati della formazione dei governi, aperto nuove prospettive a un paese indebolito e provato. Incomprensibile invece che la maggior parte di loro non dedichi una riga o un minuto per riconoscere, non diciamo il merito, ma nemmeno il ruolo che, nel provocare questa svolta, ha avuto colui che avevano invece severamente condannato: colui che, per pura ambizione personale e imperdonabile incoscienza, aveva buttato in una crisi al buio un paese in piena pandemia. E parlo dei grandi giornali nazionali, delle reti televisive e della maggior parte dei loro autorevoli commentatori.

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→  dicembre 16, 2020


Al direttore.

L’influenza spagnola uccise, tra il 1918 e il 1920, da 50 a 100 milioni di persone, più della somma dei morti della Prima (17 milioni) e della Seconda guerra mondiale (60). Eppure sono 80.000 i libri che si possono sfogliare sulle guerre, sulla Spagnola ce ne saranno al massimo 400. Perché? Secondo Ivan Krastev, in “Is it Tomorrow Yet? Paradoxes of the Pandemic”, recensito dal Financial Times, la ragione è che è difficile descrivere una pandemia come lo scontro del bene e del male; manca una storia e manca una morale. Morire per una malattia invece che per una pallottola non è un atto di patriottismo o un eroico sacrificio, e non se ne può trarre nessun significato più profondo. Proprio così: dal morire di Covid non si può trarre nessun significato, e profonda è solo la sofferenza per arrivarci.

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→  novembre 24, 2020


La capitalizzazione delle 66 maggiori banche europee è diminuita di 250 miliardi di euro, circa il 25 per cento. Perché le azioni dei governi dovrebbero seguire il modello Amazon

Per liberare Dehli dai cobra che la infestavano, gli inglesi offrirono un premio per ogni carcassa di quel rettile; naturalmente gli indiani si misero ad allevare cobra, e quando il governo, accortosene, abolì il premio, gli indiani se ne liberarono: il risultato fu di avere di molto aumentato il numero dei rettili in circolazione. Il famoso caso è richiamato da Simon Samuels su Financial Times del 17 Novembre a proposito del divieto imposto alle banche di distribuire i circa 60 miliardi di euro di dividendi previsti per il 2020, per rendere i loro bilanci più pronti a sopportare i danni economici del Covid-19. Con la conseguenza che la capitalizzazione delle 66 maggiori banche europee diminuisse di 250 miliardi di euro, circa il 25%: logico, prendere un dividendo è la principale ragione per cui i risparmiatori comprano azioni di banche. Ma le banche hanno bisogno di capitale per fare prestiti, e la caduta del loro valore in borsa gli rende più difficile trovarne altro sul mercato. Risultato: diminuiscono i crediti proprio quando sarebbero più necessari. Non basterà eliminare il divieto, l’effetto perdurerà per anni: i risparmiatori hanno buona memoria.

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→  ottobre 28, 2020


Al direttore.
Non si trovano vaccini antinfluenzali. Tra le tante horror story scritte dalla struttura emergenziale costituita dal governo, questa merita un posto a sé. Che vaccinarsi contro l’influenza sarebbe stato utile era prevedibile anche senza avere preso il Nobel in epidemiologia. Anche un profano avrebbe detto che il numero delle persone che avrebbero chiesto di farsi vaccinare sarebbe stato più alto del normale. Di quanto? A essere raffinati si faceva un sondaggio a campione, tipo quelli settimanali per conoscere come variano le preferenze politiche degli italiani. Erano tutte cose che al più tardi a marzo si potevano sapere. Che ci si vaccina a ottobre lo si sa da anni. L’industria farmaceutica poteva essere allertata a inizio marzo. Stento a credere che non sarebbe stata in grado in 7-8 mesi di aumentare la produzione di un vaccino in produzione da 20 anni. Domanda: saranno le stesse strutture che dovranno distribuire il vaccino del coronavirus quando saranno disponibili?

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→  ottobre 19, 2020


Pochi giorni fa il Foglio ha preso l’iniziativa di una campagna di promozione della app Immuni. Nel frattempo si stanno prospettando novità che potrebbero essere un potente incentivo a usare la app, migliorando molto le prospettive di contenere la seconda ondata di Covid.

Ma prima rivediamo le ragioni di un’adesione che è risultata inferiore al necessario Le modalità per farne di una app di tracciamento uno strepitoso successo c’erano: bastava che la positività di un esame fosse scaricata automaticamente dal Servizio sanitario sulla app, e che si fosse consentito l’uso della geolocalizzazione: sarebbe stato possibile sapere la presenza di soggetti potenzialmente infettanti (e che non rispettano l’obbligo di isolamento) nel mezzo pubblico che sto per usare, nel negozio dove sto per entrare, nel ritrovo dove mi sto recando. Ma queste funzionalità furono sacrificate sull’altare della privacy.

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