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Archivio per il Tag »centrodestra«

→  settembre 11, 2010


di Giovanni Valentini

La formazione dell’ opinione pubblica (…) è sempre più largamente un prodotto pianificatoe confezionato con le tecniche della pubblicità commerciale e controllato dai tycoons dell’ informazione di massa. (da “Democrazia senza democrazia” di Massimo L. Salvadori – Laterza, 2009 – pag. 60) Al di là delle strumentalizzazioni e delle convenienze di parte, di fronte alla spettacolare implosione del centrodestra innescata dall’ espulsione di Gianfranco Fini e dei suoi fedelissimi dal PdL, in un Paese normale sarebbe fisiologico andare alle elezioni anticipate per ricostituire una maggioranza parlamentare e di governo. Ma, in una situazione evidentemente anomala come quella italiana, sarebbe ancora più opportuno modificare prima la legge elettorale e stabilire magari nuove norme per assicurare la regolarità della competizione.

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→  ottobre 5, 2000


Il cammino delle privatizzazioni, che pure aveva superato tappe significative, era diventato faticoso; le decisioni si stavano perdendo in un dibattito confuso.
Il DPEF prevede privatizzazioni per 65.000 miliardi tra il 2000 e il 2001; ma a causa delle incertezze, le future tranches Enel ed Eni non compaiono nelle liste delle grandi operazioni redatte dalle banche internazionali.

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→  giugno 16, 1999


Cari governanti europei, basta chiacchiere, vogliamo incominciare a vedere i dividendi dell’azienda Europa ­scriveva Luigi La Spina sulla Stampa alla vigilia delle elezioni – e prevedeva che «la questione vera che più inciderà sul voto europeo è il senso di delusione che dilaga». Avevamo creduto che l’Europa portasse liberalizzazioni, privatizzazioni e concorrenza, ma i risultati non si vedono.

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→  marzo 8, 1996


Ha ragione chi sostiene che in Italia si confrontano una sinistra statalista e una destra liberista? Magari fosse così! In realtà non ci è dato avere un panorama politico su cui tale contrapposizione limpidamente si stagli: ci sono invece le ombre lunghe di vecchie cappe ideologiche, la caligine della mancata soluzione al problema della stabilità di governo, Lo statalismo è ancora la strada più sicura per assicurarsi il consenso, ai paladini del mercato e della concorrenza viene garantita appena una decorosa sopravvivenza: in entrambi gli schieramenti. Amara, ma realistica considerazione per quella minoranza che, come me, vorrebbe vedere restringersi l’ala delle politiche centraliste. dileguare i residui di illusioni pianificatorie.

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→  febbraio 20, 1996


Quali garanzie dare in un sistema maggioritario, all’elettorato moderato da parte di una coalizione di centrosinistra caratterizzata su una proposta di governo e non di protesta? Il problema si identifica con la ragione stessa per la quale, due anni fa, decisi di raccogliere la candidatura al Senato offertami dai progressisti.
Allora, il maggioritario era alla sua prima prova, l’elettorato moderato era sotto il fortissimo impatto del crollo repentino dei tradizionali partiti di governo ai quali per tanti anni aveva garantito il consenso, lo scontro elettorale fu dominato da una violenta e reciproca delegittimazione. Tutto ciò rese la scelta, se non isolata, sicuramente minoritaria. Una parte del consenso dei moderati si indirizzò verso la residua offerta di un centro politico inteso come terzo polo elettorale – allora il Ppi e Segni; un’altra parte, sotto la suggestione propagandistica anticomunista, facilitata in ciò dal terzo polo centrista, si indirizzò verso il Polo; non abbastanza furono coloro che videro nei progressisti ga-ranzie per un governo stabile ed europeo del paese.
Le differenze rispetto a due anni fa sono numerose, e profonde le implicazioni: tanto da far sperare in un risultato di segno diverso.

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→  settembre 30, 1994

Caro senatore Debenedetti, d’accordo, ci sto! La sua «proposta da cittadino» mi ha convinto. Del resto, non ho nemmeno dovuto rifletterci granché, proprio per la ragione che lei stesso ricorda molto opportunamente: la promessa, sulla quale questo governo ha ottenuto la fiducia del Paese, di introdurre nella gestione pubblica cre­scenti elementi di efficienza manageriale e – ovunque possibile – di pri­vatizzazione.

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