→ gennaio 18, 2001

Finora le privatizzazioni, con poche erano eccezioni, ero un indirizzo politico condiviso: che diventino oggetto di critica è già di per sé una notizia. Ancora di più se ciò avviene contemporaneamente da destra e da sinistra, a opera di due personaggi che più diversi non potrebbero essere. I giorni dell’Iri (Mondadori) è di Massimo Pini, voluto da Bettino Craxi nel comitato di presidenza dell’Iri, ove rimase dall’86 al ’92, e oggi vicino ad An. L’economista Marcello De Cecco, che ha scritto prefazione e conclusioni a Le privatizzazioni (Donzelli), è il più autorevole cultore dei grandi economisti cari alla sinistra, John Maynard Keynes e Piero Sraffa.
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→ ottobre 3, 2000

C’è lo «scandalo» delle immagini dei bambini torturati e violentati trasmesse dai telegiornali Rai; e c’è quello della reazione a catena che esso ha prodotto nell’azienda, nelle strutture che producono i servizi, e in quelle gestionali e politiche che vi sovraintendono. Due «scandali», uno cresciuto sull’altro, ma distinti tra loro, e ormai separati anche sulle pagine dei giornali. Le strade che hanno imboccato sfociano su due diversi mondi di problemi, pongono domande diverse.
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→ novembre 11, 1999

Per la sistemazione del museo egizio
La tradizionale discrezione subalpina deve riconoscerlo: quello di dare una sistemazione più adatta al nostro Museo Egizio è diventato un tema nazionale; tanto da andare in prima pagina perfino sul «Sole 24 Ore». Dichiaro subito dove va la mia preferenza: per l’Egizio vorrei un museo nuovo, costruito su misura.
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→ marzo 15, 1999

Sto scrivendo come al solito con la radio accesa sul programma di musica classica del quinto canale. È un programma di qualità? Impossibile dirlo. Dato che lo ascolto, la sua qualità per me supera un livello minimo. Dato che non posso scegliere tra programmi analoghi, non posso fare una scala di qualità relative. Dato che l’ascolto è sostanzialmente gratuito, non ho nessun mezzo per dare un valore alla mia preferenza: quindi è impossibile quindi dire se questo è un programma di qualità nel senso che non ho nessun mezzo per comunicarlo. Sarei disposto a pagare una somma ragionevole per scegliere tra due o tre programmi diversi di musica classica, i fornitori di programmi avrebbero modo di misurare il gradimento, avrebbero interesse a selezionare profili di clienti diversi, con offerte differenziate per prezzo o per contenuti.
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→ gennaio 28, 1999

Con ogni probabilità anche a Massimo D’Alema, come alla maggior parte dei commentatori, è sfuggito il rapporto sulle business school pubblicato dal «Financial Times» il 25 gennaio: in cui la scuola di management della Bocconi è presente con un inserto pubblicitario ma non nella classifica dei primi 50 istituti europei e americani. Se l’avesse visto, c’è da scommettere che martedì, parlando proprio nel tempio milanese degli studi economici, alla tentazione della battuta caustica non avrebbe resistito.
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→ dicembre 11, 1998

Signor direttore,
un foglio dall’Album per la Gioventù. Anni Cinquanta, si pubblica il carteggio Gide-Claudel “La Fiera Letteraria” raccoglie i commenti su quelle ancora scandalose confessioni. Togliatti: degenerazioni borghesi. Sotto, di suo pugno, Giorgio De Chirico: “Mi piace André Gide / mi piace anche Paul Claudel / ma a tutti e due preferisco la crème caramel”. Suonato a memoria per il ministro Melandri e il maestro Muti da Franco Debenedetti.