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Archivio per il Tag »taxi«

→  luglio 24, 2015


Metti insieme BigData e geolocalizzazione, e le possibilità che scaturiscono son davvero infinite: perfino sapere le idee politiche di chi hai intorno. È la “app-politica”: la scarichi, rispondi a un paio di domande, e il tuo profilo politico viene definito. Raccogliendo i dati di tutti quelli che hanno la app, consente a ciascuno di sapere la “temperatura politica” in un determinato luogo. Estendi la ricerca a tutto l’edificio, a tutto il quartiere, a tutta la città: la “app-politica” ti dice, come e dove sono distribuite le preferenze politiche. Rendendo obsoleti gli istituti di indagine demoscopica. Nessun timore: è la fanta-tecnologia di un artista, Douglas Coupland. Ma non è fant-app che il mio smartphone sappia dove sono; ha il calendario e quindi sa dove devo andare tra mezz’ora;ha i dati del Fitbit e sa che stamattina mi sono stancato a ginnastica, e che quindi non andrò a piedi, anche se non piove; cerca i mezzi disponibili e mi mostra le alternative con tempi e costi: tram, car sharing, taxi. Niente Uber,perché sono a Milano, dove adesso i magistrati hanno proibito anche Uber con le berline NCC.

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→  dicembre 3, 2014


I grandi fornitori di servizi on line hanno modelli di funzionamento strutturalmente diversi dalle imprese tradizionali, non riconoscerlo porta a commettere errori: ci possono incappare le aziende stesse o i legislatori. Come insegnano due casi recenti. Uber, l’azienda fondata da Travis Kalanik, continua a espandersi, vincendo, città dopo città, la resistenza dei tassisti che temono di perdere il valore della licenza pagata a caro prezzo. Con quella licenza il Comune concede al tassista di operare in un mercato a numero di operatori contingentato e di offrire al cliente la garanzia pubblica che il servizio sarà di buon livello e soprattutto sicuro. Uber disintermedia il servizio taxi: nessun controllo comunale sul numero degli operatori, ma anche nessuna garanzia pubblica per la sicurezza del cliente. Alla fine della corsa si può dare un voto, il cliente sul conducente e il conducente sul cliente. Ma il conducente rischia di più, se finisce nella lista nera, ha finito di lavorare: un’asimmetria informativa di cui un cliente disonesto potrebbe approfittare.

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→  gennaio 24, 2012


dalla rubrica Peccati Capitali

“Liberalizzazione dei taxi”, commedia in tre atti. Atto primo: il governo annuncia che liberalizzerà. Nessuno capisce in che cosa consista, dato che si ordina ai comuni di aumentare il numero delle licenze, ma i benpensanti plaudono: “Bravi, questo governo fa proprio sul serio, incomincia dalle piccole cose che interessano i cittadini.”

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→  dicembre 20, 2011


dalla rubrica Peccati Capitali

La manovra ha battuto il record della pressione fiscale, il 56% per quelli che le tasse le pagano: anche questo governo non riesce a diminuire i soldi gestiti dalla politica.
Peccato capitale, pessimo modo di chiudere e iniziare un anno. La gente oggi mugugna, domani soffrirà per la recessione, ma piega il collo rassegnata (ci sono perfino i masochisti contenti). Eppure non è sempre così, ci sono casi in cui il Governo ha dovuto fare marcia indietro. Perché per i taxisti sì e per le tasse no?

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→  febbraio 1, 2007

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da Peccati Capitali

Si dice liberalizzazioni e si pensa ai taxi. Quanto poco basta per illudere la gente! E quanto poco per scatenare violente proteste! L’opinione corrente è che alla fine Bersani l’abbia vinta, e forse il disagio per gli utenti diminuirà un poco: ma per favore non diciamo che si è liberalizzato. Anzi, dato che è solo aumentato il numero delle licenze concesse dai comuni, in realtà è aumentata l’estensione dell’attività sottoposta a regime regolatorio.

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