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→  settembre 4, 2014


Dall’imprevedibilità viene la spinta a innovare, più che dai dirigismi

Per riformare «non basta dire no» – ai no a eliminare l’articolo 18, a ridimensionare l’obbligatorietà dell’azione penale, a privatizzare i servizi dei comuni. Bisogna ottenere il sì di chi chiede interventi che valgano a farci uscire dalla stagnazione. E per il riformatore può perfino essere più facile isolare i no che prospettano i disastri che altrimenti si produrrebbero, che rispondere ai sì, e ottenere i miracolosi risultati che ci si aspetta dall’adozione di certe politiche. Tra queste una delle favorite è la «politica industriale».

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→  febbraio 14, 2014


La mattina di venerdì 7 febbraio ho letto sulle colonne di questo giornale l’articolo in cui Leonardo Maugeri raffronta l’industria del venture capital in Usa e in Italia: «In Italia, secondo i dati di “Start Up Italia”, esistono solo 1.127 start up innovative, di cui solo 113 finanziate, per un misero totale di poco più di 110 milioni investiti nel 2013. Niente, rispetto agli oltre 10 miliardi di dollari che – nel 2013 – i soli venture capital statunitensi hanno trainato su start-up americane.

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→  ottobre 16, 2013


Contro la vampata statalista. I vizi della gestione governativa di Alitalia, Telecom e Ansaldo
Francesco Giavazzi, Salvatore Rebecchini, Carlo Stagnaro, Giorgio Arfaras, Enrico Colombatto, Francesco Daveri, Franco Debenedetti, Ernesto Felli, Corrado Sforza Fogliani, Alberto Forchielli, Francesco Forte, Riccardo Gallo, Andrea Giuricin, Fiorella Kostoris, Mauro Marè, Alberto Mingardi, Fulvio Ortu, Riccardo Puglisi, Riccardo Ruggeri, Fabio Scacciavillani, Mario Seminerio, Chicco Testa, Francesco Trebbi, Francesco Venier

Il protezionismo industriale torna di moda a Roma. E non è un belvedere”, ha scritto il Financial Times. Il governo Letta, sostenuto da Pd, Pdl e Scelta civica, sta inviando infatti un messaggio pericoloso agli investitori internazionali ed errato a quelli domestici. Lo dimostrano le vicende degli ultimi giorni di Ansaldo Energia, Telecom e Alitalia.

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→  settembre 20, 2012


“Per anni ho pensato che ciò che era buono per la nazione fosse buono per la General Motors e viceversa”. Era il 1953 quando Charles Erwin Wilson pronunciò la famosa frase. Oggi, riflettendo sulle accuse mosse a Marchionne, vien da porsi una domanda più radicale: ci sono strategie “che siano buone per la nazione” e non “buone” per la Fiat? E’ possibile che ci siano?

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→  dicembre 5, 2002

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A gridare che il re é nudo si coglie anche una (parte di) verità, e si strappano consensi: era successo a Moretti parlando del centrosinistra e dei suoi dirigenti, é successo ieri a Berlusconi parlando della Fiat e dei suoi manager. Ci sono ottime ragioni per polemizzare su modi e contenuti: ma se l’opposizione si ferma alle critiche, rischia di lasciare che siano altri ad andare al nocciolo dei problemi, e perde l’opportunità di indicare lei la strada per una soluzione vantaggiosa per il paese.

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→  giugno 25, 2000


«Not with a bang but with a whimper», non con un botto ma con un sospiro. Il famoso verso di T.S. Eliot ben si addice alla fine del­l’Iri: venduto quanto era vendibile, passato al Tesoro quanto si con­tinua a considerare strategico, rinviato quanto non si è riuscito a ri­solvere, ora inizia la lunghissima dissolvenza della liquidazione.

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