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Archivio per il Tag »concessioni«

→  luglio 9, 2011


Lo scudo anti lodo, pare assodato, Tremonti né l’ha messo né l’ha letto. Ma l’articolo che aumenta a 100 anni il periodo di ammortamento fiscale delle opere pubbliche non può essergli sfuggito. Eppure esso ha, per l’immagine di Silvio Berlusconi, un effetto, certo non altrettanto eclatante, ma anch’esso devastante: perché, azzerando di fatto ogni ipotesi di coinvolgimento dei privati nella costruzione e nel finanziamento di infrastrutture, infrange uno dei capisaldi su cui ha costruito l’identità sua e del suo governo. La norma solleva dunque un interrogativo politico, che si aggiunge all’interrogativo sui suoi effetti economici, quali emergono da una pur semplificata analisi.

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→  febbraio 21, 2001


La cronaca torinese si è recentemente occupata di un “caso”, nato intorno alle dichiarazioni di un dirigente dei DS sul Bingo. I vertici del partito sono stati attraversati da una scarica elettrica, Pietro Folena ha fatto sentire la sua voce. Ma un margine di equivoco è rimasto. Pericoloso: perchè da una parte non è chiaro fino in fondo di che si tratti, e dall’altra forte potrebbe essere l’impressione che in ogni caso sia una questione poco pulita. Parliamone allora, dico io: che questa polemica non condivido, perchè sono convinto che gli interessi, nel capitalismo, hanno diritto di piena cittadinanza purché siano legittimi, trasparenti e in concorrenza tra loro.

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→  luglio 6, 2000

E’ stata una mossa giusta nella sostanza e astuta nella scelta di tempo quella con cui Giuliano Amato prendendo tutti di sorpresa ha posto un obbiettivo minimo di 25000 miliardi per i ricavi dalle concessioni UMTS. Insistere nel vendere per 500 Miliardi quello che in Inghilterra è stato venduto per 14.000, in Francia per 10.000 e in Germania per cifre forse ancora maggiori sarebbe stato suicida. Ma la soluzione adottata, l’asta dentro il beauty contest, si sta rivelando un pericoloso trabocchetto.

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→  giugno 25, 2000


Nella vicenda UMTS la questione che più ha appassionato il pubblico e occupato gli operatori è stata l’entità delle somme che le aziende dovranno pagare e che lo stato potrà incassare. Di fronte alle stratosferiche cifre realizzate dall’Inghilterra, previste dalla Germania, e ipotizzate per l’Italia, sono passate quasi inosservate le modalità con cui sono state stabilite le regole per il rilascio delle concessioni, e il singolare iter procedurale seguito.

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