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Archivio per il Tag »Keynes«

→  marzo 26, 2009

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Caro Direttore,

Sarà pure stato per divertimento filosofico che Keynes scrisse “Possibilità economiche per i nostri nipoti”, come annota Dario Fertilio (Corriere della Sera del 21 Marzo). Ma Guido Rossi, ripetendone il titolo con il punto interrogativo, ne rovescia la prospettiva; e scegliendolo come spunto per uno dei suoi saggi savonaroliani, induce a trarne qualche considerazione attuale.

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→  settembre 3, 2006

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di Gabriele Pastrello

Secondo l’ex senatore Franco Debenedetti (lettera a Repubblica del 31 agosto), la discussione degli anni Trenta sull’impossibilità di effettuare una scelta razionale in un’economia pianificata, aveva deciso una volta per tutte la questione dell’intervento dello Stato nell’economia. Né storicamente, né teoricamente, la discussione sulla pianificazione e sui prezzi ha a che fare con Keynes.

Il liberale Keynes riteneva che le misure invocate da difensori acritici del capitalismo, tipo Hayek e Mises, ne avrebbero invece provocato il crollo politico. Peraltro, il fatto che le politiche keynesiane abbiano garantito, ai paesi capitalistici più sviluppati, trent’anni di benessere e di ritmi di crescita mai visti né prima né dopo, suona come una recisa smentita alla critica, ben poco scientifica, di Hayek.

ARTICOLI CORRELATI
Il socialismo liberale e l’economia di Stato
di Franco Debenedetti – La Repubblica, 31 agosto 2006

→  novembre 29, 2002

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Il desiderio dei militanti di votare non rende il metodo né efficace né democratico

Se scommettete su quale ragazza vincerà il concorso di bellezza, ammoniva John Maynard Keynes, non puntate su quella che vi piace di più, ma su quella che ritenete piacerà di più agli esaminatori. Il ragionamento si applica anche quando si deve scegliere non “la più bella del reame”, ma il candidato alle prossime elezioni politiche. Il metodo delle primarie, che gode di grande popolarità nella sinistra soprattutto in quella ulivista, passerebbe il test di Keynes o no?

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→  maggio 8, 1999


Considero Friedrik von Hayek, di cui oggi ricorre il centenario della nascita, il più grande scienziato so­ciale del secolo. In Italia ta­le merito è assolutamente misco­nosciuto e fa malinconia. La sua battaglia novantennale ha avuto un esito essenzia­le: unire in un blocco logico coe­rente il valore preminente delle scelte individuali su quelle colletti­ve e insieme affermare il loro li­mite. Senza scelte individuali non c’è sistema dei prezzi, dunque non c’è mercato; ma il limite dei nostri atti indivi­duali anche più intenzionali è che a prevalere sono le loro conseguen­ze inintenzionali, ed è impossibile per qualsiasi sog­getto collettivo governare e supe­rare tale limite.

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→  luglio 1, 1997


Il parere positivo espresso dal Comitato Monetario Europeo sul piano di convergenza italiano presentato da Ciampi ha conferma to che riusciremo a entrare con i primi nel nuovo sistema della moneta unica.
Promossa a Bruxelles per la materia «conti pubblici», l’Italia rischia però nei prossimi giorni di essere bocciata per la materia «mercato del lavoro» a Lussemburgo, se la Corte di Giustizia europea accoglierà le conclusioni della Commissione e dell’Avvoca to Generale, che chiedono la condanna del nostro monopolio stai tale dei servizi di collocamento al lavoro per la sua inefficienza strutturale e la conseguente violazione dei principi comunitari.

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