Debenedetti, l’Ingegnere e le scelte di Piero

giugno 13, 2016


Pubblicato In: Corriere Della Sera, Giornali


a cura di Carlo Cinelli e Federico De Rosa

«Navuma basta»? Ma perché Piero Fassino avrebbe risposto tranchant all’Ingegnere che lo sollecitava per una ricandidatura del fratello, Franco Debenedetti, alle elezioni del 2006? Lo ha raccontato lo stesso Carlo De Benedetti al Foglio rievocando con Salvatore Merlo il proprio rifiuto a una discesa in campo: «Desiderava (Franco) fare una terza legislatura, ma i Ds gli avevano risposto picche. Allora mi chiamò. ”Potresti chiedere tu a Fassino, che siete amici da tanti anni?”. E io: ”Certo”. Allora chiamo Fassino, ma non faccio in tempo a dirgli di mio fratello che lui sbotta, in piemontese: “Ah no! Navuma basta”, “ne abbiamo abbastanza”».

Franco De Benedetti in realtà aveva già fatto tre legislature (non due) e la ricandidatura sarebbe stata un’eccezione alla regola non scritta nel partito che soltanto la nomenclatura poteva andare oltre i tre mandati. Poi ricorda, accennando a vicende che ha raccontato nel suo ultimo lavoro per Marsilio (Scegliere i vincitori, salvare i perdenti): «Venivamo tutti da mesi difficili. C’era stata l’Opa di Unipol su Bnl e la pseudoscalata al Corriere. I vertici Ds erano sotto attacco. Scalfari e altri tornavano a parlare di questione morale. Io la vedevo diversamente. L’Opa era corretta, la scalata non esisteva. Me la presi con il moralismo agitato, anche nel partito, per vendette personali e altro. A Natale ci vedemmo con Fassino per gli auguri e mi ringraziò per le mie prese di posizioni a difesa dei vertici Ds».

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