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→  aprile 22, 2020


di Franco Debenedetti, Fabrizio Davide, Francesco Vatalaro e Alessandro Vizzarri

L’idea della app sul modello Singapore non è male, ma il nostro stato è all’altezza? Dubbi e spunti

Il tracciamento dei contatti e l’analisi dei dati promette di essere uno strumento efficace nel contenimento della pandemia di coronavirus. Sta contribuendo positivamente in Estremo Oriente e, in particolare, il modello sviluppato a Singapore ha attirato in Occidente l’attenzione per le sue proprietà che bilanciano efficacia e rispetto della privacy. Diversi Paesi europei stanno lavorando per procurarsi una soluzione tecnologica in tempi brevi ed è certo una buona notizia che anche l’Italia abbia imboccato con decisione questa strada. Per il successo di questa iniziativa, tuttavia, non solo si richiede un notevole sforzo organizzativo delle pubbliche amministrazioni, ma anche l’adesione convinta dei singoli cittadini e l’impegno di imprese e organizzazioni private. Non ci si può permettere di sbagliare: il senso civico, dimostrato in modo così sorprendente in tutto il Paese, pur scosso da questa grande tragedia, volgerebbe facilmente in sfiducia proprio nel momento in cui c’è bisogno di rimettere in moto le energie di tutti per la ripresa economica e la ricostruzione del tessuto sociale. E’ in questo spirito che si fanno le considerazioni che seguono.

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→  marzo 26, 2020


“È dagli anni ’80 che lo Stato si sente dire che deve mettersi sul sedile posteriore e lasciare il volante in mano alle imprese, lasciarle libere di creare ricchezza, intervenendo solo per risolvere i problemi quando emergono”. Così Mariana Mazzucato su Repubblica.
È da sette anni che la professoressa ci vuole convincere che Internet non l’hanno fatto migliaia di imprese e milioni di inventori, ma un organismo della difesa americana per avere un sistema comunicazione a prova di bombe; oppure che lo schermo touch è frutto dello stato imprenditore perché chi lo ha inventato stava studiando grazie a una borsa di studio pubblica.
Il suo strabismo non le consente di vedere che il PIL mondiale “dagli anni 80” è cresciuto 5 volte, che la quarta rivoluzione industriale e la seconda globalizzazione hanno tratto dalla miseria estrema più di un miliardo di esseri umani, di constatare che oggi “Capitalism, Alone!”: come dice Branko Milanovic, ci sono solo il capitalismo liberale-meritocratico in Occidente, e il capitalismo politico in Cina e dintorni.

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→  marzo 24, 2020


PER IL SOLE 24 ORE, NON PUBBLICATO

di Franco Debenedetti e Francesco Vatalaro

The Hammer and the Dance è il titolo di un articolo di Tomas Pueyo su Medium, in cui spiega le strategie contro il Coronavirus. Il martello è la strategia che ormai i paesi occidentali hanno abbracciato per invertire la curva dell’epidemia: distribuire gli ammalati su tempi più lunghi per evitare che il sistema sanitario ne sia stritolato. Il “martello” comporta il distanziamento sociale per tutti, l’isolamento domiciliare dei casi sospetti e la quarantena anche dei conviventi, la chiusura di scuole e università e via restringendo.

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→  marzo 19, 2020


di Franco Debenedetti e Natale D’Amico

Tutti i giorni leggiamo il bollettino di guerra, i numeri della nostra guerra contro il Covid-19. E ognuno cerca di estrarre dai numeri le risposte alle domande che ci assillano: come stiamo andando? I sacrifici che facciamo servono a qualcosa? Domande che a loro volta ne sottintendono una perlopiù inespressa: quando ne usciremo?

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→  marzo 29, 2018


Adesso che si è mossa la Federal Trade Commission, la vicenda Facebook si è istituzionalizzata e prende un indirizzo preciso. L’ufficio per la protezione dei consumatori ha reso noto che prende molto sul serio le notizie stampa che sollevano forti preoccupazioni su come Facebook protegge la privacy, e che ha iniziato un’indagine non pubblica sulle pratiche adottate dall’azienda. Sarà particolarmente severa, dato che a Facebook erano già stati imposti provvedimenti. Finora invece la vicenda era stata descritta nei modi più disparati. “Scandalo”, il più frequentato, una valutazione morale che nulla dice della causa. “Sfruttamento dei dati personali”, con riferimento alla polemica sul loro valore venale. “Pericolo per la democrazia” per il (reale? potenziale?) potere dei messaggi. “Fallimento”, come sulla copertina dell’Economist, per la perdita in valore delle azioni del gigante di Menlo Park. E l’onnicomprensivo “BAADD” (Big, Anti-competitive, Addictive and Destructive to Democracy), buono per tutti i BigTech. Adesso si sa di che si parla: di possibile lesione dei diritti di privacy dei consumatori, in questo caso di social media.

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→  marzo 24, 2018


Proibire raccolta e analisi dei dati è come un attacco alla libertà individuale

La prima volta, nel 1994 con i Progressisti, le elezioni nel Collegio Torino Centro le vinsi con i tradizionali manifesti. Nel1996 con l’Ulivo avevo un avversario temibile: ricordatomi della regola nr. 1 del candidato, mai parlare ai convinti, elaborai una strategia che, non disponendo di un Bannon, mi parve raffinata. Ed ebbi il premio.

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